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Nell’Agenda Europea le bici saranno equiparate a auto e trasporto pubblico. Un risultato storico.

Crediti: CONEBI

Manuel Marsilio, direttore generale di CONEBI rileva “Abbiamo iniziato a colmare il divario tra il ciclismo e altre modalità nell’agenda dell’UE. Questa approvazione di alto livello è necessaria per consentire all’UE di finanziare le autorità locali e i governi nazionali per quanto riguarda le infrastrutture per il ciclismo, le riduzioni dell’IVA, i bonus di acquisto per biciclette ed e-bike, nonché il ciclismo negli sviluppi della mobilità urbana intelligente e connessa. “

La scorsa settimana le associazioni europee di ciclismo hanno segnato un’importante svolta per il ciclismo nell’agenda dell’UE come pari modalità di trasporto con il settore automobilistico e il trasporto pubblico.
 
Durante una conferenza stampa, il vicepresidente esecutivo della Commissione Frans Timmermans ha annunciato che il ciclismo può essere finanziato come parte dei nuovi fondi per la mobilità che verranno rilasciati dall’UE, insieme ad altre misure come la ricarica delle auto elettriche e il trasporto pubblico. Il commissario olandese Timmermans è una delle figure politiche più importanti dell’UE e il leader dell’intero processo del Green Deal all’interno della Commissione, quindi questo è un impegno molto importante. Il pacchetto sulla mobilità urbana dovrebbe aggirarsi intorno ai 20 miliardi di euro e sarà consegnato agli Stati membri attraverso fondi regionali dell’UE, con l’obiettivo di sostenere le sfide legate all’inquinamento atmosferico, ai cambiamenti climatici e al benessere dei cittadini.
 
L’annuncio fa seguito alla proposta alla Commissione europea di un pacchetto ciclistico da 13 miliardi di euro per l’accesso alle infrastrutture e alle bici elettriche da parte di sei associazioni (CIE, CONEBI, ECF, ECLF, IMBA EU ed EBMA) che è stato accompagnato da intense attività di lobbying pubbliche e private a Bruxelles.

Kevin Mayne, CEO di CIE, spiega “Il ciclismo si affianca agli altri modi come una responsabilità fondamentale dell’UE, non nascosta nella politica dei trasporti locali. Questa è una grande svolta per il settore ciclistico. “
  
Jill Warren e Morten Kabell, CEO congiunti di ECF, hanno dichiarato: “Questo è qualcosa da celebrare mentre andiamo alla Giornata mondiale della bicicletta il 3 giugno.”
 
Alla base della dichiarazione di Timmermans la Commissione europea ha svelato il suo piano per creare un fondo di risanamento a livello di UE a seguito dell’epidemia di COVID-19, ponendo al centro di esso il Green Deal europeo. L’idea generale è quella di fornire liquidità alle regioni più colpite dell’UE, coprendo una vasta gamma di iniziative che affronteranno innanzitutto l’emergenza sanitaria ed economica.
 
Il processo è tutt’altro che terminato perché questi annunci devono diventare piani e budget che possono essere distribuiti attraverso l’UE. Le associazioni ciclistiche affermano che il ciclismo non era all’ordine del giorno della Commissione europea per il recupero alcune settimane fa, ma ora dovrebbe essere in grado di competere per una giusta quota dei miliardi di euro nel piano di recupero. Ciò integra una vasta gamma di annunci a livello nazionale e di città che vedono un ciclo di rimbalzo più veloce di qualsiasi altra modalità di trasporto. [Fonte: Confederation of the European Bicycle Industry]

Crescita per l’industria della bicicletta: buone le previsioni di vendita per il 2020 dopo la fine del lockdown

Crescita per l’industria della bicicletta: buone le previsioni di vendita per il 2020 dopo la fine del lockdown

La voglia di attività fisica dopo più di due mesi di costrizione a casa, unita ai vantaggi economici legati agli incentivi del Governo per la fase 2, incoraggiano timidamente a sperare per un recupero delle vendite legate alla mobilità sostenibile. Le notizie che giungono più o meno uniformemente da tutte le regioni parlano di una grande affluenza nei negozi che sta portando ad un rapido esaurimento delle scorte in magazzino, mentre gli impianti dei costruttori stanno tornando a pieno regime per cercare di recuperare il tempo perso a causa del lockdown.

In un’intervista appena pubblicata, Piero Nigrelli, direttore settore ciclo di Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo, motociclo e accessori) condivide le prime sensazioni ricevute dalla rete nazionale dei commercianti che hanno riaperto da pochi giorni le proprie attività. L’incentivo medio erogato corrisponde a 300 euro, significando questo un aumento dello scontrino medio di acquisto da 390 a 500 euro. Gli italiani quindi sembrano spinti ad approfittare dell’occasione incentivo puntando a biciclette più costose ma allo stesso tempo andando a risparmiare quasi il 50% su quello che era il budget medio stanziato prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria.

Seppur il dirigente Ancma stimi in 400 mila le vendite generate dal provvedimento ipotizzando però che tutte le risorse vengano impiegate nell’acquisto di soluzioni a due ruote (mentre in realtà i 120 milioni di euro andranno pure a sostenere soluzioni di mobilità in sharing), volendo ottimisticamente destinare le risorse all’80% per biciclette, ebikes, monopattini, hoverboard, segway (quindi 96 milioni di euro), gli incentivi si tradurranno in 320 mila mezzi in circolazione.

Altro segnale incoraggiante è stato il boom di richieste di riparazioni per biciclette che ora gli italiani iniziano a percepire come soluzione per gli spostamenti sicuri e rapidi nella fase 2.

Tra qualche settimana potrebbe quindi iniziare a farsi sentire un problema di approvvigionamento nella rete commerciale, mentre alcuni produttori intendono ingranare una marcia ancora più decisa sfruttando il volano degli incentivi statali: il CEO di Bianchi ha infatti annunciato di voler aggiungere altri 500 euro di sconto per tutti i clienti che acquisteranno una ebike.

Interventi Emilia-Romagna post-Covid19: Bicipolitana ed incentivi per il Progetto Bike to Work

Interventi Emilia-Romagna post-Covid19: Bicipolitana ed incentivi per il Progetto Bike to Work

Oltre agli incentivi appena varati nel DL Rilancio, la Regione Emilia-Romagna pone sul piatto 3,3 milioni di euro aggiuntivi a sostegno dei progetti per la mobilità sostenibile andando ad allargare la platea dei beneficiari a tutti i 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale (Pair), i cui abitanti potranno così richiedere il rimborso del 60% sull’acquisto di biciclette, segway, monopattini elettrici,…

Una prima linea di azione prevede il finanziamento di interventi strutturali con lo sblocco di cantieri, accelerazione di progetti programmati e corsie temporanee di connessione oltre che opere per moderare la velocità e per facilitare la circolazione delle due ruote e rastrelliere per l’ancoraggio sicuro delle biciclette. La rete ciclabile metropolitana bolognese, battezzata Bicipolitana, sarà composta da quasi 500 km di cui 145 già esistenti e 125 che verranno ultimati entro il 2020: tale progetto andrà ad integrarsi perfettamente nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS). Tutti i suoi dettagli possono essere consultati scaricando la presentazione in allegato.

Una seconda linea di finanziamento andrà a premiare i dipendenti di aziende che sceglieranno le due ruote per spostarsi, con un incentivo chilometrico pari a 0,20 euro/km fino ad un massimo di 50 euro/mese (Progetto Bike to Work).

Infine la terza linea di agevolazioni sarà destinata ai pendolari in possesso di abbonamento ferroviario che potranno ricevere un contributo del 50% (fino a 300 euro) una tantum per l’acquisto di biciclette pieghevoli. Queste inoltre non saranno soggette al pagamento dell’abituale biglietto per il trasporto bici a bordo. Tale bonus è stato pensato espressamente per i cittadini residenti nei comuni dell’Emilia-Romagna che non possono beneficiare degli altri contributi statali o regionali, siano essi indifferentemente lavoratori o studenti.

I contributi regionali ad ogni modo non potranno essere cumulati con quelli statali ma potranno essere sfruttati per l’acquisto di un secondo mezzo.

Buono Mobilità 2020: Come ottenere ed utilizzare il Bonus Bici – FAQ Ministero Ambiente

Buono Mobilità 2020: Come ottenere ed utilizzare il Bonus Bici – FAQ Ministero Ambiente

In cosa consiste?

Il buono mobilità è un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500 per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad es. monopattini, hoverboard e segway) ovvero per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.

Chi viene rimborsato?

Ci saranno due fasi: in una sarà il cittadino ad essere rimborsato del 60% della spesa; nella seconda il cittadino paga al negoziante aderente direttamente il 40% e sarà il negoziante aderente a ricevere il rimborso del 60%.

Come funziona?

Il buono mobilità può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web che è in via di predisposizione e sarà accessibile, anche dal sito istituzionale del Ministero dell’ambiente, entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all’applicazione è necessario disporre delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto il rimborso al beneficiario; per ottenere il contributo è necessario conservare il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino) e allegarlo all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.

Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web): è previsto lo sconto diretto da parte del fornitore del bene/servizio richiesto, sulla base di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sull’applicazione web il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati per ritirare il bene o godere del servizio individuato.

Possono usufruirne solo i cittadini in comuni sopra i 50.000 abitanti?

No! 
Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti). 

Cosa si intende per Comuni delle Città metropolitane?

Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane sono consultabili sui relativi siti istituzionali.
Per la popolazione dei Comuni si fa riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019.

Cosa posso acquistare?

Per l’anno 2020 il buono mobilità può essere richiesto per una sola volta e per un unico acquisto di:

biciclette nuove o usate, sia tradizionali che a pedalata assistita;
-handbike nuove o usate;
-veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33- bis del DL 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (es.  monopattini, hoverboard, segway);
-servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. 

Posso acquistare accessori? 

Non è ammissibile l’acquisto di accessori (caschi, batterie, catene, lucchetti, ecc.).

Posso acquistare bici o veicoli usati?

Sì, possono essere acquistati veicoli usati per la mobilità personale e bici usate.

Posso acquistare la bici in qualsiasi negozio?

Per la fase 1 puoi acquistare la bici o il veicolo per la mobilità personale in qualsiasi negozio. Basta che venga rilasciata la fattura.

Nella fase 2, sulla piattaforma che sarà rilasciata e comunicata attraverso il sito del Ministero dell’Ambiente (www.minambiente.it) sarà pubblicato l’elenco di tutti i negozianti aderenti all’iniziativa.

Posso comprare la bici o il veicolo della mobilità personale su un sito online di un’azienda straniera?

Sì, è comunque necessario ottenere una fattura, anche in lingua inglese, che abbia però tutte le voci di una fattura italiana.

Per ottenere il contributo nella fase 1 serve la fattura o lo scontrino?

Nella Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web) per ottenere il contributo è necessario conservare la fattura (non lo scontrino) e allegarla all’istanza da presentare mediante l’applicazione web.

E’ possibile acquistare on line?

SI. In particolare:

nella Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell’applicazione web) è possibile acquistare on line purché venga emessa la fattura, che dovrà essere successivamente allegata all’istanza di rimborso;

nella Fase 2 (dal giorno di inizio operatività dell’applicazione web) è possibile acquistare on line solo presso i rivenditori accreditati sull’applicazione web.

Periodo di validità del buono

I buoni di spesa devono essere utilizzati entro 30 giorni dalla relativa generazione, pena l’annullamento.

DL Rilancio, confermati gli incentivi per l’acquisto di Biciclette e per altre soluzioni di mobilità sostenibile

DL Rilancio, confermati gli incentivi per l’acquisto di Biciclette e per altre soluzioni di mobilità sostenibile

Dopo le incertezze degli ultimi giorni, diventano ufficiali i tanto attesi incentivi a sostegno del mondo delle due ruote.

Il Governo ha pubblicato lo schema del Decreto Legge Rilancio in cui viene innalzata la dotazione per l’intervento da 70 a 120 milioni di euro e di cui pubblichiamo il seguente stralcio.

Art.205
Misure per incentivare la mobilità sostenibile

[…] “euro 120 milioni per l’anno 2020”;
“[…] ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, è riconosciuto un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica […] ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture.
Il “buono mobilità” […] può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste.”

Pur in assenza dei decreti attuativi per scoprire i dettagli sulle modalità di erogazione (molto probabilmente un rimborso post acquisto caricando la fattura su un portale online ed avendo utilizzato forme di pagamento tracciabili), è importante notare la scelta di concedere il bonus retroattivamente, promuovendo quindi già da subito l’acquisto della soluzione prescelta.

Come analizzato nel precedente articolo, con un prezzo medio di acquisto di 390 euro, ed ipotizzando una preferenza del 60% verso la soluzione bicicletta (72 milioni di euro), si possono prudenzialmente stimare tra le circa 310 mila vendite mantenendo il prezzo medio pre-incentivi e le circa 144 mila vendite mantenendo fisso il budget di 390 euro (che corrisponderebbe all’acquisto di una bicicletta da circa 900 euro): numeri questi di certo interessanti per far ripartire il settore.

Roma, sfida epocale per la mobilità della Capitale nella fase 2

Roma, sfida epocale per la mobilità della Capitale nella fase 2

Da anni è evidente lo stato di salute critico del trasporto pubblico a Roma, messo ora ancor più sotto stress col riavvio delle attività post-lockdown. In questa fase 2 in cui dovremo convivere col virus, sarà necessario trovare nuove soluzioni che coniughino distanziamento sociale e mobilità delle persone. Questa crisi dovrebbe quindi essere l’occasione ideale per riprogettare le politiche di mobilità tenendo presenti le trasformazioni urbane e sociali necessarie al fine di giungere ad una nuova versione di città, rafforzata ed in grado di resistere alle nuove sfide che la attenderanno.

La Capitale sta seguendo con un po’ di ritardo gli interventi messi in campo da altre città come Milano e Bologna, potenziando il trasporto pubblico nelle ore di punta, confermando la realizzazione di 150km di nuove piste ciclabili e puntando su micromobilità e servizi di car sharing.

Guardando alle 2 ruote, 3 per ora i cantieri aperti per i primi 20/40km di intervento: uno in zona EUR, il secondo per la ciclabile che porterà da Cinecittà a San Giovanni e l’ultimo che permetterà il collegamento tra Boccea ed il fianco del Vaticano alle spalle dell’ Aula delle udienze Pontificie.

Per quanto riguarda gli altri punti del piano, gli studi mostrano che oltre il 55% degli spostamenti avviene sotto i 30 minuti, con la micromobilità risorsa fondamentale per coprire il primo e l’ultimo tratto del viaggio, ed a tal fine il Comune ha deciso di aprire bandi pubblici per servizi di monopattini elettrici. Per estendere invece il car sharing nelle aree poco raggiungibili dalle altre soluzioni, la giunta ha approvato sgravi fiscali -sul canone che le società pagano alla città- direttamente proporzionali all’ampiezza delle aree svantaggiate coperte dal servizio.

A sfavorire Roma certo vi sono la sua complessità territoriale e la sua estensione passando da un centro storico pensato a misura d’uomo a quartieri satellite dell’hinterland, frammentati, spesso degradati ed in cui l’unica possibilità di spostamento è costituita dal mezzo privato.

In questo quadro, a far da collante dovranno sempre più essere le soluzioni a due ruote, laddove le distanze da percorrere saranno scomode a piedi ma del tutto abbordabili in bicicletta o in monopattino, permettendo così il collegamento agile tra le varie stazioni nodali del servizio pubblico.