Seleziona una pagina

ULTIMI ARTICOLI

CONTRO IL FURTO E LA RICETTAZIONE: REGISTRO DELLE BICI

BIKE.IT IN DUE RIGHE

Bike.it è una piattaforma di progetti e servizi per la mobilità in bici,
di informazione e approfondimento sui temi di mobilità sostenibile in genere.

Fase 2: Confindustria ANCMA, Mercato Moto Azzerato, Subito Incentivi

Fase 2: Confindustria ANCMA, Mercato Moto Azzerato, Subito Incentivi

Il presidente dell’associazione dei produttori Paolo Magri: “- 47% primo quadrimestre, aprile – 97% su anno; urgente sostenere domanda interna penalizzata da lockdown nel periodo di massima vendita”

MILANO, 4 MAG. – “Con le ultime settimane segnate dal blocco della rete di vendita, il mercato di aprile delle due ruote chiude con un netto e atteso – 97% sullo stesso mese dell’anno scorso, mentre i primi quattro mesi del 2020 fanno segnare un – 47% su base annua. Di fronte a questo prevedibile e preoccupante azzeramento del mercato nel periodo di massima vendita, il nostro settore industriale e la sua filiera dovranno essere aiutati o altrimenti saranno a fortissimo rischio. Per questo torniamo a chiedere all’esecutivo e al ministro Patuanelli che vengano previsti subito incentivi all’acquisto al fine di sostenere la domanda di tutte le due ruote in un mercato che vive di forte stagionalità e che proprio per questo, a differenza di altri, non riuscirà a recuperare i volumi persi nel lockdown”. È quanto ha dichiarato oggi il presidente di ANCMA (Associazione ciclo motociclo e accessori) Paolo Magri, commentando i dati di immatricolazione delle due ruote a motore.

MOBILITÀ DUE RUOTE PROTAGONISTA FASE 2 – “Abbiamo apprezzato l’idea del ministro De Micheli di prevedere il buono mobilità alternativa, tuttavia è evidente che, alla luce del ridimensionamento del trasporto pubblico, – ha rimarcato Magri – anche motocicli, scooter e ciclomotori saranno protagonisti della mobilità della Fase 2 per le loro prerogative esclusive, tra cui il minore impatto ambientale e quello sul traffico urbano, la garanzia di distanziamento sociale e la velocità negli spostamenti di lunga percorrenza”.

RETE CONCESSIONARI IN AFFANNO – “Questa opportunità reale e concreta – ha concluso Magri – si confronta altresì con un rallentamento nella fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e con una rete di concessionari in pesante affanno: anche per questo riteniamo indispensabile e urgente un sostegno sussidiario al comparto da parte del Governo”.

Attività sportiva in bicicletta durante la “fase 2”

Attività sportiva in bicicletta durante la “fase 2”

La Presidenza del Consiglio dei Ministri col suo Dpcm 26 aprile 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.108 del 27-04-2020, stabilisce ed amplia le norme di utilizzo della bicicletta a partire dall’inizio della “fase 2”, il 4 maggio 2020. Se gli spostamenti a pedale sono sempre stati permessi qualora ci si dovesse recare a lavoro o per le altre necessità, da domani sarà infine possibile riprendere le attività fisiche all’aperto.

All’Art.1 §1 si legge infatti “…è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purchè comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. Sarà anche possibile allontanarsi dalla propria provincia rimanendo però all’interno della stessa regione, quindi nessun limite chilometrico imposto.

Nella fase emergenziale a tutte le fasce di popolazione sono stati richiesti sacrifici in ogni ambito del proprio vivere quotidiano. L’esigenza d’intervento ha magari contratto il tempo disponibile al legislatore per calibrare al meglio concessioni e proibizioni, decretando il blocco totale anche nel caso in cui lo sport sia svolto in solitaria ed in piena natura.

Ampiamente dimostrato è inoltre quanto il mantenimento di un certo livello di attività fisica giovi alla salute personale rafforzando le difese immunitarie e prevenendo tutta una serie di patologie legate ad uno stile di vita sedentario. Il beneficio, oltre a riguardare il singolo, ricade positivamente sul bilancio statale grazie ad una minore richiesta di accesso alle cure nosocomiali da parte di cittadini più sani.

I cicloamatori di tutta Italia potranno con felicità tornare in sella dopo due mesi di inattività. Per favorire la ripresa in sicurezza, l’ Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e la Federazione Ciclistica Italiana hanno stilato un decalogo:

  1. Scegli l’uscita solitaria e mantieni le distanze.
  2. Resta nel raggio della tua Regione.
  3. Combatti i germi, contieni saliva e muco con fazzoletti monouso.
  4. Igienizza spesso e non condividere la borraccia con gli altri.
  5. Riponi i rifiuti in tasca o nei cestini.
  6. Utilizza gli occhiali.
  7. Copri il volto, porta con te mascherina, guanti monouso o gel igienizzante.
  8. A fine allenamento/biciclettata/pedalata igienizza l’attrezzatura.
  9. Diffondi queste regole tra amici e parenti.
  10. #iovadoinbici: scelgo la bici come mezzo di trasporto per le mie attività.
Milano punta sulla mobilità a due ruote per la “fase 2”

Milano punta sulla mobilità a due ruote per la “fase 2”

Con l’approccio dell’uscita dal lockdown, le metropoli si trovano costrette a riconsiderare la propria mobilità urbana coniugata secondo le regole del distanziamento sociale. Milano ha quindi annunciato il piano “Strade Aperte”, un progetto ambizioso ed all’avanguardia in Europa, tanto da ricevere il plauso della giovane ambientalista Greta Thunberg sul suo account Twitter.

Il blocco totale ha infatti ridotto drasticamente i livelli di inquinamento atmosferico, un risultato questo che la municipalità spera di mantenere il più possibile incentivando i percorsi per pedoni e ciclisti. Durante i prossimi mesi, 35km di strade urbane verranno convertiti in modo economico e rapido in piste ciclabili, così come verranno ampliate e rinnovate le aree pedonali. In vaste aree verranno poi diminuiti a 30km/h i limiti per i veicoli, che dovranno inoltre dare la precedenza a chi abbraccerà la svolta ecologica della città.

Con la riapertura dei cantieri, già da inizio maggio i primi lavori di trasformazione dovrebbero cominciare con un tratto di 8km che inglobino il centralissimo Corso Buenos Aires, prevedendo il completamento del piano entro la fine dell’estate.

Rendering Progetto “Strade Aperte” – Corso Buenos Aires

La riuscita del progetto si basa sull’analisi degli spostamenti dei pendolari: i dati infatti dimostrano che il 55% dei 1,4 milioni di residenti utilizza i mezzi pubblici per raggiungere il lavoro, la cui distanza media risulta essere di soli 4km.

Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, al Verde e all’Agricoltura ha dichiarato: “Dovremmo accettare che per mesi o forse un anno ci sarà una nuova normalità e dobbiamo creare le migliori condizioni per viverla.

E l’assessore alla Mobilità e ai Lavori Pubblici Marco Granelli ha aggiunto: “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l’uso dell’auto. Se tutti guidano un’auto, non c’è spazio per le persone, non c’è spazio per muoversi… Certo, vogliamo far ripartire l’economia, ma pensiamo che dovremmo farlo su una base diversa da prima. Dobbiamo immaginare Milano in una nuova situazione. Dobbiamo prepararci”.

Fonte: TheGuardian

Nuove sfide per la mobilità con la fine del lockdown

Nuove sfide per la mobilità con la fine del lockdown

Con l’annuncio da parte del Presidente del Consiglio della prossima graduale uscita dalla fase di cosiddetto lockdown, il tema della mobilità sta assumendo un ruolo centrale del dibattito poiché chiamato a nuove sfide che concilino le esigenze di milioni di pendolari con le norme di prevenzione sanitaria dettate dal distanziamento sociale.

La “fase 2” riguardante i trasporti al momento è sottoposta al vaglio delle ipotesi contenute nelle molteplici bozze elaborate dai diversi gruppi di studio formati dalle aziende di settore. Risulta però abbastanza prevedibile che tale fase durerà fintanto che non saranno trovati un vaccino od un protocollo terapeutico sicuro per combattere l’infezione da Covid19.

Si sta quindi ragionando su come evitare il sovraffollamento delle ore di punta sui mezzi pubblici, cercando di garantire allo stesso tempo flussi di persone il più possibile comparabili alla situazione pre-emergenza. Escludendo i lavoratori che potranno continuare ad usufruire di soluzioni in smart working, a tutti gli altri verrà richiesto di fare ricorso a soluzioni di spostamento individuale oppure di adeguarsi ai nuovi modi e tempi del trasporto pubblico: bus e metropolitane infatti non potranno più viaggiare a pieno carico, costringendo la maggior parte delle persone a mettere in conto una dilatazione dei tempi necessari per il tragitto casa-lavoro. Pur cercando di aumentare la frequenza delle corse, i mezzi pubblici andranno prevedibilmente incontro al raggiungimento di limiti riguardo parco mezzi e slot temporali disponibili. Appunto per questo sono allo studio soluzioni che incentivino al massimo gli spostamenti su due ruote.

Nella sua lettera appello, il Presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Paolo Magri ricorda al Presidente del Consiglio che, “…l’uso dei mezzi a due ruote, offre una forma di mobilità individuale che soddisfa le esigenze di distanziamento sociale, salvaguarda la sostenibilità ambientale e – nel caso della bicicletta – un comprovato aumento del metabolismo e delle difese immunitarie.” Ed ancora riguardo il “…ruolo che le due ruote hanno sempre interpretato all’interno del sistema della mobilità: riduzione dei tempi di percorrenza, minore occupazione dello spazio pubblico in sosta, abbattimento dei livelli di traffico e inquinamento, costi di utilizzo contenuti.

Sperando nell’implementazione di soluzioni di bike sharing da parte delle municipalità, le biciclette possono davvero rappresentare una soluzione salutare per il trasporto urbano.

E-Bike la migliore amica per chi lavora in bicicletta

E-Bike la migliore amica per chi lavora in bicicletta

Una ricerca condotta dall’Università di Borgogna ha comparato le diverse risposte fisiologiche e cognitive quando si pedala su una bicicletta elettrica piuttosto che su una tradizionale. Sono stati misurati parametri quali consumo di ossigeno, battito cardiaco ed elettromiografia ai muscoli delle gambe. Le prestazioni cognitive invece sono state valutate facendo smistare della normale corrispondenza.

Come ragionevolmente prevedibile, i parametri fisiologici sono risultati più alti nel caso di bicicletta classica. Analogamente il test cognitivo è stato portato a termine più rapidamente nel caso di pedalata assistita.

Al giorno d’oggi in molti ambiti lavorativi è richiesta una quantità variabile di lavoro fisico che può influire sui lavoratori e che è strettamente associata al rischio di infortuni. Esistono altresì prove convincenti che la riduzione del carico di lavoro quotidiano può prevenire disturbi muscoloscheletrici correlati al lavoro.

Per professioni quali postini, fattorini ma anche forze dell’ordine, è evidente quanto sia cruciale salvaguardare al massimo le energie per poter svolgere al meglio ed in sicurezza le proprie mansioni.

Questo studio ha dimostrato che l’uso di biciclette elettriche anche con carichi di lavoro diversi riduce significativamente la tensione muscolare, lo stress fisiologico e la sensazione di affaticamento. Riducendo lo sforzo muscolare e lo stress cardiovascolare, l’utilizzo quotidiano di biciclette a pedalata assistita può tutelare nel lungo termine la salute di chi utilizza la bicicletta per lavoro. Interessante pure il fatto che questa riduzione di richieste a livello fisiologico sembri preservare le capacità cognitive.

Nell’attuale contesto sociale e ambientale, una bicicletta con motore elettrico potrebbe rappresentare una valida alternativa ed un interessante modo di viaggiare urbano per lavoro.

Risulta quindi ragionevolmente auspicabile l’adozione di soluzioni con e-bike in ambito aziendale e nell’amministrazione pubblica.

Milano – Best of Leonardo, eBike Tour

Milano – Best of Leonardo, eBike Tour

Overview

In few hours you will discover the secrets of Milan. By eBike you will experience the beautys of the city and all the museums of Leonardo. The tickets for all the museums (exept the ‘Last Supper’ which is only the date of the trip) are open for one month after the tour.

What’s Included

  • Breakfast
  • Helmet (optional) and bike locker
  • Use of e-Bike
  • All Fees and Taxes
  • The tour leader is included. We do not provide a ‘guide’.

Info

For booking and informations: info@bike.it

What To Expect:

Itinerary:

  1. Stop At:  Il Cenacolo We will visit the masterpiece of Leonardo da Vinci: ‘Ultima Cena’ (‘The Last Supper’). It is painted in the ancient Dominican monastery of Santa Maria delle Grazie. In the same square of our meeting café. The entrance is allowed to few people at every 15 minutes. We will define the entrance time early in the morning. Audioguide is not included.
Masterpiece by Leonardo. The Last Supper is a wall painting and it preserved in the former Renaissance refectory of the convent adjacent to the sanctuary of Santa Maria delle Grazie in Milan.
  • Stop At:  Casa Degli Atellani La Vigna Di Leonardo We will meet in the Café of the ‘Vigna di Leonardo’. We can enter the ancient and astonishing mansion owned by the Atellany family. Here Leonardo lived during the ‘Last Supper’ work. The house was restored by Arch Piero Portaluppi in the past century. In the garden we will visit Leonardo’s vineyard. Audioguide is available and included.
Casa Degli Atellani is a 15th century building in Milan.
  • Stop At:  Pinacoteca Ambrosiana We will visit the amazing Pinacoteca Ambrosiana. We will see: Leonardo da Vinci masterpice ‘Codice Atlantico’ and the ‘Portrait of a Musician’, the ‘Basket of fruit’ by Caravaggio and the ‘Cartoon of the School of Athens’ by Raffaello. Audioguide is not included (only 3 Euro).
The Pinacoteca Ambrosiana is a museum in Milan located inside the Palazzo dell’Ambrosiana. The Ambrosiana Library and the Pinacoteca are closely connected.
  • Pass By:  Duomo di Milano We ride to the Duomo of Milan and we suggest the external tour. If requested, depending on the weather and on the cue, we can manage to visit the Gothic Cathedral (€ 3) and the Rooftops of the Cathedral (€ 10 – € 23).
Duomo is the cathedral of the archdiocese of Milan. Also it’s symbol of the Lombard capital and it is the largest church in Italy.
  • Pass By:  Galleria Vittorio Emanuele II We will ‘walk’ through the Galleria.
The Galleria Vittorio Emanuele II is a commercial gallery in Milan that, in the form of a covered pedestrian street, connects Piazza Duomo to Piazza della Scala. It’s among the most famous examples of European iron architecture.
  • Pass By:  Piazza della Scala We will stop in front of ‘La Scala’: the most famous Opera House in the world. Admission Ticket Free
Piazza della Scala is a square located in the centre of Milan. It is connected to Piazza del Duomo through the Galleria Vittorio Emanuele II.
  • Pass By:  Piazza del Liberty A cosy spot in Milan where the new Apple store opened recently with Tim Cook. Admission Ticket Free
Piazza del Liberty is a square in Milan where the apple store was recently built.
  • Pass By:  Via Monte Napoleone We will ride through Montenapoleone and the ‘Quadrilatero della Moda’. The iconic and sophisticated fashion streets of Milan.
Via Monte Napoleone is a street in the centre of Milan, considered one of the most luxurious areas. Via Monte Napoleone is known as the most expensive street in Europe.
  • Stop At:  Pinacoteca di Brera We will visit the Painting Gallery ‘Pinacoteca di Brera’. The most important museum in Milan and one of the most known in the world. We will see the most important collection of leonardesque painters and many others like Mantegna, Bellini, Raffaello, Piero della Francesco, Caravaggio, Hayez (The kiss). Audioguide is not included.
The Pinacoteca di Brera is a national gallery of ancient and modern art, one of the largest complexes in Milan with over 24000 square meters of surface. The museum exhibits one of the most famous collections of paintings in Italy.
  • Pass By:  Chiusa Leonardesca al Ponte delle Gabelle When Leonardo arrived in the city he started working on ways to improve the canal system which was becoming increasingly pivotal for the economic development of Milan. He started first by studying the existing system as confirmed by many drawings and notes referring to Milan’s waterways.
The Navigli were used for the transport of goods. Between 1506 and 1513 Leonardo da Vinci in fact studied the basin of St. Mark’s ship. His project consisted in connecting the Naviglio Martesana to the inner circle of the Navigli through two locks, at S.Marco and Incoronata; in this way it would be possible to cross the city by water.
  • Pass By:  Piazza Gae Aulenti We ride through the ‘Wood library’ garden passing by the famous ‘Bosco Verticale’ by Stefano Boeri (awarded building of the year in 2015) and Gae Aulenti square. Admission Ticket Free
Gae Aulenti is a circular raised square, 100 meters in diameter from which you can see the skyline of Milan.
  • Pass By:  Castello Sforzesco We will walk through the walls of the Castello Sforzesco, the medieval and renasseince Palace of the Visconti and Sforza families. One of the most astonishing and largest military fortresses in the world.
The Castello Sforzesco is a large fortified complex located in Milan just outside the city centre.
It was built in the 15th century by Francesco Sforza
  • Stop At:  La Sala delle Asse The ‘Sala delle Asse’ is a room that houses a decoration with plant and mulberry plots, which with a trompe-l’oeil effect create a pergola all along the vault, the sails and lunettes, whose fronds start from trees painted along the walls, as if to resume the columns ad tronchonos. On the east wall of the Hall there is a Monochrome in the lower part, representing the roots of the trees above which penetrate into rocky stratifications. The complex is a tempera painting on plaster by Leonardo da Vinci, dating back to 1498.
The Sala delle Asse is a room located on the ground floor of the north-eastern tower, also known as the Falconiere, of the Castello Sforzesco in Milan. It takes its name from the wooden planks that are believed to have once covered the walls.
  • Stop At:  Museo Della Scienza E Della Tecnologia Leonardo da Vinci The museum offers a new exhibition: Leonardo da Vinci Galleries. The largest permanent exhibition in the world dedicated to Leonardo da Vinci engineer and humanist. A spectacular setting accompanies you on a journey through the art of war, work and production, flight, waterways and architecture that ends with a perspective on Da Vinci’s influence on Renaissance painting and an immersive installation dedicated to drawings of the last period of Da Vinci’s activity.
The National Museum of Science and Technology “Leonardo da Vinci” is the largest technical-scientific museum in Italy and one of the largest in Europe. It has the largest collection in the world of machine models made from drawings by Leonardo da Vinci.
  • Stop At:  Santa Maria delle Grazie We leave our eBikes, the tour is at the last stop. A visit of Santa Maria delle Grazie is ‘compulsory’. The Bramante Architecture will make you feel in Florence.
The church of Santa Maria delle Grazie is a basilica and sanctuary located in Milan and is one of the highest achievements of the Renaissance in northern Italy.
It is a Unesco World Heritage Site, together with the fresco of Leonardo da Vinci’s Last Supper in the refectory of the convent.

Additional Info

  • Confirmation will be received at time of booking
  • Not wheelchair accessible
  • Near public transportation
  • Not recommended for travelers with back problems
  • Not recommended for pregnant travelers
  • No heart problems or other serious medical conditions
  • Travelers should have a moderate physical fitness level
  • Children are not allowed
  • Minimum age is 14 year old. For under 18 parent presence is required.
  • This tour/activity will have a maximum of 7 travelers

La Commissione europea conferma dazi antidumping definitivi sulle biciclette fabbricate in Cina

La Commissione europea conferma dazi antidumping definitivi sulle biciclette fabbricate in Cina

La Commissione europea ha pubblicato il regolamento (UE) 2019/1379 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese.

L’Unione europea mantiene i dazi antidumping sulle biciclette fabbricate in Cina che vengono esportate negli Stati membri dell’UE per altri cinque anni. Si tratta del “Regolamento (UE) 2019/1379 del 28 agosto 2019 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese estese alle importazioni di biciclette spedite dall’Indonesia, dalla Malesia, da Sri Lanka, Tunisia, Cambogia, Pakistan e Filippine, dichiarate o meno originarie di questi paesi, a seguito di un riesame in previsione della scadenza a norma dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 2016/1036. “

Il riesame conferma la necessità di dazi

In previsione della scadenza delle misure antidumping, il 4 giugno 2018 la Commissione europea ha avviato un riesame sui dazi applicabili alle importazioni di biciclette dalla Cina. Alla conclusione la Commissione si è espressa dicendo che “esiste una” forte probabilità “che i produttori cinesi tornino alla vendita a prezzi artificialmente bassi e in volumi elevati se le misure antidumping fossero revocate”.

Prezzi delle importazioni cinesi

“durante il periodo in esame, i prezzi delle importazioni cinesi erano sostanzialmente inferiori ai prezzi di vendita dell’industria dell’Unione nonostante le misure antidumping in vigore durante il periodo in esame” è quanto afferma la Commissione europea. “Il prezzo medio di vendita dell’industria dell’Unione nel mercato dell’UE durante il periodo dell’inchiesta di riesame è stato quasi doppio rispetto al prezzo medio all’importazione dalla Cina.”

Dazio di dumping del 48,5 per cento

Il dazio antidumping come annunciato nel regolamento (UE) 2019/1379 del 28 agosto 2019 è, come nel precedente periodo di cinque anni, mantenuto al 48,5 per cento. Vi sono tuttavia esenzioni indicate nel documento qui allegato.

Il Comune di Milano invita ciclisti e meccanici a registrare le bici.

Il Comune di Milano invita ciclisti e meccanici a registrare le bici.

Il Sindaco di Milano Beppe Sala su Facebook ‘lancia’ il Registro delle Bici. Febbraio 2018.

Da febbraio 2018, o forse da prima, il Comune di Milano ha in progetto un “registro delle bici”. Lo scopo del registro è quello di contrastare il furto e soprattutto l’attività di ricettazione delle bici. Oltre ad agevolare recupero e restituzione delle bici rubate. Iniziò a parlarne in modo ufficioso il Sindaco Beppe Sala in un post su Facebook.

Un anno dopo il lancio su Facebook, il 26 febbraio 2019, il registro delle bici non è ancora pronto. Ed il Comune di Milano pubblica un “avviso per manifestazione di interesse finalizzato all’individuazione di soggetti interessati a l’attività di marcatura delle biciclette”.

Questa volta Milano non è la prima.
Non si tratta del primo registro delle bici realizzato nel nostro Paese. Numerose città hanno intrapreso quest’attività con più o meno successo. Fin dal 2010! Già un anno fa abbiamo intervistato alcune Amministrazioni Comunali e abbiamo rilevato come sia difficile coinvolgere i cittadini nell’attività di marcatura delle bici. Si veda ad esempio quanto fatto a Monza, a Trento, a Padova e a Bologna. Storicamente e guardando ad altri paesi, hanno maggior successo le iniziative che partono dal basso, in cui non ci sia burocrazia. “La bici è un bene mobile NON registrato. E tale deve restare” … dicono i ciclisti.

Il Registro.Bike.it
Un anno fa Bike.it avviò la realizzazione di un Registro: Registro.Bike.it L’inizativa fu comunicata al Comune di Milano nel gennaio 2018. Fu una iniziativa sperimentale e di sensibilizzazione durante la Milano Digital Week. Bike.it fece un gazebo in Corso Venezia e invitò Pubblica Amministrazione, Polizia locale, Associazioni e i cittadini a marcare la bici e a registrare i loro dati.

Armati di punzonatrice a micropercussione, gratuitamente, vennero marcate circa 200 bici in 4 giorni. 5 bici ogni ora. Poche, rispetto allo sforzo di comunicazione che venne fatto. Ma la pioggia non giocò a favore. Lo slogan di questa iniziativa fu “… a tutti c’hanno fregato almeno una bici!” e il video teaser proponeva un cow-boy in città con una pistola … speciale.

Nel corso dei 365 giorni successivi, Bike.it ha ricevuto una richiesta di soccorso da parte di una persona alla quale hanno rubato la bici marcata e registrata in quei giorni. Le venne quindi data la foto della marcatura e il codice. In modo da includere questa informazione nella denuncia e rendere possibile l’identificazione della bici da parte delle Forze dell’Ordine.

Per quanto semplice e senza costi per l’Amministrazione Comunale, questa iniziativa del Registro. Bike.it non venne supportata. Venne presentata anche alla Polizia Locale, al team che si occupa di pubblicare on-line le foto delle bici che quotidianamente vengono rubate a Milano. Ma anche loro non apprezzarono.

L’avviso pubblico per manifestazione di interesse
“L’avviso pubblico per manifestazione di interesse è volto all’individuazione di soggetti interessati a svolgere l’attività di marcatura e registrazione delle biciclette finalizzata alla creazione di un sistema di registrazione on-line, attivo in via sperimentale per la durata di tre anni, in collaborazione con il Comune di Milano.”

Premesso che ad oggi il Registro delle bici non è on-line e non sappiamo a che punto sia, il Comune segnala due modalità diverse di registrazione.

Registrazione biciclette senza codice del produttore
In questo caso il Comune prevede una procedura che dire complessa è un eufemismo: 1. si inizia con la registrazione da parte del ciclista sul portale del Comune di Milano creando un “Profilo Completo”.
2. Quindi si dovrà caricare i dati della bici e la foto sul portale del Comune, in una sezione del proprio account.
3. Il sistema restituisce un ‘voucher’ con un primo codice identificativo univoco di avvenuta registrazione della bicicletta. Il voucher probabilmente non serve a nulla fintanto che non si prosegue con le fasi successive. 4. Con questo voucher il ciclista si reca da una struttura convenzionata. Una di quelle strutture che si dovrebbero candidare proprio ora.
5. Tale struttura (diciamo il negoziante di bici) dovrebbe accogliere il ciclista, verificare che i dati del voucher corrispondano, procedere con la marcatura della bici e generare un secondo codice univoco.
6. Lo stesso negoziante di bici procede quindi a terminare la procedura di registrazione della bicicletta.

Registrazione biciclette con il codice del produttore
Anche con bici già marcate con un codice univoco dal produttore stesso, la procedura richiede praticamente tutti i passaggi… eccetto ovviamente la marcatura. Ma anche in questo caso 1. si inizia con la registrazione da parte del ciclista sul portale del Comune di Milano creando un “Profilo Completo”.
2. Quindi si dovrà caricare i dati della bici e la foto sul portale del Comune, in una sezione del proprio account, aggiungendo anche il codice presente sul telaio.
3. Il sistema restituisce un ‘voucher’ con un primo codice identificativo univoco di avvenuta registrazione della bicicletta. 4. Con questo voucher il ciclista si reca da una struttura convenzionata.
5. Tale struttura (diciamo il negoziante di bici) dovrebbe accogliere il ciclista, verificare che i dati del voucher corrispondano, e terminare la procedura di registrazione della bicicletta.

Cosa dicono i negozianti: “…mi bastano le fatture elettroniche…”
Abbiamo sentito alcuni negozianti di bici di Milano. Per quanto riguarda l’istituzione di un registro per contrastare furto e ricettazione sono favorevoli. Auspicano che il mercato delle bici rubate venga arginato. Sono terribilmente sensibili soprattutto al mercato nero che c’è su Internet.
Riguardo però le modalità di gestione della registrazione sono molto perplessi. “Il nostro mestiere è vendere bici”, dicono, “non siamo qui per registrare gli acquirenti. E soprattutto dobbiamo spiegare come funziona il freno a disco e non c’è tempo di spiegare come fare a registrarsi sul sito del Comune”. Ma la più bella è stata la reazione di un meccanico di zona. Uno di quelli che non vuole avere il computer in officina perché “non mi serve”. Quando gli abbiamo spiegato come funziona la procedura di registrazione e gli abbiamo chiesto se fosse interessato a candidarsi, la sua risposta è stata fin troppo garbata… “andate via, mi bastano le fatture elettroniche!”

Cosa dovranno fare i ciclisti (ed i negozianti) quando vendono la bici usata?
Non è ancora dato sapere chi dovrà fare che cosa. Ma l’avviso pubblico è tanto definitivo quanto incomprensibile: “la procedura garantirà anche la possibilità di registrare i dati delle vicende traslative che interessano la bicicletta, associando la stessa, se del caso, ad un nuovo legittimo proprietario”.

Quale tipo di marcatura è prevista? E dove?
“Il sistema di marcatura proposto dal soggetto interessato dovrà portare all’apposizione di un codice univoco ben visibile ed anticontraffazione”
Tra le modalità di marcatura previste il Comune fa alcuni esempi:
– marcatura meccanica (o punzonatura);
– marcatura a micropercussione (o micropunzonatura);
– marcatura laser;
– marcatura UV;
– marcatura tramite etichetta adesiva non rimovibile e/o protetta (QR Code; Microchip; RFID)
Qualsiasi sia il tipo di marcatura, essa dorvà essere su punti ben visibili e facilmente individuabili.

Quanto costerà la marcatura?
Per adesso l’avviso del Comune si limita a esplicitare che il commerciante o comunque l’ente che si candida ad eseguire le registrazioni dovrà indicare quale tipo di marcatura intende fare e per ciascun tipo dovrà specificare il costo per il ciclista.

Per tutte le informazioni ed ulteriori approfondimenti, a questo link le 20 pagine dell’Avviso Pubblico per Manifestazione di Interesse.

Vista la complessità della procedura nutriamo il dubbio che la cosa funzioni. L’impressione generale è che il sistema, se ben realizzato, possa favorire la vendita di bici nuove che riportino un numero univoco ‘di fabbrica‘. In questo caso prevediamo che non ci siano costi per il cliente.

Le tappe venete del Giro d’Italia 2019 | Presentazione di Verona

Le tappe venete del Giro d’Italia 2019 | Presentazione di Verona

Pier Bergonzi, vicedirettore della Gazzetta dello Sport, nella cornice dell’evento di apertura di Cosmobike Show, presenta le tappe venete del Giro d’Italia.

Con i grandissimi del ciclismo per rivivere l’arrivo nella straordinaria cornice dell’Arena di Verona

Il palco è ricco: la direzione della Gazzetta e del Giro d’Italia, personalità della Politica, e tre grandissimi campioni del ciclismo italiano che vinsero il Giro proprio a Verona: Giovanni Battaglin (1981), Francesco Moser (1984), Ivan Basso (2010).

Giovanni Battaglin, Francesco Moser, Ivan Basso rivivono sul palco di Cosmobike Show, le loro bellissime vittorie al Giro con l’ingresso nell’Arena di Verona.

Francesco Moser ripercorre, come se fosse ieri, quel giro del 1984 in cui si impose nella tappa finale a cronometro proprio a Verona e conquistò la Maglia Rosa.

Francesco Moser nel 2019, in occasione della presentazione del Giro, racconta la sua vittoria ed il trionfo nell’Arena di Verona, nel 1984.

Ivan Basso fa vivere l’emozione della vittoria al Giro d’Italia nel 2010. Un Giro difficilissimo in cui riuscì a riconquistare giorno dopo giorno le posizioni in classifica.

Paolo Bellino, Direttore Generale RCS Sport, introduce la presentazione delle tappe venete del Giro d’Italia 2019. “Il Giro è la corsa più dura del mondo nel Paese più bello del mondo”. “Con una partecipazione di pubblico incredibile di circa 12 milioni di spettarori – non paganti- lungo il percorso”. “La 102esima edizione che parte da Bologna e che si conclude nella bellisima Verona sarà un tributo incredibile all’Italia, alle sue bellezze e ad una corsa pazzesca”.

Paolo Bellino, Direttore Generale RCS, illustra il Giro d’Italia numero 102.

Per Paolo Bellino il prossimo Giro d’Italia fornirà un contributo per promuovere la candidatura delle Regioni Lombardia e Veneto, di Milano e Cortina alle Olimpiadi.

Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, spiega perchè il Veneto e in particolare Verona siano così importanti per il Giro.


Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, Parte I

In questa parte Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, racconta le ultime tre tappe del prossimo Giro d’Italia. Il numero 102. Con arrivo a Verona


Mauro Vegni, direttore del Giro d’Italia, Parte II –
La Ciclovia del Fiume Oglio vince l’Italian Green Road Award

La Ciclovia del Fiume Oglio vince l’Italian Green Road Award

Il premio, ideato dalla rivista Viagginbici.com, è stato assegnato a Cosmobike Show | Verona. Si tratta della quarta edizione dell’Oscar Italiano del cicloturismo. Al Primo posto la Lombardia, secondo l’Alto Adige e terza la Campania. Premio Stampa alla Liguria.

Primo permio alla Lombardia

La giuria è stata unanime nel premiare la “Ciclovia del fiume Oglio”. Si snoda in un percorso di oltre 280 chilometri tra le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.

1.862 metri di dislivello dal Passo Tonale al Ponte di Barche a San Matteo delle Chiaviche. Il 70% del percorso è su asfalto e il 30% è percorso sterrato. Un percorso protetto, tenuto in buone condizioni per attraversare la Lombardia partendo dalle montagne fino alla pianura.

Due minuti di paesaggi, ambienti, ruscelli, colori che caratterizzano la Ciclovia del Fiume Oglio

Secondo classificato: l’Alto Adige

Con la ciclabile dell’Adige la “Via Claudia Augusta” (VCA) è caratterizzata da un susseguirsi di paesaggi diversi tra loro: la parte altoatesina della ciclabile parte da Resia, percorre tutta la Val Venosta, costeggia il “Burgraviato” per proseguire nella Valle Adige, passando per Merano, Bolzano, per proseguire tra campi e meleti fino a Salorno.

Pionieri nella realizzazione di ciclabili gli altoatesini dimostrano di saper creare una rete ciclabile che attraversa il territorio valorizzando anche i prodotti tipici locali e di mantenerla in ottime condizioni.

Terza classificata la Regione Campania

La ciclovia “Delle sorgenti” in Campania, è un percorso che si snoda nell’alto casertano, esplorando un territorio che racconta di antiche popolazioni, di siti culturali, di borghi medievali, di eccellenze enogastronomiche, di paesaggi, di foreste, laghi e sorgenti, regalando emozioni per tutti i sensi. Viene premiata questa sensibilità crescente della Regione Campania al turismo sostenibile, che punta a trasformare alcune randonnèe in percorsi permanenti valorizzando territori meno battuti dal turismo.

Premio Stampa.

“L’Alta Via dei Monti Liguri” (in Liguria), è un sentiero di crinale che, con i suoi 430 km attraversa le creste delle Alpi e dell’Appennino Ligure, e collega Ventimiglia a Ceparana. Paesaggi mozzafiato spesso con il Mar Ligure sullo sfondo.

La giuria ha ritenuto di dare il premio stampa perché molti tratti del percorso sono solo per tecnici, quindi intercetteranno anche un pubblico italiano e straniero ma estremamente profilato sulla MTB. La giuria ha ritenuto fosse qualcosa di unico nel suo genere in Italia e dunque da valorizzare.

Il Premio

Il Premio, che ha il patrocinio del Ministero dell’Ambiente ha visto in questi anni una sempre maggiore partecipazione ed interesse, visto la risposta di quasi tutti i territori italiani, e viene ritenuto particolarmente importate come trampolino di lancio per le iniziative di sensibilizzazione della tematica “verde e ciclabile” e della promozione dei territori italiani attenti a questo nuovo modo di fare turismo e creare benessere.

“Il cicloturismo incentiva e promuove lo sviluppo del territorio e dei piccoli borghi. – dichiara Ludovica Casellati, Direttore di Viagginbici.com e ideatrice del concorso – Attorno a questi nuovi flussi turistici, se vengono promosse queste direttrici ciclabili, possono nascere nuove opportunità di lavoro. Questo vale in modo particolare per i giovani, che si possono impegnare in nuovi lavori come guida cicloturistica, o possono aprire servizi per i cicloturisti che possono andare dalla ciclofficina al bike cafè, dalle strutture bike friendly agli agribike. Ed è proprio per questo che è nato l’Italian Green Road Award, con l’idea di valorizzare i territori e i loro investimenti in infrastrutture verdi”.

La giuria

La giuria era così composta: Ludovica Casellati (direttore Viagginbici.com), Presidente Giuria; Lucia Cuffaro (presentatrice “Chi fa da sè”); Aldo Ballerini (giornalista sportivo); Antonio Dalla Venezia (FIAB); Antonio Barreca (direttore generale Federturismo); Paolo Coin (project manager Cosmobike); Alessandra Schepisi (giornalista Radio24); Gianluca Santilli (presidente Osservatorio Nazionale BikeEconomy); Enrico Rondoni (vicedirettore TG5); Renato Di Rocco (presidente Federciclismo); Maria Zezza (Caporedattore Rainews).