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Per gli appassionati di cicloturismo “Bike Touring” è la sfida che mette in palio 300.000 euro.

Per gli appassionati di cicloturismo “Bike Touring” è la sfida che mette in palio 300.000 euro.

Se sei un appassionato di cicloturismo hai tempo fino al 7 ottobre per partecipare alla sfida “Bike Touring” proposta da FactorYmpresa Turismo. Si tratta di un programma di incentivi avviato nel 2017 dalla direzione generale Turismo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il Turismo. Il progetto è gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.

In cosa consiste la sfida Bike Touring

Si tratta di proporre soluzioni innovative per chi ama viaggiare in bicicletta, ma anche per tutti coloro che prediligono forme di turismo che abbiano a cuore un’alternativa alla classica mobilità. Verranno premiate le migliori idee d’impresa sul turismo in bicicletta. E’ l’occasione di mettersi in gioco sul tema della mobilità sostenibile e della vacanza attiva, particolarmente attuale in prospettiva next normal.

A chi si devono rivolgere i progetti

• A chi viaggia in bici. In questo caso il focus sono le persone. Si pone attenzione al ciclista prima, durante e dopo il suo viaggio in bicicletta. L’ingaggio, i fabbisogni da soddisfare, le soluzioni per migliorare l’esperienza;

• Alle amministrazioni locali. Per rendere il contesto di una città e di una destinazione turistica bike friendly. Qui il focus è rivolto alla progettazione di servizi, prodotti e soluzioni che possano essere adottati da chi ha la responsabilità di governo. I progetti dovranno essere attenti a creare e migliorare la fruibilità delle destinazioni turistiche da parte dei diversi gruppi di cicloturisti;

• Agli operatori della filiera turistica. In questo caso il focus è migliorare e innovare l’offerta di beni e servizi che interessano il cicloturista in una o più fasi del viaggio.

L’obiettivo è quello di far crescere qualitativamente l’offerta turistica e rendere l’Italia più competitiva sui mercati internazionali.

Come partecipare

C’è tempo fino ‪alle ore 12.00 del 7 ottobre 2020 per rispondere alla call. Basterà presentare sul portale di Invitalia il proprio progetto di business sui temi del turismo in bicicletta, mobilità sostenibile, vacanza attiva e next normal. In palio per le imprese e gli imprenditori della filiera turistica ci sono servizi di accompagnamento e contributi economici per un valore totale di 300.000 euro. 

Cosa ci si aspetta dalle proposte? Alcuni degli ambiti sui quali i partecipanti possono offrire soluzioni sono, ad esempio:

  • Prodotti e attrezzature che aiutino il ciclista a viaggiare o a pianificare il viaggio, a confrontare destinazioni, a condividere esperienze, come ad esempio dispositivi smart, accessori, abbigliamento tecnico o componenti realizzati con materiali innovativi.
  • Servizi e infrastrutture per le destinazioni, che consentano a un territorio di diventare meta per ciclisti o a una destinazione turistica di riconvertirsi in chiave bike friendly. Tra questi ci sono, ad esempio, i servizi per l’ospitalità, la ristorazione, le bicipolitane, l’intermodalità dei trasporti.
  • Applicazioni e servizi integrati per potenziare la filiera turistica e attrarre diversi target di cicloturisti, nazionali e internazionali, come ad esempio servizi di noleggio e riparazione di attrezzature, servizi di vendita, promozione e comunicazione delle destinazioni e delle attività collegate al cicloturismo.

La premiazione

Una giuria individuata da Invitalia selezionerà le migliori 20 proposte che parteciperanno all’Accelerathon ad Asti il 22 e ‪23 ottobre ‪2020, in contemporanea con l’arrivo della 19° tappa del Giro d’Italia. Qui, durante una full immersion di 36 ore, con il supporto di mentor e tutor, le startup potranno “accelerare” la propria idea di business e preparare un “pitch” da presentare alla giuria. I migliori 10 progetti saranno premiati con un contributo in denaro di 30.000 euro ciascuno, a cui si aggiungono i servizi di accompagnamento forniti da Invitalia.

Prima di preparare e caricare sulla piattaforma di FactorYmpresa Turismo la presentazione dell’idea di business è necessario leggere il Regolamento e il documento Contesto e sfida. Per risolvere dubbi o per avere chiarimenti è possibile scrivere a startup@invitalia.it.

Bonus bici: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo

Bonus bici: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo

Dopo un ritardo durato mesi finalmente riportiamo qui di seguito il testo completo del decreto attuativo relativo al bonus bici pubblicato lo scorso 5 settembre in Gazzetta Ufficiale.

Per le FAQ sull’argomento bonus bici leggi il nostro articolo.

“Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e il Ministro della Infrastrutture e dei trasporti

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, che ha istituito il Ministero dell’ambiente e ne ha definito le funzioni;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n.181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n.233;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n.300, ed in particolare gli articoli da 35 a 40 relativi alle attribuzioni e all’ordinamento del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;

Visto il decreto del  Presidente del Consiglio dei ministri 19 giugno 2019, n. 97, così come modificato dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 novembre 2019, n.138;
Vista la direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008  relativa alla qualità dell’aria dell’ambiente e per un’aria più pulita in Europa;

Vista la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario  per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra;
Visto il decreto legislativo 13 agosto 2010, n.155, di attuazione della direttiva 2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008 relativa alla qualità dell’aria  ambiente e per un’aria più pulita in Europa;

Visto il decreto legislativo 13 marzo 2013, n.30, di attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario  per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra e, in particolare, l’art.19 che prevede la messa all’asta delle quote;

Visto l’art.2, comma 1, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n.111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n.141, così come modificato  dal  decreto-legge  19 maggio 2020, n.34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n.77, che istituisce il fondo denominato programma sperimentale buono mobilità nello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.”

Cosa prevede il programma

“Il programma sperimentale buono mobilità prevede, in favore dei residenti maggiorenni nei capoluoghi di regione, nelle città metropolitane, nei  capoluoghi di provincia ovvero nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, un «buono mobilità», pari al 60 per cento  della  spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui  all’art.33-bis del decreto-legge 30 dicembre 2019, n.162, convertito, con modificazioni, dalla  legge 28 febbraio 2020, n.8, ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Il suddetto «buono mobilità» può essere richiesto per una sola volta ed  esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste;

Visto che il medesimo art.2, comma 1, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n.111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12  dicembre 2019, n.141, come modificato dal decreto-legge 19 maggio 2020, n.34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, prevede che «al relativo onere si  provvede  mediante  corrispondente utilizzo, per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021, 2022, 2023 e 2024 di quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2 di cui all’art.19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n.30, destinata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, versata dal  Gestore dei servizi energetici (GSE) ad apposito capitolo del  bilancio  dello  Stato, che  resta  acquisita definitivamente all’erario»;”

La cifra erogata

“Visto che l’art. 229, comma 2, del decreto-legge 19 maggio 2020, n.34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, prevede che «Il decreto di cui all’art. 2, comma 1, quinto  periodo, del  decreto-legge 14 ottobre 2019,  n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019,n. 141,è adottato entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto. Il fondo di cui al medesimo art. 2, comma 1, del citato decreto-legge n.111 del 2019, è  incrementato di  ulteriori 70 milioni di euro nell’anno 2020. Al relativo onere si provvede, quanto a 50 milioni di euro per l’anno 2020, mediante utilizzo delle risorse disponibili, anche in conto residui, sui capitoli dello stato di previsione  del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, finanziati con quota parte dei proventi delle aste delle quote di emissione di CO2, di cui all’art.19 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n.30, di competenza del  medesimo stato di previsione, e, quanto a 20 milioni di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all’art. 1, comma  200, della legge 23 dicembre 2014, n.190, come rifinanziato dall’art.265, comma 5, del presente decreto. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, anche in conto residui.»;

Visto l’art.2, comma 1, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito con modificazioni dalla legge 12 dicembre 2019, n.141, così come modificato dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n.77, il quale prevede che con decreto del  Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio  e  del  mare,  di  concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al programma sperimentale buono mobilità anche ai fini del rispetto dei limiti di spesa;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n.223, come modificato dal decreto del Presidente della Repubblica 17 luglio 2015, n.126;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
Visto il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento  europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n.196, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2018, n. 101;
Visto il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82;

Visto in particolare l’art. 12 del menzionato decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, il quale prevede che le pubbliche amministrazioni, nell’organizzare autonomamente la propria  attività, utilizzano le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la realizzazione degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità, imparzialità, trasparenza, semplificazione e partecipazione nel rispetto dei principi di uguaglianza e di non discriminazione;
Visto l’art. 15 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, il quale prevede che le pubbliche amministrazioni provvedono a razionalizzare e semplificare i procedimenti amministrativi, le attività gestionali, i documenti, la modulistica, le modalità di accesso e di presentazione delle istanze da parte dei cittadini e delle imprese;

Il form da compilare sul sito del Ministero dell’Ambiente

Visti gli articoli 68 e 69 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82, finalizzati a favorire il  riuso  dei programmi informatici di proprietà’ delle pubbliche amministrazioni;
Visti gli articoli da 19 a 22 del decreto-legge 22 giugno 2012, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e successive modificazioni, con cui è stata istituita l’Agenzia per l’Italia digitale (nel prosieguo AGID);
Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  24 ottobre 2014, recante «Definizione delle caratteristiche del sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID), nonché’ dei tempi e delle modalità di adozione del sistema SPID da parte delle pubbliche amministrazioni e delle imprese»; Tenuto conto che l’AGID, nell’ambito del progetto denominato «Italia Login – La casa del cittadino», promuove  la diffusione del Sistema pubblico d’identità digitale, di seguito SPID, che consente a cittadini e imprese di accedere con un’unica identità digitale ai servizi online della pubblica amministrazione e dei privati aderenti;

Viste le linee guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni adottate dall’AGID con determinazione n.115/2019 del 9 maggio 2019, le quali prevedono  che il modello del riuso delineato dal codice dell’amministrazione digitale consente di individuare, valutare e personalizzare un software senza stipulare alcuna convenzione con l’amministrazione che ha  messo a riuso il software stesso, oltre all’accettazione della licenza Open Source che si perfeziona con il semplice download, senza che sia necessaria alcuna richiesta di accesso;
Visto l’art. 19, comma 5, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n.102, che stabilisce che «le amministrazioni dello Stato, cui  sono attribuiti per legge fondi o interventi pubblici, possono affidarne direttamente la gestione, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali conferenti, a società a capitale interamente pubblico su cui le predette amministrazioni esercitano un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che svolgono la propria attività quasi esclusivamente nei confronti dell’amministrazione dello Stato. Gli oneri di gestione e le spese di  funzionamento  degli interventi relativi ai fondi sono a carico delle risorse finanziarie dei fondi stessi»;

Visto l’art. 1, comma 97, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, il quale prevede che, al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa e di favorire la sinergia tra processi istituzionali afferenti ambiti affini, favorendo la digitalizzazione dei servizi e dei processi attraverso interventi di consolidamento delle infrastrutture, razionalizzazione dei  sistemi  informativi e interoperabilità tra le banche dati, in coerenza con le strategie del piano triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare può avvalersi della società di  cui  all’art.83, comma 15, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla  legge 6 agosto 2008, n.133, per servizi informatici strumentali al raggiungimento dei propri obiettivi istituzionali e funzionali, nonche’ per la realizzazione di programmi e progetti da realizzare mediante piattaforme informatiche rivolte ai destinatari degli interventi. L’oggetto e le condizioni dei servizi sono definiti mediante apposite convenzioni; Considerata   la   necessità di provvedere tempestivamente all’individuazione delle procedure operative per dare attuazione alle previsioni di cui all’art.2, comma 1 del  decreto-legge 14  ottobre 2019, n.111, convertito con modificazioni dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, così come modificato dal decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34; Considerato che il riuso dei programmi  informatici di proprietà delle pubbliche amministrazioni garantisce il raggiungimento delle finalità di economicità, efficienza, tutela degli  investimenti e neutralità tecnologica;

Considerato che esistono già applicazioni sviluppate da altre amministrazioni pubbliche che promuovono lo SPID e che presentano analogie con il servizio per l’erogazione del  «buono  mobilità» di cui al «Programma sperimentale buono mobilità», quindi tali da poter essere adattate, nel rispetto della normativa vigente in materia di riuso di programmi informatici o di parti di essi, per le finalità di cui al presente decreto;
Vista  l’applicazione informatica «18App», realizzata ai sensi dell’art.1, comma 979, della legge 28 dicembre 2015, n. 208;

Vista l’applicazione informatica «Carta del docente», realizzata ai sensi dell’art. 1, commi 121, 122, 123 e 124 della legge 13 luglio 2015, n. 107;
Vista l’applicazione informatica «Bonus dispositivi anti abbandono», realizzata ai sensi dell’art. 52 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla  legge 19 dicembre 2019, n. 157;
Ritenuto pertanto di  doversi  avvalere, nel  rispetto di quanto previsto dall’art.19, comma 5 del decreto-legge 1° luglio 2009, n.78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009,  n.102, di società a capitale interamente pubblico, affidando direttamente alle stesse l’esecuzione delle attività connesse all’adozione del decreto di cui al citato art.2, comma 1;

Acquisito il concerto del Ministro dell’economia e delle finanze;
Acquisito il concerto del  Ministro  delle  infrastrutture e dei trasporti;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;
Decreta:

Art. 1 Oggetto, finalita’ e dotazione finanziaria

  1. Il presente decreto definisce le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del buono mobilità di cui al «Programma sperimentale buono mobilità», di seguito «Programma», istituito dall’art.2, comma 1, del decreto-legge 14 ottobre 2019, n.111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141, e successive modificazioni.
  2. Il programma è finalizzato a ridurre le emissioni climalteranti e inquinanti. A decorrere dal 4 maggio 2020 sino al 31 dicembre 2020, il programma incentiva forme di mobilità sostenibile alternative  al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla  mobilità delle persone nelle aree  urbane, a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19.
  3. Il programma è finanziato a valere sulle risorse iscritte sul capitolo 7955 «Fondo destinato al programma sperimentale buono mobilità» dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.”
Torna a Rimini l’Italian Bike Festival: la più grande manifestazione italiana dedicata al mondo della bicicletta.

Torna a Rimini l’Italian Bike Festival: la più grande manifestazione italiana dedicata al mondo della bicicletta.

Save the date! 11 – 12 -13 settembre a Rimini il festival italiano della bicicletta per eccellenza.

La bicicletta: simbolo della speranza di questo 2020. Definita dagli organizzatori un vero e proprio “vettore di cambiamento”.
In effetti sembra proprio che sia così. Dopo il lockdown c’è chi ha rispolverato la bici che stava da ormai troppo tempo in garage, chi invece ha deciso di investire e prenderne una nuova, magari proprio con il bonus bici.

L’Italia rinasce, dunque, e lo fa pedalando. L’Italian Bike Festival è un’occasione di approfondimento e di scoperta, ma vuole anche essere una festa che la città di Rimini è ben felice di ospitare (nel massimo rispetto di tutte le norme di sicurezza e di sanificazione).

Come prenotare

La prenotazione è obbligatoria ma gratuita e può essere fatta online a questo indirizzo: italianbikefestival.net/registrati . Una volta giunti all’ingresso del festival basterà mostrare il proprio ticket e si avrà libero accesso agli oltre 45.000 metri quadrati di area expo.

Cosa vedere

Il Parco Fellini e il lungomare antistante ospiteranno più di 300 brand della Bike Industry, dai cicli veri e propri, agli accessori e all’abbigliamento sportivo.
Il fulcro della tre giorni sarà, come nelle edizioni passate, l’area test. La rotonda di Parco Fellini si tramuterà in una pista di prova di MTB ed eMTB. Negli appositi tracciati, invece, sarà possibile testare anche le ultime novità nel mondo delle Road Bike, delle Urban Bike e delle eBike.

 Spazio al cicloturismo 

Il festival della bicicletta voluto fortemente e realizzato con la preziosa collaborazione del Comune di Rimini, di APT Servizi Emilia Romagna e di VisitRomagna ospiterà anche un’area dedicata interamente al mondo del cicloturismo. Enti, regioni, tour operator avranno modo di presentare iniziative, offerte e idee per una vacanza alternativa. Il turismo che ci piace, quello intelligente, quello slow. Un modo di viaggiare che permette di riempirsi gli occhi delle bellezze che solo un paese come il nostro riesce ad offrire. 

Quest’anno il padiglione dedicato al Cicloturismo avrà un posizionamento centrale, visto il successo riscontrato nell’edizione passata. Il Bike Tourism Village è l’occasione di consolidare un rapporto, che già si va facendo stretto, tra il mondo della Bike Industry e quello del Turismo. Un sodalizio che ha ancora ampio margine di crescita e sviluppo.
Il cicloturismo può essere la spinta a riscoprire il territorio italiano. Un modo “green” di far rifiorire l’economia.

Ospiti del calibro di Mario Cipollini, Alessandro Petacchi, Gilberto Simoni, Damiano Cunego, Alessandro Ballan, Davide Cassani, Marco Aurelio Fontana e Davide Uccellari presenzieranno agli incontri della tre giorni. 

Un evento imperdibile per tutti gli amatori del mondo a due ruote e gli sportivi.

Bonus bici: rinviato a novembre il portale online dove fare richiesta.

Bonus bici: rinviato a novembre il portale online dove fare richiesta.

Rimandato di altri due mesi il form per la domanda di rimborso del bonus bici. Sul sito del Ministero dell’Ambiente tutto tace.

Le indiscrezioni dei giorni scorsi ci avevano fatto ben sperare in una pronta risposta da parte del sito del Ministero dell’Ambiente per quanto riguarda il form per richiedere il bonus.
Il portale per avanzare le richieste di rimborso sarà invece on-line a novembre sul sito del Ministero dell’Ambiente (www.minambiente.it), dilatando ulteriormente i tempi di attesa dei consumatori che avevano fatto richiesta durante l’estate. Per coloro che invece avrebbero voluto investire in un mezzo green a partire da questo settembre, invece ci sono ancora meno certezze.
Rimandato a novembre non solo il bonus bici, ma anche la fiducia degli italiani, dunque.

Il portale online avrebbe consentito di richiedere un rimborso pari al 60% della spesa sostenuta, con una copertura massima di 500 euro (qui i dettagli del bonus).
Da principio erano stati stanziati 120 milioni di euro e dopo il boom di richieste il ministro Costa era corso ai ripari e aveva promesso i fatidici 210 milioni di euro. Una cifra che si tarda a trovare e a causa della quale si accumulano ritardi su ritardi.

Le risorse poi, probabilmente, non basteranno per tutti. E così il governo ha già messo le mani avanti con un piano di rilancio per il 2021 per coprire chi non fosse riuscito a ottenere un rimborso “al primo turno”.

Ma questo ritardo stavolta preoccupa tutti gli attori sociali che si trovano dall’altra parte del teatrino.

Coloro che hanno acquistato e aspettano un rimborso:

Da una parte ci sono coloro che hanno già acquistato il mezzo e si domandano se il fantomatico portale verrà mai attivato, visitando e “refreshando” ogni giorno il sito del Ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti in cerca di novità.

Chi avrebbe voluto procedere all’acquisto a settembre:

Dall’altra c’è chi l’acquisto sperava di farlo con il rientro alla vita lavorativa. Investire nella bicicletta avrebbe significato andare in ufficio evitandosi lunghe code nel traffico o un tragitto stipato in metro. Una scelta che strizza l’occhio all’economia (quella green), all’ambiente e alla salute.
Muoversi in bicicletta sarebbe stata un’ottima medicina per le città su cui già da adesso si riaffaccia l’incubo del Covid. Il distanziamento sociale si sarebbe senz’altro mantenuto più facilmente, ospedali e ambiente avrebbero ringraziato.

Il momento migliore per agire per i dicasteri sarebbe senz’altro stato il periodo estivo: più piste ciclabili, più bici per tutti.
Eppure siamo ancora qui, come il Ministero ci aveva lasciato a maggio: con il fiato sospeso e in attesa di buone nuove.La buona volontà da parte dei consumatori, però, ci sarebbe. In molti si rivolgono ai fornitori per sapere se il bonus ci sarà e se potrebbe toccare agli acquirenti di oggi.

I fornitori:

Chi vende invece viene lasciato solo. Rispondere alle domande dei possibili acquirenti che si presentano in negozio è impossibile: quello che si “presume” ad oggi è basato unicamente su indiscrezioni.

Anche il presidente di Ancma esprime preoccupazione per i quattro mesi di attesa e per i ritardi nelle procedure di erogazione degli incentivi sottolineando come “anche dalla rete di vendita arrivano segnali di difficoltà di gestione delle richieste dei cittadini che, muovendosi in un clima di incertezza, si rivolgono ai negozianti per sapere come procedere”.

I cittadini perdono fiducia nel sistema, dunque, chi ha comprato, chi ancora deve farlo e chi deve vendere. I ritardi continuano ad accavallarsi.
Risalgono a pochi giorni fa le voci che assicuravano la pubblicazione del portale sul sito del Ministero entro la prima settimana di settembre.

Siamo al 2 settembre il rinvio stavolta è di due mesi: bonus bici rimandato a novembre.
Pare che la causa del ritardo sia un altro “rallentamento amministrativo”.

Le associazioni di categoria:

Le associazioni di categoria esprimono preoccupazione. Il presidente di Fiab, Alessandro Tursi, dichiara: “É ormai ora di vedere arrivare il decreto e il portale per il bonus. E’ vero che gli italiani hanno comprato molte biciclette, in questi mesi, e c’è voglia di mobilità dolce indipendentemente dal sussidio. Ma è diventata una questione di credibilità per tutto il sistema”. Una credibilità che si stenta a mantenere tale.

E sui siti del Ministero dell’Ambiente e del Mit tutto tace.
Si attende perciò la pubblicazione del decreto in Gazzetta e, dal Ministero, fanno sapere che è questione di ore.

Il ministro Costa allora si prenderà tutto il tempo necessario che il decreto mette a disposizione (60 giorni) per arrivare a raccogliere tutti i 210 milioni di euro che aveva previsto di mettere a fondo del bonus.

Il post su facebook del ministro Costa

Aggiornamenti sul bonus mobilità:Il decreto attuativo per il bonus mobilità è stato registrato domenica scorsa alla…

Posted by Sergio Costa on Wednesday, September 2, 2020

Che fine ha fatto il bonus bici? Ultime novità su come richiederlo

Sono in tanti a richiamare il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa agli impegni presi e molti lo fanno su Twitter con l’hashtag #bonusbici.
Tanti tweet che cercano novità sul bonus bici e che rimangono ancora senza risposta.
La domanda è sempre la stessa: “Che fine ha fatto il #bonusbici?”.

Qui le caratteristiche dell’intervento: bonus bici

Risale al 3 giugno 2020 (Giornata Mondiale della Bicicletta) l’ultimo comunicato stampa del Ministero dell’Ambiente sul tema. Il Ministro si era detto certo di poter “rifinanziare ed estendere anche al prossimo anno con ulteriori fondi ministeriali”.
“Non lasceremo indietro nessuno e stiamo studiando il modo per evitare il click day” aveva aggiunto. Ma al momento tutto tace sul sito del Ministero dell’Ambiente.

Le FAQ presenti sul sito del Ministero dell’Ambiente sono state aggiornate l’ultima volta l’11.06.20 e sono disponibili qui: https://www.minambiente.it/bonus-mobilita

Qualche novità sembra invece provenire dal Decreto Agosto (n° 104 del 14/08/2020), pubblicato in Gazzetta il 17 agosto, che conferma il bonus mobilità (e perciò anche il bonus bici).

Cosa sappiamo di certo

  • Smentita l’esistenza di una fantomatica App, per vedersi riconosciuto il bonus, basterà compilare un form accessibile dal sito del Ministero dell’Ambiente.
  • Il modulo dovrà essere compilato con i dati del beneficiario, la fattura o lo scontrino parlante e il codice Iban.
  • Il rimborso pari al 60% verrà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario fino a un massimo di 500 euro entro 10/15 giorni dal momento della richiesta.
  • Il bonus ha validità retroattiva e comprende gli acquisti avvenuti dal 4 maggio 2020 fino al 31 dicembre 2020.
  • Le modalità di richiesta del bonus dopo la messa online della piattaforma digitale potrebbero cambiare per chi avrà intenzione di acquistare un mezzo da settembre in poi. Il rimborso verrà accordato con il rilascio di un buono spesa digitale da consegnare ai fornitori autorizzati.

Il motivo del ritardo

Tutta colpa di una “divergenza di vedute” tra il Ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti. E, per questo, il decreto interministeriale attuativo del bonus ha subito il forte ritardo di cui ci siamo potuti, ahinoi, accorgere.
Se, da una parte, si indicava come necessaria condizione per compilare la domanda, la fattura di avvenuto acquisto, dall’altra si richiedeva, invece, soltanto lo scontrino.

La diatriba sarebbe stata risolta con il Ministero dell’Ambiente che, pare, abbia riconosciuto come buona l’opzione dello scontrino parlante che indica, cioè, tutti i dettagli dei beni acquistati e il codice fiscale dell’acquirente.
Anche se ad oggi tra le FAQ pubblicate sul sito del ministero si parla solo di ‘fattura’.

I soldi basteranno per tutti?

Oltre ai 120 milioni di euro già previsti, il Ministro Costa ha annunciato di aver recuperato 70 milioni euro e di volerne ottenere altri 50, arrivando così a una somma complessiva di 240 milioni di euro da stanziare per il bonus, che ci sarà, dunque, ma “fino a fine risorse”, si precisa nel Decreto Agosto.

In base a quali regole di priorità verrà assegnato il bonus

L’ordine delle domande verrà smaltito in base alla data di acquisto: chi ha acquistato per primo la bicicletta o il monopattino avrà priorità di rimborso sugli altri.

In merito a quanto riportato da QuiFinanza, indiscrezioni di Palazzo Chigi smentiscono dunque il tanto temuto “Click -day”. Lo scontrino parlante o la fattura saranno necessari per verificare la data di acquisto del mezzo.
La precedenza, dunque, sarà data a chi ha acquistato dal 4 maggio in poi e non in base all’ordine di prenotazione del bonus tramite la piattaforma.

Non ci sarà nemmeno una ridistribuzione delle risorse tra tutti i contendenti (con un abbassamento della percentuale della quota di rimborso che sarebbe scesa sotto il 60%) e il tetto massimo di 500 euro rimarrà invariato.

Le risorse non sono infinite

Con ogni probabilità, però, le risorse non basteranno per tutti.
La “corsa all’acquisto” ha raggiunto numeri inaspettati e, sebbene la cifra a disposizione per il bonus sia quasi raddoppiata, potrebbe comunque non essere sufficiente a coprire la domanda.

Ma niente paura!

Gli acquirenti (passati e futuri) non rimarranno senza rimborso. Il Ministero dell’Ambiente ha rassicurato che il bonus mobilità sarà oggetto di rifinanziamento nella Legge di Bilancio 2021 e nessuno, così, “verrà lasciato a piedi”.