Ciclo Registro – Confindustria ANCMA contro il furto delle bici

Il registro bici, promosso dall’Associazione dei produttori, si basa su: registrazione telai on line, tracciabilità, aggregazione di tutte le realtà web esistenti in un unico portale gratuito per tutelare comparto e consumatori

Durante la due giorni di BiciAcademy, Rimini 13 e 14 gennaio 2019, Confindustria ANCMA lancia il ‘Ciclo Registro’. Si tratta di una proposta per contrastare il furto di bici: un fenomeno che in Italia interessa oltre 320 mila persone . 

Il ‘Ciclo Registro’ proposto da ANCMA non è lo stesso di cui si parla da quasi un anno a Milano – Leggi qui . E’ un progetto, quello di ANCMA, che si concentra prevalentemente sulle bici nuove vendute in negozio. Esse avranno tutte una marcatura univoca. Non si fa invece riferimento all’immenso parco circolante di bici che non hanno alcun numero seriale.

Il ‘Ciclo Registro’ è un portale web, dove sarà possibile registrare il numero di telaio delle biciclette vendute. L’iniziativa di Confindustria ANCMA, promossa anche in sede parlamentare nell’ambito della riforma del Codice della Strada, nasce soprattutto per aggregare, valorizzare e far confluire in un’unica piattaforma – istituzionale e gratuita – tutte le migliori esperienze on line già esistenti in modo da incrociare le informazioni e migliorare il servizio.

La costruzione di un data base del parco circolante è infatti un primo passo verso la soluzione del problema che permetterebbe, ad esempio, alle Forze dell’Ordine di individuare immediatamente se una bicicletta risulta rubata e chi è il suo legittimo proprietario. Inoltre, questo progetto apre definitivamente la strada all’offerta da parte delle compagnie assicurative di prodotti e coperture specifiche per i ciclisti, al momento inesistenti. 

“Quella dei furti di biciclette – ha spiegato il presidente dell’associazione Andrea Dell’Orto – è una piaga che ha assunto in Italia, soprattutto nei grandi centri urbani, una dimensione importante, specialmente se si considerano anche le vittime che non sporgono denuncia”. Da qui l’esigenza di tutelare i proprietari e i consumatori, ma anche il comparto, i negozianti e l’industria italiana di riferimento (prima in Europa), che subiscono un danno economico rilevante dalla diffusione di questo reato. 

“Chi è vittima di un furto si trova molto spesso inerme e – spiega Dell’Orto – difficilmente decide di reinvestire cifre significative nell’acquisto di una nuova bicicletta o di un veicolo più costoso e performante, ma preferisce scegliere un prodotto usato o più economico”. Una volta a regime il ‘Ciclo Registro’ contribuirà infine a riequilibrare anche il mercato dell’usato, che a causa dei furti risulta anch’esso inquinato da fenomeni di ricettazione e dal potenziale rischio di incauti acquisti o vendite. 

In attesa di vedere come funzionerà il ‘ciclo registro’, e premesso che tutti gli interventi volti a contrastare il fenomeno di furto e ricettazione delle bici devono essere favoriti, preme qui fare due considerazioni sul comunicato stampa diramato da Confindustria ANCMA: in esso si parla della possibilità di acquistare la bici e di “produrre un certificato digitale di proprietà gratuitamente”. Ma com’è possibile rilasciare un certificato di proprietà di un bene che rientra tra i ‘beni mobili non registrati’. Come e chi avrà il titolo di gestire i passaggi di proprietà da un individuo all’altro in fase di rivendita? La bici è un mezzo bello perché ‘per tutti’. Senza obblighi di patente e di assicurazione. Senza registri e bolli. Non imbrigliamo anche la bici nella ragnatela degli adempimenti e della burocrazia!




Auto ibride ed elettriche nelle aree pedonali. Maledetto art. 103… e quanta incongruenza!

L’articolo 103 della legge di bilancio per l’anno 2019 dispone che i Comuni, nel delimitare le aree pedonali e le aree a traffico limitato, consentano in ogni caso l’accesso a veicoli a propulsione elettrica o ibrida. Insomma, parrebbe che le auto, ancorché ibride, possano percorrere ponte Vecchio a Firenze, Piazza Navona a Roma, Corso Vittorio Emanuele a Milano…

E’ oggi un mistero chi abbia redatto questo articolo, così come resta incomprensibile il merito della norma: come può essere consentito il traffico di auto in un’area pedonale? E’ lapalissiano che non esisteranno più aree pedonali!

In particolare, così recita la legge di Bilancio:

” All’articolo 7 del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 9 è inserito il seguente:

« 9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida ».

Quindi di seguito l’art. 7 del Codice della Strada con l’aggiornamento previsto dalla legge di bilancio:

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 7. Regolamentazione della circolazione nei centri abitati.

1.Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco:

a) adottare i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1, 2 e 4;

b) limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti, per le rispettive competenze, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ed il Ministro per i beni culturali e ambientali;

c) stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui all’art. 2, e, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti, prima di immettersi su una determinata strada, l’obbligo di arrestarsi all’intersezione e di dare la precedenza a chi circola su quest’ultima;

d) riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea;

e) stabilire aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli;

f) stabilire, previa deliberazione della giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, [di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le aree urbane];

g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose;

h) istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all’art. 185;

i) riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana.

2. I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20, salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale.

3. Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a), sono di competenza dell’ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta sentito il parere dell’ente proprietario della strada.

4. Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o per esigenze di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessità, permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria, nell’espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale.

5. Le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

6. Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.

7. I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento nonché a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la mobilità urbana.

8. Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.

9. I comuni, con deliberazione della giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della giunta.
Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma. Con direttiva emanata dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale entro un anno dall’entrata in vigore del presente codice, sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facoltà, nonché le modalità di riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli esentati.

9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 i comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida.

10. Le zone di cui ai commi 8 e 9 sono indicate mediante appositi segnali.

11. Nell’ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di particolare rilevanza urbanistica nelle quali sussistono condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno facoltà di riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso.

12. Per le città metropolitane le competenze della giunta e del sindaco previste dal presente articolo sono esercitate rispettivamente dalla giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.

13. Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335.

13-bis. Chiunque, in violazione delle limitazioni previste ai sensi della lettera b) del comma 1, circola con veicoli appartenenti, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte, e’ soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 163 a euro 658 e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

14. Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 323.

15. Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.

15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l’attivita’ di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad euro 3.101. Se nell’attivita’ sono impiegati minori, o se il soggetto e’ gia’ stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. E’ sempre disposta la confisca delle somme percepite, secondo le modalita’ indicate al titolo VI, capo I, sezione II.

Bikeconomy | Santilli: “la bicicletta sprigiona una economia da 500 miliardi”

Il mercato della bicicletta ha il vento a favore. E nessuno la potrà fermare. È importante riuscire a “starle a ruota”.

Di Rocco, Santilli Sgalla, Barrera, Quintieri

The Booming Bike Word questo è il titolo della terza edizione del Bikeconomy perché la bicicletta si trova in una fase di boom economico in grande espansione. Questo mezzo di locomozione senza tempo ha grandi potenzialità in settori dell’economia che le ruotano attorno come il design, il mondo della finanza, le amministrazioni pubbliche.

I dati delle edizioni precedenti già testimoniavano una crescita esponenziale di questo settore sia dal punto di vista economico che industriale. “L’Italia è leader nella produzione di biciclette” afferma Beniamino Quintieri . Nel 2017 sono state vendute 150.000 eBike con un incremento del 20%. Esiste però una discrepanza tra il nostro potenziale produttivo e manifatturiero ed un potenziale che il nostro paese non riesce a colmare soprattutto per quello che riguarda la ciclabilità.

In questa edizione grande attenzione è stata posta sull’analisi di fattibilità e progettazione presentando esempi concreti di pianificazione urbana connessi alla mobilità sostenibile. “La bicicletta sprigiona una straordinaria economia che si aggira intorno ad oltre 500 miliardi” afferma Gianluca Santilli. Ma la bicicletta non è solo il ciclista, è anche “il territorio che gli sta intorno che va valorizzato, è l’enogastronomia, la smart city”. Le grandi città vanno rese più vivibili, per questo grandi città, non solo come Copenhagen e Amsterdam, investono centinai di milioni”. E’ importante riuscire a creare una rete efficace ed efficiente di mobilità e “la bicicletta è solo una delle componenti”. In questa terza edizione sono stati portati esempi concreti , come il fatto che le banche iniziano ad investire nel mondo della mobilità. La Bikeconomy è “contaminazione” e il comitato scientifico di professionisti di vari settori ne è la prova. Un’altra prova di contaminazione è la presenza in questa edizione dell’Istituto Europeo del Design (IED) con il suo progetto di mobilità sostenibile a servizio della città…

“Tanti satelliti girano attorno al sole che a noi piace tantissimo perché si chiama bicicletta… Contaminiamo e contaminiamoci” conclude Gianluca Santilli.

Bikeconomy Forum 2018 | The booming bike world

Si tiene oggi 16 novembre 2018 la terza edizione di Bikeconomy Forum nella cornice del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo a Roma.

La bicicletta è al centro di un’economia nuova. Essa non muove solo l’economia di chi ama salire in piedi sui pedali, ma abbina l’obbiettivo primario di garantire la nostra futura qualità della vita con la sostenibilità economica.

Di seguito il ricco programma di Bikeconomy Forum, evento organizzato da Fondazione Manlio Masi

THE BOOMING BIKE WORLD
VENERDÌ 16 NOVEMBRE
09.00
REGISTRAZIONE DEI PARTECIPANTI
09.30
SALUTI
Giovanna Melandri
Presidente Fondazione Museo MAXXI
Beniamino Quintieri
Presidente Fondazione Manlio Masi
Gianluca Santilli
Presidente Osservatorio Bikeconomy

INTERVENTI ISTITUZIONALI
Michele Dell’Orco
Sottosegretario Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Roberto Tavani
Segreteria Politica della Presidenza, Regione Lazio
Linda Meleo
Assessore Mobilità Comune di Roma
Roberto Sgalla
Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria e per i reparti Speciali della Polizia
Renato di Rocco
Presidente Federazione Ciclistica Italiana

PRESENTAZIONE LAVORI
Alberto Acciari
Vice Presidente Osservatorio Bikeconomy

10.30
Dati e strumenti per favorire le infrastrutture ciclabili
Keynote speech
Marcel van Lieshout
Move Mobility

11.00
DESIDERIO DI BICI
COME COSTRUIRE CICLABILI DI QUALITA’
MODERA
Paolo Gandolfi
Urbanista, padre della legge sulla mobilità ciclistica
Criteri di valutazione della qualità di una ciclovia
Italo Meloni
Direttore CIREM, Centro Interuniversitario Ricerche Economiche e Mobilità, Università di Cagliari
Partiamo dal biciplan per una nuova mobilità ciclistica
Enrico Chiarini
Ingegnere, esperto di mobilità
Ciclabili turistiche: bassa velocità, alta rigenerazione
Paolo Pileri
Responsabile progetto VENTO, Politecnico di Milano

12.00
QUANTI SOLDI A QUESTA BICI!
BANCHE, FONDI, INVESTITORI NEL MONDO BIKE IN UN CONTESTO DI TRANSIZIONE
MODERA
Pierangelo Soldavini
Il Sole24Ore
Andrea Abodi
Presidente Istituto del Credito Sportivo
Giulio Bastia
Direttore Generale Banca Finnat
Gian Franco Nanni
Corporate Marketing Director Askoll
Piero Nigrelli
Direttore del settore ciclo di Confindustria ANCMA
Roberto Tavani
Segreteria politica della Presidenza, Regione Lazio

14.15
LA BIKE COME UTILITY
VIABILITA’ COMPATIBILE, SODDISFAZIONE DEL CITTADINO, RISPARMIO ENERGETICO
Tavola rotonda
MODERA
Ludovica Casellati
Direttore Responsabile viagginbici.com
Francesco Iacorossi
Agenzia Roma Mobilità
Mario Occhiuto
Delegato nazionale all’Urbanistica di ANCI e Sindaco di Cosenza
Paolo Lucchi
Sindaco di Cesena
Francesco Casciano
Sindaco di Collegno
Piero Pii
Sindaco Casole d’Elsa

15.00
CAMPIONI: TESTIMONIAL DELLA BIKECONOMY
Davide Cassani e Moreno Argentin
Intervistati da Gianluca Santilli

15.30
OTTIMIZZARE GLI INVESTIMENTI CICLABILI: ESPERIENZE ITALIANE ED OLANDESI A CONFRONTO
Keynote speech
Paolo Ruffino
Decisio Consulting

16.00
LA BICI E’ BELLA
DESIGN & INNOVAZIONE
Tavola rotonda
MODERA
Annamaria De Paola
Direttore Osservatorio Bikeconomy
Lorenzo Taxis
Global Marketing & Communication Director Campagnolo
Antonella Grua
Creatrice di Vadolibero
Fashion meets bike
Valeria Mangani
CEO Made in Italy Luxury
Bike Rome: progetto interdisciplinare e approccio sistemico
Laura Negrini
Direttore IED Design Roma
Designe motivazione. Come un progetto può cambiare un’abitudine
Marika Aakesson
Coordinatrice del corso di Product Design, IED Design di Roma

17.15
CONCLUSIONI
Beniamino Quintieri e Gianluca Santilli

In contemporanea con il Forum sarà allestita la mostra Design in bicicletta, a cura di Osservatorio Bikeconomy e Istituto Europeo del Design. Saranno esposti i lavori del progetto Bike Rome dello I.E.D. e modelli unici realizzati da: Bianchi, Bixxis, Campagnolo, Elite, Granfondo Campagnolo Roma & Sportful, My Future Innovations, Passoni, Pinarello, Q-36.5, Sarto, Selle Royal, VadoLibero.

Per la 5a volta si “Pedala Per un Sorriso” a Roma

Roma, 11 novembre 2018, una pedalata solidale nel centro di Roma insieme ai big del ciclismo italiano per sostenere associazioni a favore della ricerca scientifica contro malattie gravi invalidanti ed altri progetti.

Luca Centomo, organizzatore della manifestazione, parla di Pedala Per Un Sorriso, dei bei risultati raggiunti nel mondo della solidarietà e dei progetti futuri.

Luca Centomo | servizio by RD Production. Intervista di Roberta Diena

E’ stata un’occasione unica per ciclisti di ogni livello e con ogni tipo di bicicletta (da quelle tradizionali, alle mountain bike, a quelle con la pedalata assistita) di percorrere in sicurezza 50 chilometri di strade e attraversare piazze all’interno dell’area di Roma Capitale.

Il percorso si è sviluppato in diverse aree di interesse storico culturale ed archeologico come San Pietro, Castel Sant’Angelo, Piazza Venezia, Via Appia Antica, Porta San Sebastiano, le Catacombe di San Callisto, il Fontanone dell’Acqua Paola, Terme di Caracalla, il Campidoglio, il Colosseo, Piazza Venezia, Piazza Barberini, Trinità dei Monti, Piazza del Popolo ed altro ancora.

Marina Romoli, ex ciclista professionista e responsabile della Marina Romoli Onlus, Giulio Ciccone, Valerio Agnoli

Insieme ai circa 400 partecipanti hanno pedalato diversi nomi noti del ciclismo italiano come Alessandro Proni, Valerio Agnoli, Giulio Ciccone, Simone Sterbini, l’opinionista Gigi Sgarbozza, il presidente della FCI (Federazione Ciclistica Italiana) dott. Renato di Rocco.