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Dal 3 novembre sarà attiva la piattaforma web del Ministero dell’Ambiente per richiedere il bonus mobilità e con ogni probabilità sarà una corsa al rimborso.

Confindustria Ancma ha motivo di preoccuparsi. Quello che si paventava poter divenire un “click day” si realizza come il peggiore degli incubi di chi, a maggio, aveva deciso di acquistare una bici con la candida speranza di vedersi rimborsare il 60% della spesa.
Il rimborso spetterà a chi per primo riuscirà ad inviare la richiesta tramite la piattaforma online sul sito del Ministero dell’Ambiente. La corsa sarà tra chi, appunto, aspetta il rimborso per l’acquisto già effettuato e chi, invece, manifesta il desiderio di acquistare il mezzo.

E’ necessario prestare attenzione soprattutto alla prima fase – afferma Confindustria Ancma – in quanto farà fede la data di inserimento della richiesta e non quella del documento di acquisto: è quindi necessario prepararsi e approcciare la procedura con rigore e tempestività”.

Impossibile prevedere il numero di richieste

I soldi non sono pochi, è vero, ma le richieste? Incalcolabili al momento. Non si tratta d’altronde del solo mercato della bicicletta e dell’eBike, ma anche di quello di handbike e dei monopattini. Quest’ultimo è un fattore decisivo. In effetti i monopattini venduti in Italia provengono da un mercato prevalentemente con base estera e calcolare il numero dei monopattini venduti è pressoché impossibile.

Le domande per il bonus bici per coloro che devono ancora procedere all’acquisto, inoltre, sono un altro aspetto che aggiunge dell’incertezza a una situazione che già è difficile da prevedere nei suoi sviluppi. Quante saranno le domande? E, soprattutto, chi farà richiesta quanto avrà intenzione di spendere del bonus mobilità? Il massimo? Come prepararsi?
Chi prenota il bonus dal 3 novembre infatti, avrà a disposizione la cifra massima (500 euro) dalla quale verrà scalata la spesa effettiva una volta che procederà all’acquisto effettivo. I soldi in avanzo verranno dunque rimessi a disposizione delle altre richieste solo successivamente.

La fase 1 (quella per chi aveva già acquistato la bici) e la fase 2 (quella di coloro che avrebbero fatto richiesta del voucher) sono di fatto diventate un’unica cosa. Ne avevamo parlato il 20 maggio in un articolo che rispondeva alle curiosità e alle richieste di informazioni sul bonus mobilità.
Ogni giorno la piattaforma online si azzera e ricalcola la cifra a disposizione.
Sarà dunque una vera e propria corsa al rimborso.

Come prepararsi – i richiedenti rimborso

Confindustria Ancma pubblica il Vademecum per arrivare preparati al 3 novembre.

  • Attivare prima del 3 novembre un’identità Spid (Sistema pubblico di identità digitale) se non se ne è già in possesso;
  • Scannerizzare il documento di acquisto intestato a nome del richiedente (fattura o scontrino parlante) e convertirlo in un documento in formato pdf;
  • Avere a disposizione le coordinate bancarie del proprio conto corrente su cui ricevere il rimborso.

Come prepararsi – i richiedenti bonus

L’identità Spid servirà anche a coloro che richiederanno il voucher per l’acquisto del mezzo. Un bonus che, ricordiamo, avrà una validità di trenta giorni (per spese effettuate entro 31 dicembre 2020).

Chi può fare richiesta?

I requisiti non cambiano.
Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti).

Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia. L’elenco dei Comuni appartenenti alle suddette Città metropolitane sono consultabili sui relativi siti istituzionali.
Per la popolazione dei Comuni si fa riferimento alla banca dati Istat relativa al 1 gennaio 2019.