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Mobilità più ciclabile con le ‘BikeBox’

Durante queste settimane dedicate alla mobilità dolce (Milano Bike City 15-30 settembre) nella Milano del mobile e del design, lo studio Principioattivo ha illustrato una soluzione di arredo urbano, la BikeBox, per consentire ai cittadini di dare un adeguato riparo alla propria bicicletta.

Crediti PrincipioAttivo – BikeBox – Vista laterale del modello

BikeBox è una struttura modulare concepita in modo da sfruttare meglio gli spazi urbani deforestizzando dalla selva di automobili in cui siamo compressi.
Dal punto di vista del design ha poco a che fare con una scatola, la linea è leggera, ma dal punto di vista funzionale si tratta di un piccolo “box” peer biciclette. Realizzata con griglie metalliche che consentono alla luce di filtrare, allo sguardo di vedere all’interno e di un’altezza limitata in soli 120 centimetri permette al passante di vedere oltre ad essa. Le dimensioni complessive in centimetri di un box sono 80 larghezza x 200 profondità x 120 altezza. In un posto auto da 5 m x 2 m possiamo alloggiare circa 6 piccoli box per bici.

Il modello presentato da PrincipioAttivo, e raccontato presso la sede di Via Melzo da Luca Bigliardi, Daniela Dafarra e Marco Mazzei, prevede una copertura piatta, arricchita da elementi floreali o comunque green. Possiamo pensare ad una copertura che faccia da ‘vaso’ per far crescere qualche varietà che abbia bisogno di poca manutenzione e poca terra.
Non e’ più un box. Ma diventa già così un elemento di arredo urbano assai più gradevole anche per i commercianti che hanno le vetrine su questo o quel marciapiede.

La porta sarà controllata da una serratura elettronica, gestibile attraverso App, in modo che possa essere aperta da chi ha diritto d’uso ed anche da terzi per eventuali ispezioni.

Crediti PrincipioAttivo – BikeBox – porta di sicurezza con chiusura elettronica per l’uso condiviso

E’ certamente un modo per dare soluzione adeguata a chi non possiede un’auto da parcheggiare in strada tutte le notti, ma vorrebbe avere una bici e non sa però dove metterla a dormire.
E’ pensato da milanesi per Milano, ma nulla vieta di esportare BikeBox in altri contesti metropolitani. O anche in piccole città dove comunque l’esigenza di spostarsi in bici è sempre sentita e non esistono parcheggi sicuri.
Sembra altresì importante che BikeBox sia utilizzato in modo condiviso per parcheggiare le biciclette. E’ difficile immaginarne un uso esclusivo, anche per evitare che diventi un ‘magazzino’ personale. BikeBox a nostro avviso dovrebbe essere ‘usato sempre’ e lasciato in perfetto ordine.

Non vi sono limiti alla fantasia nel momento in cui venissero introdotte logiche d’uso di piccoli box per le bici su suolo pubblico. Posizionandoli ad esempio presso i parcheggi scambiatori dove i pendolari giungono in auto. Oppure in ciascun quartiere con la possibilità di aumentarne lentamente la densità mano a mano che emerge l’esigenza d’uso.
Dal punto di vista economico non esiste un modello unico di sostenibilità, e, data la situazione di vacche magre denunciata dai comuni, è difficile che il ‘pubblico’ se ne faccia carico. Entrano in scena dei benefattori? No, impossibile. Probabilmente una parte del costo verrà assunta dagli utilizzatori in una logica di sharing, una parte può essere coperta da advertising ben fatta, magari retroilluminata, sul fianco del modulo.

Crediti: PrincipioAttivo – BikeBox – la copertura a verde

Ultimo ma non ultimo porremmo l’accento sull’esigenza di depurarci da alcune assuefazioni a cui siamo giunti. Ne segnaliamo qui tre.
La prima è certamente determinata dall’occupazione del suolo urbano. Non ci si fa più caso, ma, in agosto, quando la città è deserta e anche le macchine parcheggiate sono andate al mare, riscopriamo la bellezza di una piazza o di una via. Ben vengano delle ‘isole verdi sopraelevate’ che spezzino la sequenza non interrotta di macchine.
La seconda: anche le biciclette devono stare comode e al riparo. Non si può accettare che esse siano lasciate ai margini delle strade o sui marciapiedi in ‘libertà flottante’. E che i divieti di sosta o i pali della luce abbiano appeso un cadaverino di bici deturpata.
La terza assuefazione è forse quella di cui meno si parla perchè riguarda il “vil denaro”. Ma l’Italia, il paese dell’eccellenza storica nella produzione di bici, il paese con i marchi più straordinari che esistano al mondo, è oggi vittima della piaga del furto che sposta lo scontrino medio di una bici da città a cifre inferiori ai 150 Euro, se nuova, e 50 Euro se usata. Sarebbe un vantaggio per tutti il fatto di poter comprare bici più costose, ma più performanti e consentire ai produttori di crescere in stile, qualità e competitività a livello internazionale.

Milano Bike City | 15 – 30 settembre 2018

Dal 15 al 30 di Settembre, due settimane di appuntamenti,
contest, mostre, pedalate e workshop.
Milano Bike City celebra la bicicletta in città con un
programma di eventi dedicati alle due ruote.

 

milano-bike-city-logo-circle

Gli eventi, i luoghi e le persone che muovono Milano.

Così si presentano le due settimane milanesi dedicate alla bici.

Crediti: Milano Bike City

Le parole dei due organizzatori, Giovanni e Marco, vanno via veloci. Senza enfasi, in amicizia e con buona naturalezza. Eppure Milano Bike City propone un calendario decisamente ricco, unico nel genere e vario. Prevede addirittura 150 eventi, nell’arco di due settimane, per raccontare la ciclo-mobilità a Milano.

Crediti: Milano Bike City

E’ un progetto di Ciclica e Milano Bicycle Coalition,  promosso da Kindi e Patrocinato dal Comune di Milano. Un ringraziamento va all’Assessorato allo Sport Roberta Guaineri, alla Regione Lombardia, al Consorzio Ricrea, a Legambiente per la ciclabilità, oltre che a numerosissime associazioni, realtà commerciali e non.

Il programma parla di … donne, yoga, birra, bambini, certamente anche sport, workshop su come costruire una bici e come si scrive di ciclismo. Ma La bici è ‘tutte queste cose assieme’.

Per una lettura completa vi suggeriamo questo link:
Programma Milano Bike City

E poi alcune iniziative speciali:

Make MI Move

Crediti: Milano Bike City

Si segnala un premio alla ciclabilità: Make MI Move. “Obiettivo del premio è quello di sostenere e aiutare le realtà che promuovono la ciclabilità a crescere e aumentare la loro capacità di ottenere un reale cambiamento nelle abitudini di chi vive e lavora a Milano.” Nei prossimi giorni saremo tutti chiamati a votare le proposte migliori.

Petizione per IVA al 4 percento. Come per il fotovoltaico, nell’ottica di una riduzione dell’inquinamento è forse il momento di agevolare anche il mondo delle bici con la diminuzione dell’Iva dal 22 al 4%.

Ci sono anche sconti per chi sceglie “un giorno di pioggia”, che darà diritto a promozioni su prodotti e servizi nel periodo novembre 2018 – febbraio 2019 nei negozi che hanno aderito all’iniziativa. Si può passare da un negozio di bici adesso, ritirare il tagliando, e poi tornare a trovarlo tra novembre e febbraio spendendo di meno per far riparare la bici o per l’acquisto di un prodotto.

Oltre alla suggestione di un album fotografico (Ventiduemila ciclisti in cerca d’autore) sui volti dei milanesi che vanno in bici. Non solo quelli di adesso, ma l’autore Giovanni Aloisi ci porta indietro negli anni. Ciascuno può cercarsi sul suo diario! https://www.flickr.com/photos/urca/sets/72157624261948379/

Ci sarà anche uno sforzo per disegnare una bicipolitana in stile con quella di Pesaro. Si tratta di LineaMI: un tracciato ciclabile provvisorio da Piazza Angilberto a Piazza Dergano, progettato espressamente per Milano Bike City da Legambici, Legambiente per la ciclabilità.

La seconda edizione di Milano Ride con la gran fondo Deejay è l’evento conclusivo.

Crediti: Milano Bike City

 

Citytech 2018 | per la mobilità di Milano si parla poco di bici

Alla Fabbrica del Vapore a Milano ha aperto questa mattina una due giorni di conferenze e tavole rotonde dedicate alla mobilità. Il calendario degli eventi ed altre informazioni sono disponibili su www.citytech.eu

Crediti: Ufficio Stampa Citytech

Numerosi interventi orientati alla progettazione urbana, alla guida autonoma, all’elettrico, ai concetti che tanto appassionano quali MaaS “Mobility as a Service” e lo spostamento dal possesso del mezzo all’uso del mezzo. Tra questi:

L’intervento dell’Assessore alla Mobilità di Milano | Marco Granelli
si concentra prevalentemente sulle azioni volte a “spostare cittadini sui mezzi pubblici”. Circa la rivoluzione del trasporto pubblico sostiene che “abbiamo bisogno di partner istituzionali che ci credano veramente. Questo vuol dire Regione e Stato”. “O ci sono anche loro o da soli noi non ce la faremo”.

In questi giorni di revisione delle tariffe dei mezzi urbani con il passaggio del costo del biglietto orario da 1.5 a 2 Euro, l’Assessore evidenzia che i biglietti del tram o del metrò dovrebbero diventare un abbonamento “con la domiciliazione analoga a luce e gas”. In questa visione  il prezzo del biglietto scenderebbe a 70 centesimi. “Il biglietto giornaliero del tram rimane una cosa per il turista.”

A proposito dell’Area B Granelli parla di un “sistema di regole che permetterà di togliere dalla nostra città le auto più inquinanti, di aiutare a spostare la mobilità su veicoli meno inquinanti e su altre forme di mobilità”. Interviene a proposito dello sharing e delle biciclette “tra le più grandi innovazioni che sta vivendo Milano.” Ma, sostiene, “abbiamo bisogno che lo Stato ci aiuti un po’ sulle regole: noi abbiamo pubblicato l’8 di agosto un bando sullo scooter sharing e vi abbiamo messo dentro anche tutti i veicoli leggeri – monopattini, e cose di questo tipo che sono fondamentali alla mobilità della città e delle aree urbane e da noi non sono ancora omologati. Abbiamo tecnologia capace e ci sono problemi burocratici. Dobbiamo fare in modo che le norme aiutino il progresso. Non lo frenino.” “Sulla bicicletta stiamo facendo delle sperimentazioni per la sicurezza di chi va in bici in città”, ma dobbiamo sempre interpretare il codice.

Riguardo l’elettrico il Consiglio Comunale ha approvato in modo quasi unanime le linee guida per l’infrastrutturazione delle ricariche elettriche dei privati su suolo pubblico. “Mettiamo delle regole trasparenti in modo che gli operatori abbiano chiarezza sulle modalità e possano essere più veloci”.

La carta “striscia” in Metrò | Domani anche per le bici?

Innovativo progetto realizzato da Atm, con la collaborazione dei partner Mastercard e Visa, porta la Metrò di Milano tra le 7 realtà che a livello mondiale offrono la possibilità di pagare  il biglietto con carta di credito o di debito “contactless”.

Michele Centemero Country Manager Italy Mastercard e Davide Steffanini General Manager Visa Italia, pagano il Metrò in modalità contactless | Crediti Ufficio Stampa Atm

Sembra ovvio per chi è abituato a pagare anche il giornale con una carta, ma ovvio non è! Si è trattato di mettere in campo le migliori tecnologie per consentire la verifica della carta in tempo reale, l’addebito della stessa e il passaggio al tornello che ha caratteristiche tipicamente meccaniche. La squadra maggiormente impegnata è stata proprio quella dell’Information Technology di Atm. Ne vanno giustamente orgogliosi il Presidente di Atm Luca Bianchi e il Direttore Generale Arrigo Giana: a capo di una azienda che appartiene ad una  tipologia (quella per il Trasporto Pubblico Locale | TPL) che nella testa degli italiani non primeggia certo per efficienza. E invece è bello dire che anche le Aziende di Trasporto possono innovare per rendere la vita del cittadino più snella e facile.

Ce lo ha raccontato bene il Presidente di Atm Luca Bianchi “l’iniziativa di innovare tutti i sistemi per consentire il pagamento con Carta di Credito rientra nella logica di rendere il TPL un sistema “amico”. Tutte le attività di digitalizzazione che oggi investono la mobilità devono semplificare la mobilità del cittadino. Anche la nuova App di Atm è nella scia di realizzare un progetto complesso che va sotto il nome di “MaaS” acronimo di Mobility as a Service. Grazie ad esso il cittadino è libero di scegliere di volta in volta il mezzo più adatto ai suoi spostamenti, senza bisogno di definirlo con anticipo, fare pagamenti veloci e “smart”, e ottenere la migliore integrazione tra mezzi diversi.” 

Il Direttore Generale di Atm Arrigo Giana ringrazia il team IT guidato da Roberto Andreoli (Direttori Sistemi Informativi e Telecomunicazioni di Atm) per avere sviluppato la tecnologia ed avere installato il sistema di pagamento contactless su 250 tornelli in 113 stazioni della MM. “Il sistema funziona con check in e check out già oggi (provate subito!). Questo consente di applicare sempre la tariffa più economica al cittadino in base al numero di viaggi fatti nella giornata.” In prospettiva il sistema agevolerà anche l’applicazione di tariffe calcolate in base alle fermate. “Questo ovviamente deve passare attraverso la riforma del sistema di tariffazione prevista nel 2019”, dice l’Assessore alla Mobilità Marco Granelli.

Arrigo Giana Direttore Generale di Atm, e Roberto Andreoli Direttori Sistemi Informativi e Telecomunicazioni di Atm alla prova del tornello “Contactless” | Crediti Ufficio Stampa Atm

Arrigo Giana Direttore Generale di Atm, alla verifica del biglietto del Metrò acquistato con carta Contactless | Crediti Ufficio Stampa Atm

Michele Centemero, Country Manager Italy per Mastercard, non si ferma all’importante risultato presentato oggi ma, nello stile delle “Soluzioni Senza Prezzo”, “Priceless”, com’è nell’identità dell’azienda, va oltre e tratteggia il comportamento di chi domani potrà uscire di casa con una sola carta in tasca, senza monete e portafogli. “Per il cittadino si tratta dell’inizio di una rivoluzione: potrà uscire e prendere un caffè, salire sul treno, quindi scendere in metrò e accedere al bike-sharing. Tutto questo con la velocità di un pagamento istantaneo, sicuro e contactless”. Per questo pare che si debba attendere soltanto la disponibilità della banda 5G per poter pagare anche i biglietti dei mezzi di superficie con carta di credito o App.

Conferenza stampa di Atm alla fermata Garibaldi del Metrò di Milano. Da sinistra: Marco Granelli Assessore a mobilità e Ambiente Comune di Milano, Michele Centemero Country Manager Italy Mastercard, Luca Bianchi Presidente di Atm, Arrigo Giana Direttore Generale di Atm, Davide Steffanini General Manager Visa Italia | Crediti ufficio stampa Atm

Altri aspetti tecnici relativi al servizio di pagamento contactless della Metrò. FAQ !
Atm è la prima azienda in Italia e tra le prime 7 al mondo (con Londra, Mosca, Chicago, Singapore e Vancouver) ad offrire ai propri clienti la possibilità di viaggiare in metropolitana accedendo direttamente con le carte di pagamento contactless abilitate con la tecnologia EMV, senza commissioni aggiuntive, grazie alla collaborazione dei partner Mastercard e Visa.

Il sistema contactless a Milano, che nella fase di sperimentazione iniziale interessa la rete metropolitana, rappresenta un passo fondamentale della digital transformation che Atm sta conducendo per elevare ulteriormente il livello di servizio offerto e per migliorare l’esperienza di viaggio dei passeggeri, rendendo al tempo stesso più efficienti i propri processi operativi.

Oggi, la capacità di integrazione tra i sistemi informatici e l’adozione di tecnologie all’avanguardia confermano la leadership di Atm nei processi di innovazione nel settore del trasporto pubblico. Un percorso iniziato già nel 2015 con il processo di smaterializzazione dei biglietti acquistabili via sms, App (QRcode).

Atm ha dotato tutte le 113 stazioni del metrò di un passaggio dedicato con POS (Point Of Sale), sia in entrata sia in uscita, che consente ai clienti di avvicinare semplicemente la carta contactless per far scattare il tornello. Per utilizzare il servizio non è necessario registrarsi. E’ possibile accedere anche con smarthphone e smartwatch sui quali è stata digitalizzata la propria carta di pagamento. Con un’attenzione: il viaggio deve iniziare e terminare sempre con lo stesso supporto (la stessa carta, lo stesso device). In caso di mancato passaggio in uscita viene applicata la tariffa massima prevista in base alla località di ingresso.

Tornello con pagamento Contactless nella Metrò di Milano

Il nuovo sistema di pagamento punta a ottimizzare l’esperienza di viaggio dei clienti, non solo per la facilità di acquisto in tempo reale, eliminando contestualmente il rischio di sbagliare tariffa per i viaggi sulle tratte extra-urbane. Il sistema, inoltre, calcola i viaggi effettuati nel corso di una giornata e addebita la tariffa più vantaggiosa per il passeggero. Ad esempio, dopo il terzo viaggio in metropolitana sulla rete urbana viene applicato automaticamente il biglietto giornaliero da 4,50€, anziché il costo di 6,00€ dei quattro biglietti singoli. In caso di accertamento da parte del personale Atm, basta fornire la carta utilizzata ai controllori che, attraverso un dispositivo palmare, possono verificare se il passeggero è in regola con il viaggio.

Il sistema di pagamento contactless è utilizzabile per viaggiare sull’intera rete metropolitana urbana e extraurbana. Si può proseguire il viaggio anche entro l’area urbana delle linee di superficie e nell’ambito della durata massima prevista dal titolo di viaggio. Dunque, per pagare in modalità contactless, il viaggio dovrà sempre iniziare in metropolitana.

La validità temporale di un viaggio pagato con sistema contactless è la stessa di quella di un normale titolo di viaggio acquistato attraverso gli altri canali Atm. Come qualunque altro addebito il costo del biglietto si può visualizzare sull’estratto conto della carta o in alternativa anche nell’area riservata, a cui è necessario registrarsi, sul sito www.atm.it

Urban Award 2018 | Per premiare la mobilità sostenibile nei comuni

Viagginbici.com ha presentato ieri a Milano, al Bianchi Café, la seconda edizione del Premio “Urban Award”. Con la collaborazione di Fondazione Iseni y Nervi e Acea e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, Urban Award incentiva e dà visibilità a progettualità di mobilità sostenibile.

“Urban Award” by Viagginbici.com | Crediti Studio Eidos

I comuni d’Italia possono partecipare mandando apposita domanda entro il 30 settembre 2018.

Il premio sarà consegnato il 24 ottobre 2018 a Rimini in occasione della 35^ Assemblea Nazionale ANCI.

Vivere la città in una nuova modalità green, scoprire e riscoprire i luoghi anche meno conosciuti del nostro Paese, muoversi senza inquinare, viaggiare in modo consapevole. Questi affascinanti obiettivi non sono più utopistici. Ad affermarlo, sostenendo la seconda edizione del premio “Urban Award” ideato da Ludovica Casellati, è l’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Ludovica Casellati presenta “Urban Award 2018” | Crediti Guido Rubino

Progettualità a confronto con Urban Award
La bicicletta è un modo di vivere e socializzare, ma anche un mezzo che consente di includere nel viaggio il paesaggio. È sinonimo di libertà, affida il viaggio alle gambe di chi pedala e soprattutto è alla portata di tutti. L’Italia potrebbe essere visitata agevolmente in bicicletta se solo venissero create le condizioni per farlo.

Francesco Giorgino alla presentazione di Urban Award | Crediti Guido Rubino

“Urban Award – ha sottolineato Ludovica Casellati ideatrice del Premio e direttore del magazine www.viagginbici.com – nasce proprio dall’esigenza di stimolare una gara virtuosa tra città su progetti di mobilità sostenibile, lasciando possibilmente l’automobile a casa”.

Ludovica Casellati presenta Urban Award | Crediti Guido Rubino

Per Matteo Marzotto, Ambassador del Premio Urban Award “la bicicletta è uno strumento di straordinaria attualità, adatto a tutti e che ritengo metta tutti d’accordo. Uno strumento che ben racconta questa nostra straordinaria Italia, straordinaria anche per competenza scientifica, generosità e passione del bello e del ben fatto. ”

Matteo Marzotto | Crediti Guido Rubino

Massima visibilità ai Comuni e agli amministratori più sensibili
Obiettivo di “Urban Award” è far conoscere le soluzioni che i Comuni stanno programmando o realizzando per consentire ai cittadini e ai turisti di incrementare l’utilizzo di biciclette e trasporti integrati per i propri spostamenti.

Il regolamento e l’application form per la presentazione della domanda di partecipazione verranno inviati dall’Anci ai Comuni italiani. La candidatura dovrà essere presentata dal sindaco o da un suo delegato entro il 30 settembre 2018 all’indirizzo igraw@viagginbici.com. La domanda di partecipazione dovrà contenere una descrizione del progetto supportata da materiale fotografico o video, che consenta alla giuria di valutare l’effettivo beneficio che deriva alla città e ai cittadini dal progetto presentato.

Il Premio ha incontrato subito l’appoggio dell’Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani. “La mobilità è un diritto, esattamente come lo sono la sanità, l’istruzione, la casa – sostiene Antonio Decaro, Presidente ANCI -. Una città ideale dovrebbe essere divisa in tre, sotto il profilo della sua viabilità: per un terzo dovrebbe essere dedicata ai mezzi privati, per un terzo al trasporto collettivo e per un terzo alla mobilità lenta, quella ciclopedonale. Le istituzioni, tutte insieme, hanno il dovere di investire sulle infrastrutture, come quelle di interscambio tra trasporto ferroviario e mobilità ciclistica, e di provocare un cambio di mentalità, incentivando l’uso della bicicletta, che, oltre ad avere un utile impatto sullo smog e sullo stile di vita, favorisce la riscoperta di territori e paesaggi. L’approvazione, lo scorso febbraio, della legge sulla mobilità ciclistica di cui, da parlamentare, sono stato primo firmatario, ne è un esempio”.

E’ intervenuta alla presentazione, per conto dell’Anci, il consigliere nazionale nonché consigliere comunale di Sora, Maria Paola D’Orazio.

“Non sfugge a nessuno – conclude Fabrizio Iseni, presidente Fondazione Iseni Y Nervi – l’importanza della mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita. Né può sfuggire l’incidenza sulla diminuzione dei costi sociali: meno inquinamento più attività fisica uguale a diminuzione delle malattie. Il premio Urban Award ha dunque il merito di porre al centro dell’attenzione nuove possibilità di sviluppo urbano che definiscano un rapporto finalmente sostenibile tra la città e i suoi abitanti”.

Fabrizio Iseni | Crediti Guido Rubino

La prestigiosa giuria
La giuria dell’Urban Award 2018 è presieduta da Ludovica Casellati, direttore responsabile di Viagginbici.com, magazine di turismo sostenibile e ideatrice del Premio. E da Massimo Cirri, autore Caterpillar Radio 2; Maria Rita Grieco, caporedattore TG2; Francesco Giorgino, giornalista TG1 e docente Luiss; Massimo Poggio, attore; Paolo Liguori, direttore Tgcom24; Renato Di Rocco, presidente Federazione Ciclistica italiana; Gianluca Santilli, presidente Osservatorio Bikeconomy; Giancarlo Feliziani, caporedattore Tg La7; Fabrizio Iseni, presidente Fondazione Iseni Y Nervi e Editore Malpensa24; Stefano Laporta, presidente Ispra; Antonella Galdi, Anci; Francesco Condoluci, caporedattore Economy; Monica Sala, giornalista conduttrice RadioMonteCarlo; Guido Rubino, Cyclinside.

Massimo Cirri | Crediti Guido Rubino

Un comitato ristretto dell’Anci farà una prima selezione e valutazione, che valuterà con tutta la giuria, la quale si riunirà pochi giorni prima dell’assemblea nazionale dell’Anci a Rimini per decidere i vincitori.

 

Un premio al Comune più virtuoso
La proclamazione dei vincitori avverrà a Rimini il 24 ottobre 2018, in occasione della 35^ Assemblea Nazionale ANCI. Il 1°, 2° e 3° premio, nonché una menzione speciale, saranno assegnati ai Comuni che nella presentazione del progetto dimostreranno lo sviluppo delle tematiche legate alla sostenibilità, tra cui: valutazione di impatto ambientale, effettiva fruibilità dei servizi, abbattimento dell’inquinamento atmosferico, strumenti di comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dei cittadini e dei turisti.

Confindustria ANCMA: 8 azioni e un tavolo su mobilità sostenibile

Durante l’Assemblea annuale, Confindustria Ancma presenta “Situazione e proposte per la mobilità a due ruote”. Si tratta delle “richieste” del comparto al nuovo Governo, e di una analisi delle esigenze di mobilità. 

Il Presidente Dell’Orto si sofferma su decongestionamento del traffico veicolare, su intermodalità oltre che sulla qualità dell’aria. Le due ruote appaiono la risposta naturale: “spostarsi su biciclette, scooter e motocicli è sempre più un’opportunità”.

Esiste a nostro giudizio una criticità nell’approcciare biciclette, moto e scooter con lo stesso criterio. Certamente questi mezzi diminuiscono traffico, tempi di spostamento e di parcheggio. In tema di inquinamento non solo dell’aria ma soprattutto acustico la bicicletta è il mezzo certamente più sostenibile.

Si riscontra poi una difficile convivenza nel traffico urbano tra bici e scooter o moto. Difficoltà connessa soprattutto con la diversa velocità con cui si gli uni e gli altri. L’inserimento di zone 30 consentirebbe probabilmente un punto di convergenza.

Tra i ciclomotori stanno emergendo alcuni mezzi elettrici che riportano il mezzo a motore tra quelli più adatti a salvaguardare l’ambiente, a proteggere le orecchie dei cittadini e a consentire il rispetto fra diversi tipi di guidatori.

Secondo Confindustria ANCMA gli ostacoli al cambiamento sono da individuare nella “frammentazione delle policy e delle soluzioni amministrative e urbanistiche, nella mancanza di omogeneità tra i vari livelli istituzionali e gli stakeholder, ritardi ed inadeguatezze gestionali e infrastrutturali”. E’ quindi urgente un tavolo nazionale della mobilità sostenibile.

Le proposte di Confindustria ANCMA in 8 punti:

Su punti necessari per il mondo delle bici e per quello delle moto, spesso non accostabili fra loro, sarebbe a nostro avvisto importante individuare le azioni comuni per i due settori e fare un distinguo ben marcato per bici e mezzi con motore endotermico.  Appare di assoluta evidenza che la proposta di cui al punto 3 riguardi interventi non accostabili!

1. Riforma del Codice della Strada: completare iter del riordino normativo con particolare attenzione alla circolazione dei motocicli in autostrada, l’accesso di cicli e moto nelle corsie riservate in ambito urbano, la limitazione di ostacoli fissi artificiali. Attenzione alla sicurezza per i veicoli a due ruote nella progettazione di nuove infrastrutture, costituzione presso il Ministero dei Trasporti di un registro nazionale per l’identificazione volontaria delle biciclette. Obbligatorietà del casco per bambini alla guida di biciclette fino ai dodici anni d’età e promozione del trasporto delle biciclette su tutti i mezzi pubblici.

2. Sicurezza stradale: incentivi per l’acquisto di abbigliamento tecnico per motociclisti e ciclisti.

3. Infrastrutture sicure: approvazione dello schema di decreto sui guardrail sicuri per i motociclisti e implementazione infrastrutture per la mobilità ciclistica.

4. Nuova forma di trasporto e mobilità: effettiva realizzazione di una capillare infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici a livello nazionale, promozione dell’uso dei veicoli elettrici attraverso il welfare aziendale, introdurre la mobilità elettrica nelle gare d’appalto.

5. Veicoli a Basse Emissioni: promuovere l’adozione di un’efficace politica di incentivazione fiscale.

6. Sharing mobility: defiscalizzazione dei servizi di sharing e verifica di conformità delle biciclette impiegate nei servizi di sharing.

7. Mobilità legale: definizione di un quadro regolatorio per la micromobilità e campagna di controllo nei confronti delle e-bike.

8. Mobilità connessa: stimolare l’attuazione del Piano di Azione Nazionale sugli ITS (Intelligent Transport Systems).