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CONTRO IL FURTO E LA RICETTAZIONE: REGISTRO DELLE BICI

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DL Rilancio, pubblicata oggi la versione definitiva con bollinatura. PDF versione completa

DL Rilancio, pubblicata oggi la versione definitiva con bollinatura. PDF versione completa

Art. 229
Misure per incentivare la mobilità sostenibile
1. All’articolo 2 del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il terzo periodo del comma 1 è sostituito dai seguenti:
“Le disponibilità di bilancio relative all’anno 2020, anche in conto residui, sono destinate, nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, alla concessione in favore dei residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, di un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Il “buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al terzo periodo del presente comma, anche ai fini del rispetto del limite di spesa. Al fine di ridurre le emissioni climalteranti, le risorse relative agli anni dal 2021 al 2024 sono destinate nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, alla concessione, ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, di un “buono mobilità”, cumulabile con quello previsto al terzo periodo, pari ad euro 1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo rottamati da utilizzare, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale.”.
b) all’ultimo periodo del comma 1, le parole “presente comma” sono sostituite dalle seguenti: “sesto periodo”;
c) al comma 2, al primo periodo, le parole “corsie preferenziali per il trasporto pubblico locale” sono sostituite dalle seguenti: “corsie riservate per il trasporto pubblico locale o piste ciclabili”, e al terzo periodo le parole: “e n. 2015/2043” sono sostituite dalle seguenti: “o n. 2015/2043”;
2. Il decreto di cui all’articolo 2, comma 1, quinto periodo, del decreto legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, è adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto. Il fondo di cui al medesimo articolo 2, comma 1, del citato decreto- legge n. 111 del 2019, è incrementato di ulteriori 50 milioni di euro nell’anno 2020. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo delle risorse disponibili, anche in conto residui, sui 271 capitoli dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, finanziati con quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, di competenza del medesimo stato di previsione. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui.
3. Fermo quanto previsto dall’articolo 33-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, per le medesime finalità di cui al comma 1, al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 3, comma 1:
1) dopo il numero 7), è inserito il seguente: “7- bis) Casa avanzata: linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli; »;
2) dopo il numero 12) è inserito il seguente: «12-bis): Corsia ciclabile: parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La Corsia ciclabile è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione alla circolazione dei velocipedi; »;
b) all’articolo 182, dopo il comma 9-bis, è inserito il seguente: «9-ter. Nelle intersezioni semaforizzate, sulla base di apposita ordinanza adottata ai sensi dell’articolo 7, comma 1, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, sulla soglia dell’intersezione può essere realizzata la casa avanzata, estesa a tutta la larghezza della carreggiata o della semicarreggiata. La casa avanzata può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è accessibile attraverso una corsia di lunghezza pari almeno a 5 metri riservata alle biciclette, situata sul lato destro in prossimità dell’intersezione.».
4. Al fine di favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, le imprese e le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nominando, a tal fine, un mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile. Il Mobility Manager promuove, anche collaborando all’adozione del piano di mobilità sostenibile, la realizzazione di interventi di organizzazione e gestione della domanda di mobilità, delle persone, al fine di consentire la riduzione strutturale e permanente dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane e metropolitane, tramite l’attuazione di interventi di mobilità sostenibile. Per le pubbliche amministrazioni tale figura è scelta tra il personale in ruolo. Con uno o più decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente comma. Le amministrazioni pubbliche provvedono all’attuazione del presente comma con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente sui propri bilanci, e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

DL Rilancio, confermati gli incentivi per l’acquisto di Biciclette e per altre soluzioni di mobilità sostenibile

DL Rilancio, confermati gli incentivi per l’acquisto di Biciclette e per altre soluzioni di mobilità sostenibile

Dopo le incertezze degli ultimi giorni, diventano ufficiali i tanto attesi incentivi a sostegno del mondo delle due ruote.

Il Governo ha pubblicato lo schema del Decreto Legge Rilancio in cui viene innalzata la dotazione per l’intervento da 70 a 120 milioni di euro e di cui pubblichiamo il seguente stralcio.

Art.205
Misure per incentivare la mobilità sostenibile

[…] “euro 120 milioni per l’anno 2020”;
“[…] ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica […] ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.
Il “buono mobilità” […] può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.”

Pur in assenza dei decreti attuativi per scoprire i dettagli sulle modalità di erogazione (molto probabilmente un rimborso post acquisto caricando la fattura su un portale online ed avendo utilizzato forme di pagamento tracciabili), è importante notare la scelta di concedere il bonus retroattivamente, promuovendo quindi già da subito l’acquisto della soluzione prescelta.

Come analizzato nel precedente articolo, con un prezzo medio di acquisto di 390 euro, ed ipotizzando una preferenza del 60% verso la soluzione bicicletta (72 milioni di euro), si possono prudenzialmente stimare tra le circa 310 mila vendite mantenendo il prezzo medio pre-incentivi e le circa 144 mila vendite mantenendo fisso il budget di 390 euro (che corrisponderebbe all’acquisto di una bicicletta da circa 900 euro): numeri questi di certo interessanti per far ripartire il settore.

DL Rilancio, Confindustria ANCMA: Stupiscono Indiscrezioni su Cancellazione Bonus Bici

DL Rilancio, Confindustria ANCMA: Stupiscono Indiscrezioni su Cancellazione Bonus Bici

L’associazione: “Certi che Governo non tradirà aspettativa creata”

MILANO, 12 MAG. – “È una notizia che stupisce, tuttavia siamo certi che il Governo, dopo aver creato una forte aspettativa sul mercato e nell’opinione pubblica verso un nuovo protagonismo della mobilità a due ruote per la Fase 2, sia al lavoro per non tradire i cittadini e l’intero comparto”. Commenta così Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato cancellato dal DL Rilancio l’intero articolo riguardante le misure per incentivare la mobilità sostenibile.

“Non ci sono solo gli interessi e il lavoro di un settore da tutelare, ma – prosegue l’ANCMA – abbiamo anche di fronte una grande chance per ripensare finalmente una mobilità urbana più sostenibile e a misura d’uomo: per questo chiediamo al Governo di avere coraggio e non sprecarla”.

Roma, sfida epocale per la mobilità della Capitale nella fase 2

Roma, sfida epocale per la mobilità della Capitale nella fase 2

Da anni è evidente lo stato di salute critico del trasporto pubblico a Roma, messo ora ancor più sotto stress col riavvio delle attività post-lockdown. In questa fase 2 in cui dovremo convivere col virus, sarà necessario trovare nuove soluzioni che coniughino distanziamento sociale e mobilità delle persone. Questa crisi dovrebbe quindi essere l’occasione ideale per riprogettare le politiche di mobilità tenendo presenti le trasformazioni urbane e sociali necessarie al fine di giungere ad una nuova versione di città, rafforzata ed in grado di resistere alle nuove sfide che la attenderanno.

La Capitale sta seguendo con un po’ di ritardo gli interventi messi in campo da altre città come Milano e Bologna, potenziando il trasporto pubblico nelle ore di punta, confermando la realizzazione di 150km di nuove piste ciclabili e puntando su micromobilità e servizi di car sharing.

Guardando alle 2 ruote, 3 per ora i cantieri aperti per i primi 20/40km di intervento: uno in zona EUR, il secondo per la ciclabile che porterà da Cinecittà a San Giovanni e l’ultimo che permetterà il collegamento tra Boccea ed il fianco del Vaticano alle spalle dell’ Aula delle udienze Pontificie.

Per quanto riguarda gli altri punti del piano, gli studi mostrano che oltre il 55% degli spostamenti avviene sotto i 30 minuti, con la micromobilità risorsa fondamentale per coprire il primo e l’ultimo tratto del viaggio, ed a tal fine il Comune ha deciso di aprire bandi pubblici per servizi di monopattini elettrici. Per estendere invece il car sharing nelle aree poco raggiungibili dalle altre soluzioni, la giunta ha approvato sgravi fiscali -sul canone che le società pagano alla città- direttamente proporzionali all’ampiezza delle aree svantaggiate coperte dal servizio.

A sfavorire Roma certo vi sono la sua complessità territoriale e la sua estensione passando da un centro storico pensato a misura d’uomo a quartieri satellite dell’hinterland, frammentati, spesso degradati ed in cui l’unica possibilità di spostamento è costituita dal mezzo privato.

In questo quadro, a far da collante dovranno sempre più essere le soluzioni a due ruote, laddove le distanze da percorrere saranno scomode a piedi ma del tutto abbordabili in bicicletta o in monopattino, permettendo così il collegamento agile tra le varie stazioni nodali del servizio pubblico.

Fase 2, Confindustria ANCMA ed EICMA lanciano la Campagna #usaledueruote

Fase 2, Confindustria ANCMA ed EICMA lanciano la Campagna #usaledueruote

Dall’intera filiera delle due ruote un unico messaggio istituzionale e in contemporanea su tutte le piattaforme digitali per affrontare la mobilità della ripresa: “METTIAMOCI in Sella”

MILANO, 7 MAG. – Ore 15, l’industria delle due ruote si stringe attorno a un unico messaggio: #usaledueruote. È questo il nome della campagna di comunicazione istituzionale promossa da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionali Ciclo Motociclo Accessori) ed EICMA, il più importante evento espositivo internazionale del settore. L’intera filiera sul territorio italiano fa sistema, guarda avanti e lancia oggi un messaggio per affrontare la mobilità della Fase 2 attraverso la sensibilizzazione all’utilizzo responsabile delle due ruote con le sue prerogative esclusive. “Bici, scooter e moto – ha dichiarato il presidente di ANCMA Paolo Magri, presentando l’iniziativa – assicurano infatti un naturale distanziamento sociale, maggiore sostenibilità ambientale, maggiore velocità di percorrenza sui brevi e lunghi tragitti e facilità di parcheggio, ma anche una valida predisposizione all’intermodalità e minore impatto sul traffico urbano, che è messo a dura prova anche dal ridimensionamento del trasporto pubblico”.

La campagna ha preso avvio oggi pomeriggio sulle piattaforme digitali e social delle realtà promotrici con la presentazione del logo dedicato e la pubblicazione di un video emozionale condivisi sui singoli profili delle numerosissime imprese che hanno aderito. Nelle prossime settimane si svilupperà invece attraverso altri contenuti speciali e la declinazione di immagini coordinate multisoggetto contraddistinte dallo slogan “METTIAMOCI in Sella”.

L’intero “pacchetto” di strumenti di comunicazione della campagna #usaledueruote è stato inoltre reso disponibile gratuitamente a tutti gli attori della filiera allargata per altri utilizzi ad hoc e per ampliarne la visibilità sui media, sul web e attraverso i social.

“Le due ruote – ha aggiunto Magri – sono state un simbolo collettivo della ripartenza nel dopoguerra e, con le dovute proporzioni, potranno esserlo ancora una volta anche oggi. La nostra non solo un’iniziativa di tutela di un comparto gravemente colpito dal lockdown e per il quale continuiamo a chiedere al Governo forme urgenti di incentivi all’acquisto, ma è una comunicazione rivolta agli utenti possessori e, soprattutto, a quelli potenziali o semplicemente ai cittadini che devono solo togliere la polvere da una bici o una moto inutilizzata in garage”. E da qui la suggestione lanciata dal video emozionale della campagna: “magari cambierai il modo di muoverti e la nostra passione potrebbe diventare anche la tua nuova abitudine”. Allora, #usaledueruote.

Bicicletta, benefici anche per trasporto pubblico ed economia

Bicicletta, benefici anche per trasporto pubblico ed economia

Tralasciando per un attimo i vantaggi sulla salute che possono derivare dall’attività fisica su due ruote, esistono altri aspetti positivi che si auspica possano essere presi in considerazione dal legislatore in questo momento per far tornare in sella l’Italia.

I dati odierni al primo giorno di ripartenza dopo la fine del lockdown parlano di un trasporto urbano ridotto circa al 30% della sua capacità a causa delle necessità di distanziamento sociale. In svariati studi e simulazioni vengono raccomandate soluzioni di mobilità individuali e possibilmente ecologiche, considerando inoltre che una grande fetta di lavoratori deve percorrere in media solo 5km per raggiungere la propria destinazione. Sembra logico quindi considerare la bicicletta come soluzione ideale per colmare tale distanza alleviando così il carico gravante sui mezzi pubblici.

Altro aspetto non debitamente considerato è il mercato rappresentato dalla bike economy. Le stime del 2020 non sono ancora disponibili anche se le previsioni sono prevedibilmente gravi, ma i dati forniti dall’Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori (ANCMA) relativi al 2019 mostrano un mercato in salute, in crescita rispetto all’anno precedente con 1,7 milioni di vendite (+7%) corrispondenti ad un controvalore di circa 1,35 miliardi di euro, e la somma di produzione ed esportazione ci pone in cima alla classifica dei paesi europei. Un dato decisamente interessante è la crescita del 209% nella produzione di eBike, assorbita per il 58% dal mercato interno italiano. Anche se il prezzo medio delle biciclette vendute in Italia ammonta a 390 euro contro i 1000 euro dei Paesi Bassi, negli ultimi anni la tendenza alla crescita del mercato nostrano appariva incontrovertibile fino all’inizio della crisi sanitaria.

ANCMA – Dati Mercato Bicicletta 2019

Appunto per i molteplici aiuti che il mondo della bicicletta potrebbe fornire in questa fase 2, è grande la speranza che gli esercizi commerciali legati alle due ruote possano essere considerati parte della soluzione nell’emergenza CoVid19 e che quindi possano riaprire i battenti al più presto.

Fase 2: Confindustria ANCMA, Mercato Moto Azzerato, Subito Incentivi

Fase 2: Confindustria ANCMA, Mercato Moto Azzerato, Subito Incentivi

Il presidente dell’associazione dei produttori Paolo Magri: “- 47% primo quadrimestre, aprile – 97% su anno; urgente sostenere domanda interna penalizzata da lockdown nel periodo di massima vendita”

MILANO, 4 MAG. – “Con le ultime settimane segnate dal blocco della rete di vendita, il mercato di aprile delle due ruote chiude con un netto e atteso – 97% sullo stesso mese dell’anno scorso, mentre i primi quattro mesi del 2020 fanno segnare un – 47% su base annua. Di fronte a questo prevedibile e preoccupante azzeramento del mercato nel periodo di massima vendita, il nostro settore industriale e la sua filiera dovranno essere aiutati o altrimenti saranno a fortissimo rischio. Per questo torniamo a chiedere all’esecutivo e al ministro Patuanelli che vengano previsti subito incentivi all’acquisto al fine di sostenere la domanda di tutte le due ruote in un mercato che vive di forte stagionalità e che proprio per questo, a differenza di altri, non riuscirà a recuperare i volumi persi nel lockdown”. È quanto ha dichiarato oggi il presidente di ANCMA (Associazione ciclo motociclo e accessori) Paolo Magri, commentando i dati di immatricolazione delle due ruote a motore.

MOBILITÀ DUE RUOTE PROTAGONISTA FASE 2 – “Abbiamo apprezzato l’idea del ministro De Micheli di prevedere il buono mobilità alternativa, tuttavia è evidente che, alla luce del ridimensionamento del trasporto pubblico, – ha rimarcato Magri – anche motocicli, scooter e ciclomotori saranno protagonisti della mobilità della Fase 2 per le loro prerogative esclusive, tra cui il minore impatto ambientale e quello sul traffico urbano, la garanzia di distanziamento sociale e la velocità negli spostamenti di lunga percorrenza”.

RETE CONCESSIONARI IN AFFANNO – “Questa opportunità reale e concreta – ha concluso Magri – si confronta altresì con un rallentamento nella fiducia e del potere d’acquisto delle famiglie e con una rete di concessionari in pesante affanno: anche per questo riteniamo indispensabile e urgente un sostegno sussidiario al comparto da parte del Governo”.

Attività sportiva in bicicletta durante la “fase 2”

Attività sportiva in bicicletta durante la “fase 2”

La Presidenza del Consiglio dei Ministri col suo Dpcm 26 aprile 2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.108 del 27-04-2020, stabilisce ed amplia le norme di utilizzo della bicicletta a partire dall’inizio della “fase 2”, il 4 maggio 2020. Se gli spostamenti a pedale sono sempre stati permessi qualora ci si dovesse recare a lavoro o per le altre necessità, da domani sarà infine possibile riprendere le attività fisiche all’aperto.

All’Art.1 §1 si legge infatti “…è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purchè comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività”. Sarà anche possibile allontanarsi dalla propria provincia rimanendo però all’interno della stessa regione, quindi nessun limite chilometrico imposto.

Nella fase emergenziale a tutte le fasce di popolazione sono stati richiesti sacrifici in ogni ambito del proprio vivere quotidiano. L’esigenza d’intervento ha magari contratto il tempo disponibile al legislatore per calibrare al meglio concessioni e proibizioni, decretando il blocco totale anche nel caso in cui lo sport sia svolto in solitaria ed in piena natura.

Ampiamente dimostrato è inoltre quanto il mantenimento di un certo livello di attività fisica giovi alla salute personale rafforzando le difese immunitarie e prevenendo tutta una serie di patologie legate ad uno stile di vita sedentario. Il beneficio, oltre a riguardare il singolo, ricade positivamente sul bilancio statale grazie ad una minore richiesta di accesso alle cure nosocomiali da parte di cittadini più sani.

I cicloamatori di tutta Italia potranno con felicità tornare in sella dopo due mesi di inattività. Per favorire la ripresa in sicurezza, l’ Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani (ACCPI) e la Federazione Ciclistica Italiana hanno stilato un decalogo:

  1. Scegli l’uscita solitaria e mantieni le distanze.
  2. Resta nel raggio della tua Regione.
  3. Combatti i germi, contieni saliva e muco con fazzoletti monouso.
  4. Igienizza spesso e non condividere la borraccia con gli altri.
  5. Riponi i rifiuti in tasca o nei cestini.
  6. Utilizza gli occhiali.
  7. Copri il volto, porta con te mascherina, guanti monouso o gel igienizzante.
  8. A fine allenamento/biciclettata/pedalata igienizza l’attrezzatura.
  9. Diffondi queste regole tra amici e parenti.
  10. #iovadoinbici: scelgo la bici come mezzo di trasporto per le mie attività.
Milano punta sulla mobilità a due ruote per la “fase 2”

Milano punta sulla mobilità a due ruote per la “fase 2”

Con l’approccio dell’uscita dal lockdown, le metropoli si trovano costrette a riconsiderare la propria mobilità urbana coniugata secondo le regole del distanziamento sociale. Milano ha quindi annunciato il piano “Strade Aperte”, un progetto ambizioso ed all’avanguardia in Europa, tanto da ricevere il plauso della giovane ambientalista Greta Thunberg sul suo account Twitter.

Il blocco totale ha infatti ridotto drasticamente i livelli di inquinamento atmosferico, un risultato questo che la municipalità spera di mantenere il più possibile incentivando i percorsi per pedoni e ciclisti. Durante i prossimi mesi, 35km di strade urbane verranno convertiti in modo economico e rapido in piste ciclabili, così come verranno ampliate e rinnovate le aree pedonali. In vaste aree verranno poi diminuiti a 30km/h i limiti per i veicoli, che dovranno inoltre dare la precedenza a chi abbraccerà la svolta ecologica della città.

Con la riapertura dei cantieri, già da inizio maggio i primi lavori di trasformazione dovrebbero cominciare con un tratto di 8km che inglobino il centralissimo Corso Buenos Aires, prevedendo il completamento del piano entro la fine dell’estate.

Rendering Progetto “Strade Aperte” – Corso Buenos Aires

La riuscita del progetto si basa sull’analisi degli spostamenti dei pendolari: i dati infatti dimostrano che il 55% dei 1,4 milioni di residenti utilizza i mezzi pubblici per raggiungere il lavoro, la cui distanza media risulta essere di soli 4km.

Pierfrancesco Maran, assessore all’Urbanistica, al Verde e all’Agricoltura ha dichiarato: “Dovremmo accettare che per mesi o forse un anno ci sarà una nuova normalità e dobbiamo creare le migliori condizioni per viverla.

E l’assessore alla Mobilità e ai Lavori Pubblici Marco Granelli ha aggiunto: “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l’uso dell’auto. Se tutti guidano un’auto, non c’è spazio per le persone, non c’è spazio per muoversi… Certo, vogliamo far ripartire l’economia, ma pensiamo che dovremmo farlo su una base diversa da prima. Dobbiamo immaginare Milano in una nuova situazione. Dobbiamo prepararci”.

Fonte: TheGuardian

Nuove sfide per la mobilità con la fine del lockdown

Nuove sfide per la mobilità con la fine del lockdown

Con l’annuncio da parte del Presidente del Consiglio della prossima graduale uscita dalla fase di cosiddetto lockdown, il tema della mobilità sta assumendo un ruolo centrale del dibattito poiché chiamato a nuove sfide che concilino le esigenze di milioni di pendolari con le norme di prevenzione sanitaria dettate dal distanziamento sociale.

La “fase 2” riguardante i trasporti al momento è sottoposta al vaglio delle ipotesi contenute nelle molteplici bozze elaborate dai diversi gruppi di studio formati dalle aziende di settore. Risulta però abbastanza prevedibile che tale fase durerà fintanto che non saranno trovati un vaccino od un protocollo terapeutico sicuro per combattere l’infezione da Covid19.

Si sta quindi ragionando su come evitare il sovraffollamento delle ore di punta sui mezzi pubblici, cercando di garantire allo stesso tempo flussi di persone il più possibile comparabili alla situazione pre-emergenza. Escludendo i lavoratori che potranno continuare ad usufruire di soluzioni in smart working, a tutti gli altri verrà richiesto di fare ricorso a soluzioni di spostamento individuale oppure di adeguarsi ai nuovi modi e tempi del trasporto pubblico: bus e metropolitane infatti non potranno più viaggiare a pieno carico, costringendo la maggior parte delle persone a mettere in conto una dilatazione dei tempi necessari per il tragitto casa-lavoro. Pur cercando di aumentare la frequenza delle corse, i mezzi pubblici andranno prevedibilmente incontro al raggiungimento di limiti riguardo parco mezzi e slot temporali disponibili. Appunto per questo sono allo studio soluzioni che incentivino al massimo gli spostamenti su due ruote.

Nella sua lettera appello, il Presidente di ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) Paolo Magri ricorda al Presidente del Consiglio che, “…l’uso dei mezzi a due ruote, offre una forma di mobilità individuale che soddisfa le esigenze di distanziamento sociale, salvaguarda la sostenibilità ambientale e – nel caso della bicicletta – un comprovato aumento del metabolismo e delle difese immunitarie.” Ed ancora riguardo il “…ruolo che le due ruote hanno sempre interpretato all’interno del sistema della mobilità: riduzione dei tempi di percorrenza, minore occupazione dello spazio pubblico in sosta, abbattimento dei livelli di traffico e inquinamento, costi di utilizzo contenuti.

Sperando nell’implementazione di soluzioni di bike sharing da parte delle municipalità, le biciclette possono davvero rappresentare una soluzione salutare per il trasporto urbano.