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CONTRO IL FURTO E LA RICETTAZIONE: REGISTRO DELLE BICI

BIKE.IT IN DUE RIGHE

Bike.it è una piattaforma di progetti e servizi per la mobilità in bici,
di informazione e approfondimento sui temi di mobilità sostenibile in genere.

Guida all’attività sportiva in tempi di Covid: cosa si può fare in zona gialla, arancione e rossa.

Guida all’attività sportiva in tempi di Covid: cosa si può fare in zona gialla, arancione e rossa.

L’ultimo DPCM per contrastare l’emergenza Covid ha sollevato non pochi dubbi per quanto riguarda l’Attività Sportiva in zona gialla, arancione e rossa.
Quando possiamo parlare di attività motoria, quando invece di attività sportiva? Quando è obbligatorio indossare la mascherina? Quanto posso allontanarmi da casa? Dal 3 novembre c’è ancora molta confusione riguardo a ciò che è permesso fare nelle tre zone in cui è stata divisa la nostra penisola.
Ogni zona ha restrizioni crescenti rispetto a quella che la precede e le regioni vengono collocate nelle diverse zone in base ai 21 parametri identificati dal Ministero della Salute.
Ad accomunare le tre zone il coprifuoco dalle 22.00 alle 5.00 del mattino. Un lasso di tempo in cui vige il divieto di spostamento se non giustificato da comprovate esigenze lavorative o di salute.

Differenze tra attività motoria e sportiva

Per attività motoria si intende la semplice passeggiata, lo spostamento in bicicletta per andare al supermercato, andare a lavoro a piedi. Per questo genere di attività, che non richiedono un grande sforzo fisico, è necessario l’utilizzo della mascherina. L’attività sportiva invece prevede jogging e footing, la corsetta e la camminata sostenuta, il ciclismo e gli sport classici. L’attività sportiva in tempi di Covid non richiede di essere praticata con l’utilizzo della mascherina, che, si capisce bene, impedirebbe una buona respirazione durante l’attività ginnica.

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Regioni a rischio medio: zona gialla.

Nelle regioni che fanno parte della zona gialla le restrizioni sono più blande e allenarsi all’aperto è praticamente possibile per tutti gli sport che non siano di contatto:

  • Ci si può spostare dal proprio comune di residenza per l’attività sportiva;
  • Sono aperti i centri sportivi all’aperto ma è vietato l’utilizzo degli spogliatoi;
  • Vige il coprifuoco anche per lo sport e non è possibile allenarsi fuori casa dopo le 22 e prima delle 5 del mattino;
  • Restano chiuse le attività di palestre e piscine;
  • Non sono consentiti gli sport di contatto;
  • Sono consentiti gli eventi e le competizioni di interesse nazionale riconosciute dal Coni e dal Cip.

Inoltre è consentito uscire dal comune di residenza senza particolari permessi e necessità, senza alcun bisogno di autocertificazione, dunque. Ma vige il divieto di entrare nelle regioni che appartengono alla zona rossa o arancione.

Regioni a elevata gravità: zona arancione.

Per quanto riguarda le regioni italiane che appartengono alla zona arancione rimangono valide le disposizioni della zona gialla ma con il divieto di spostarsi dal proprio comune di residenza o di domicilio.
L’attività sportiva è consentita solo all’aperto e solo in forma individuale. Spostarsi è possibile solo con l’autocertificazione.

Regioni a massima gravità: zona rossa.

Per le regioni appartenenti alla zona rossa la situazione cambia drasticamente e il Ministero dello Sport distingue tra ciò che è consentito per l’attività motoria e per quella sportiva. Più in generale vige il divieto di ogni spostamento in entrata e in uscita dai comuni, nonché all’interno dei medesimi comuni, salvo che per gli spostamenti per esigenze lavorative, per necessità e per motivi di salute.

Se l’attività motoria è consentita solo a distanza di un chilometro dalla propria abitazione per l’attività sportiva c’è un più ampio margine di movimento. La prima, come avveniva nel lockdown della scorsa primavera, è da praticarsi nel rispetto della distanza di almeno un metro da altre persone e con obbligo di utilizzo di mascherina. L’attività sportiva, invece, è possibile solo all’aperto e in forma individuale. Può essere svolta, però, mantenendo un distanziamento interpersonale di almeno due metri, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici. Non necessariamente, dunque, si debbono limitare gli spostamenti in prossimità della propria abitazione.
Rimangono consentiti gli eventi e le competizioni sportive nazionali riconosciute dal CONI e dal CIP, all’aperto o al chiuso, ma senza la presenza degli spettatori.

Parma si aggiudica il primo posto come città sostenibile all’Urban Award 2020

Parma si aggiudica il primo posto come città sostenibile all’Urban Award 2020

L’Urban Award premia Parma come città virtuosa.
La competizione, ideata da Ludovica Casellati, direttrice di Viagginbici.com e organizzata con Anci ha l’obiettivo di incentivare una transizione verso un modo di spostarsi sostenibile. 

L’obiettivo di Urban Award

Già fin dalla presentazione della quarta edizione dell’Urban Award lo scopo era chiaro secondo Antonio Decaro. Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari aveva sottolineato l’importanza di questa iniziativa. “Incentivare la mobilità sostenibile, investire nei mezzi alternativi, diffondere la cultura delle due ruote sono sempre stati obiettivi della mia azione amministrativa e politica: sia quando ero un assessore ai Trasporti della mia città, sia nella mia breve esperienza parlamentare, sia da sindaco e da presidente dell’Anci”.

“Credo – aveva sottolineato il presidente Anci – che la sostenibilità sia un obiettivo da coltivare a maggior ragione in questa fase, quando ci si interroga su come cambiare le abitudini di vita delle città dopo l’esperienza del coronavirus. Credo che iniziative come l’Urban award, capaci di mettere in contatto esperienze locali differenti su questo tema, siano assolutamente da sostenere e condividere e mi auguro che tanti Comuni partecipino a questa quarta edizione, come hanno già fatto in quelle precedenti”. 

I vincitori della quarta edizione

La proclamazione dei vincitori della quarta edizione dell’Urban Award è avvenuta il 18 novembre 2020.
Il primo posto se lo è andato alla virtuosissima città di Parma che con le tante iniziative proposte si è aggiudicata il meritato premio. Al secondo posto si è posizionata Francavilla Fontana e sul terzo gradino del podio, invece, troviamo la città di Pesaro. Cosenza invece si è aggiudicata la menzione speciale da Intesa Sanpaolo. 
Il primo premio consiste in un parco bici composto da 30 mezzi, offerto dalle aziende associate a Confindustria ANCMA, Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori. 

L’unica strada percorribile? La pista ciclabile

La situazione attuale richiede a gran voce una risposta green ai problemi che bloccano l’Italia. “Mai come in questi mesi, così difficili, ogni iniziativa che incentivi la mobilità sostenibile è da lodare e da sostenere – dichiara Antonio Decaro -. Per questo anche quest’anno, abbiamo partecipato con convinzione all’Urban Award. E siamo stati contenti di premiare la creatività di Parma, la capacità comunicativa e controcorrente di Francavilla Fontana, la perseveranza di Pesaro e lo spirito healthy di Cosenza. Siamo consapevoli che ci sono molti altri progetti innovativi e buone idee tra i tanti che hanno partecipato all’Urban Award. I vincitori, così come tutti i Comuni che si sono candidati, saranno uno stimolo per tutti noi, abituati a considerare fondamentale ogni occasione di scambio di buone pratiche. È anche questo il senso di momenti come l’assemblea dell’Anci”.

Bike to work

Tanti i progetti arrivati alla giuria per promuovere il “bike to work”. Nel difficile periodo in cui ci troviamo adesso è necessario disincentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici, spesso causa di assembramenti e facile nido di focolai da covid19.  La sicurezza può essere invece mantenuta incentivando gli spostamenti verso il luogo di lavoro in bicicletta. Sono molte le iniziative apprezzate e già messe in atto da diverse aziende. 

“Incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi per raggiungere il posto di lavoro, la scuola, o per tenersi in movimento, credo sia molto importante per la salute e la sicurezza di tutti”. Dichiara Rosario Rasizza, Amministratore Delegato Openjobmetis SpA, che continua: “I Comuni vincitori di questa edizione hanno dimostrato con i loro progetti di aver ben compreso queste nuove necessità, e da giurato e sostenitore dei valori del premio Urban Award, non potevo che dare a loro il mio voto. Mi auguro che sempre più Comuni del nostro Bel Paese abbraccino la filosofia green impegnandosi nella valorizzazione di una cultura della mobilità sostenibile che è già parte del nostro presente e che ci proietta in un futuro ormai prossimo”.

Un premio ai Comuni virtuosi

La giuria, presieduta da Ludovica Casellati, ideatrice del premio e direttrice responsabile di Viagginbici.com, è composta da opinion leader, associazioni, istituzioni, giornalisti del settore turistico e della bicicletta. “Questa quarta edizione dell’Urban Award – dichiara Casellati – ha una grande importanza soprattutto in un momento delicato come quello che stiamo vivendo perché servirà a diffondere, con l’aiuto dei media, le buone pratiche dei Comuni vincitori e servirà a far capire anche a noi cittadini l’importanza dell’utilizzo di mezzi alternativi come la bicicletta nei nostri spostamenti quotidiani.

Le politiche delle amministrazioni giocano un ruolo fondamentale e fanno la differenza. Lo dimostra proprio la città di Parma che con le sue iniziative in tutte le direzioni, bike to work e bike to school, ha convinto un numero considerevole di cittadini a cambiare le proprie abitudini quotidiane a favore della bicicletta. Certo un ruolo importante lo ha svolto anche l’efficace e simpatica campagna di comunicazione legata ad ogni singola iniziativa”.

Il primo posto a Parma

Parma è stata dichiarata vincitrice all’unanimità dalla giuria dell’Urban Award. Il calendario ricco di iniziative, l’ironica ed efficace sensibilizzazione per i cittadini di ogni fascia d’età hanno fatto di Parma un esempio da seguire per tutti i Comuni italiani. Che si tratti di andare a scuola, all’università o a lavoro. Che si debba andare a fare la spesa, la mobilità sostenibile è incentivata. Isole pedonali vicino ai poli didattici, recupero, manutenzione e incremento delle piste ciclabili. Sconti per gli studenti sull’abbonamento al Bike Sharing. Iniziative come PedalArt o sensibilizzazioni sulla sicurezza del ciclista come il Ciclista illuminato.

“A Parma pedaliamo di gusto” è la campagna promossa dal comune fin da quest’estate e ha avuto il merito di far conoscere ai cittadini le nuove infrastrutture e le numerose iniziative per la mobilità ciclabile progettate e realizzate. “Chi va in bici butta giù la pancetta” oppure “Fai andare i tuoi prosciutti” sono alcuni dei simpatici slogan realizzati per far conoscere la campagna di sensibilizzazione. Un’iniziativa, dunque, che vede come protagonista la bicicletta ma anche i prodotti tipici del territorio. Gli abitanti di Parma sono invitati a prendersi cura del territorio attraverso l’attenzione alla propria salute. I motivi per preferire la bicicletta all’auto? Sono tutti elencati nel video realizzato per la campagna.

Il secondo posto: Francavilla Fontana

Francavilla Fontana è stata premiata per un progetto che mette al primo posto la condivisione. LA sostenibilità, nel progetto proposto, è intesa anche come sostegno sociale. L’iniziativa portata avanti dal piccolo comune del brindisino coinvolge l’intera comunità. “Adotta una bici” è la campagna promossa dal Comune. Un avviso pubblico rivolto a tutta la cittadinanza che invita a mettere a disposizione di residenti e turisti una bicicletta. In cambio c’è la possibilità di potersi fare pubblicità attraverso la circolazione del mezzo donato su cui viene posto il nome del benefattore. Non è pèrevisto alcun costo per chi la utilizza: basta compilare un modulo all’atto del ritiro a garanzia che non ne venga fatto un cattivo uso. L’idea vuole spingere gli abitanto a cambiare il passo, adattandosi al dolce ritmo della pedalata. Francavilla è stato, inoltre, l’unico Comune italiano a prevedere un bonus sull’acquisto della bicicletta poiché non rientrava nel decreto ministeriale essendo troppo piccolo.

Il terzo posto: Pesaro

Pesaro ha saputo investire da molto tempo nella mobilità sostenibile delle due ruote e dal 2005 ha lavorato al progetto di realizzazione della bicipolitana. Un percorso ciclabile di 90km che unisce il centro della città al mare. Una vera e propria metropolitana in superficie per le due ruote. Non per niente Pesaro si è conquistata il titolo di Città della bicicletta. Lo scopo del progetto è una città percorribile in bici rendendo accessibili tutti i luoghi del comune nel modo più diretto possibile attraverso itinerari completi e continui che permettano agli utenti spostamenti rapidi. Pesaro è stata premiata per essersi posta come esempio per gli altri Comuni italiani e per aver continuato con efficacia nella direzione della mobilità sostenibile coinvolgendo tanto gli abitanti quanto i turisti.

La menzione speciale Intesa Sanpaolo a Cosenza

Il Comune di Cosenza ha ottenuto la menzione speciale Intesa Sanpaolo per la Ciclopolitana. Il progetto che prevede la realizzazione di un tracciato di 20 km è già stato quasi interamente realizzato e attraversa il Parco Urbano del Benessere. Il polmone verde del Comune costituito da giardini tematici, ma anche da una palestra all’aperto dove è possibile praticare attività motoria.

Witoor Go: in cantiere un progetto sul Cicloturismo

Witoor Go: in cantiere un progetto sul Cicloturismo

Witoor è una società attiva nel campo degli eventi in bicicletta, che ha sviluppato prodotti cicloturistici innovativi.
Ne abbiamo parlato in merito a Bike Touring: il concorso di FactorYmpresa Turismo che in seguito all’Accelerathon del 22 e 23 ottobre ha premiato 10 startup sul cicloturismo più innovative.
Abbiamo contattato Simone Dovigo, fondatore di Witoor, per farci raccontare qualcosa di più riguardo alla società e al progetto premiato che al momento è in fase di realizzazione.

Di cosa si occupa Witoor?

“Ha ideato, organizzato e prodotto, tra gli altri, Bike Night, tour di pedalate notturne di 100km sulle più belle ciclovie d’Italia e Rando Imperator, un viaggio in bici dalla Germania all’Italia. Ci siamo specializzati nell’organizzazione di eventi sportivi diventando anche supporto organizzativo di eventi prodotti da soggetti terzi come Vento Bici Tour. Dal 2014 curiamo un settore di mercato molto specifico: persone non agoniste, che sono alla ricerca di esperienze particolari in bici. Una nicchia in costante espansione”.

Come nasce l’idea di Witoor Go?

“Nel 2020, a causa dell’emergenza COVID-19, anche noi abbiamo sofferto molto l’impossibilità di produrre eventi. Senza perderci d’animo abbiamo investito il nostro tempo per studiare strategie nuove. La sfida è continuare a crescere posizionandoci “dall’altro lato” del campo. Prendere il nostro know-how come organizzatori e metterlo al servizio delle realtà cicloturistiche che organizzano eventi e servizi turistici in Italia.”

Cos’è Witoor Go

“Nasce il progetto Witoor Go, un portale multipiattaforma che aggrega tutto quello che serve per partecipare a un evento. Witoor Go è una soluzione smart e scalabile: valida per iniziative di ogni ordine di grandezza e in ogni parte d’Italia – spiega Simone Dovigo – risolve il problema della gestione digitale delle iscrizioni, compresa la gestione dei dati a norma GDPR. Inoltre, la user base consente di predisporre azioni di marketing mirate per creare circolo virtuoso tra i soggetti operanti nel settore. L’azione di cross-selling a valle dell’iscrizione, poi, con la fornitura di servizi aggiunti come il noleggio bici attraverso partner selezionati con accordi quadro, aumenta le potenzialità dello strumento.”

Qual è lo scopo principale del progetto?

“La mission di Witoor Go è quella di rendere semplice, funzionale per tutti, divertente l’iscrizione a un evento cicloturistico.”

A che tipo di target si rivolge?

“Il nostro cliente è quindi l’organizzatore di eventi non competitivi e di appuntamenti cicloturistici su scala nazionale. Eventi che si rivolgono a un target di appassionati di attività outdoor che i dati ufficiali ci danno in forte crescita. I valori con cui vogliamo entrare su questo mercato sono la nostra Brand Reputation, una User Base fidelizzata di 15 mila appassionati, la User Experience. ” E conclude: “Grazie all’esperienza Bike Touring di Invitalia saremo in grado di partire con lo sviluppo del portale Witoor Go e contiamo di avere pronta una versione basic già per marzo 2021 in modo da iniziare a testarlo con alcuni organizzatori di eventi.”

Bonus mobilità: è click day. L’Italia è bloccata

Bonus mobilità: è click day. L’Italia è bloccata

Siamo finalmente arrivati al fatidico 3 novembre e il portale online per fare richiesta del bonus mobilità è attivo. Più o meno, aggiungiamo noi. L’Italia è ferma davanti allo schermo di pc che non danno segni di muoversi. L’accesso da mobile è impossibile, le liste di attesa sono di ore e il rimborso incerto.

Come funziona il portale per ottenere il bonus mobilità

Innanzitutto si viene messi in attesa di accedere al sito. Probabilmente per evitare che subisca i rallentamenti che si verificarono per il sito dell’INPS e che fecero molto discutere durante il periodo di lockdown. La causa è da collegarsi all’ingente numero di domande che si prevede possano giungere. Dal momento che l’utente riesce ad accedere, avrà a diposizione 20 minuti di tempo per riuscire ad inoltrare la richiesta, che, si sottolinea, non dà la garanzia automatica del rimborso o della generazione del buono mobilità.
Né l’accettazione alla “sala d’attesa” né tantomeno l’accesso al sito o la registrazione saranno garanzia di corresponsione del contributo, che, come era stato anticipato, sarà erogato fino all’esaurimento di fondi disponibili.

Come prepararsi

All’area riservata si accede esclusivamente tramite le credenziali SPID con livello di sicurezza 2. Le credenziali di Livello 2 sono costituite da un username e password create dall’utente durante la registrazione dell’Identità e da una One Time Password, cioè un codice di accesso limitato a un breve periodo di tempo, che garantisce l’autenticazione e conseguente accesso ai servizi in modo sicuro.

In caso di richiesta di rimborso di un mezzo già acquistato nel periodo che va dal 4 maggio al 3 novembre, è consigliato avere con sé IBAN, copia elettronica della fattura o dello scontrino parlante in formato PDF, JPG o PNG e partita Iva del rivenditore.
Consigliamo di prepararsi a una lunga attesa. In quanto, solo questa mattina le richieste superavano il numero di 93.000.

A quanto pare, inoltre, l’accesso da mobile alla virtual room non funziona. Risulta necessario avere un pc e consigliamo di refreshare spesso la pagina per rilevare il vero avanzamento della graduatoria.
Al termine della compilazione del form, se tutto dovesse andare per il verso giusto comparirà una piccola finestra che assicurerà l’acquirente della buona riuscita del rimborso.

Finestra di conferma della buona riuscita della richiesta


“Lo scontrino è stato acquisito correttamente, l’accredito verrà effettuato sul conto corrente indicato”. Rassicura.

Tempo di attesa?

Circa tre ore, rispetto alla nostra esperienza. Occorre armarsi di pazienza, prendere un permesso da lavoro, eventualmente, e sperare che il sito regga il numero elevatissimo di richieste.
Un vero e proprio Click day dunque. Quello che era stato scongiurato dallo stesso Ministro dell’Ambiente in realtà si è realizzato, e l’Italia, al momento, ha gli occhi puntati sullo schermo di un pc. Nella speranza che i fondi non finiscano prima che arrivi il proprio turno.

Un paese bloccato, altro che bonus mobilità!

Cicloturismo: premiate 10 startup con progetti innovativi

Cicloturismo: premiate 10 startup con progetti innovativi

Sono 10 le startup premiate all’Accelerathon sul cicloturismo. 334 progetti sono stati oggetto di valutazione da parte di INVITALIA che ha gestito tutta la selezione e l’organizzazione di Bike Touring la nuova sfida di FactorYmpresa Turismo.
Avevamo già parlato del programma di incentivi avviato nel 2017.
Bike Touring ha lo scopo di selezionare, confrontare e premiare le migliori startup sul turismo in bicicletta appunto.
Una proposta aperta a tutti coloro che hanno un’idea o un progetto innovativo e che potrebbe segnare il futuro di questo modo alternativo di fare turismo.

A chi si rivolgeva il concorso

Il concorso è rivolto in particolare a chi viaggia in bicicletta. Invita a guardare con occhio attento alle necessità di chi organizza la propria vacanza in bici, ponendo attenzione alle difficoltà che si potrebbero incontrare sia nell’organizzazione che nel viaggio vero e proprio.
La sfida si rivolge però anche alle amministrazioni locali, per rendere il contesto di una città e di una destinazione turistica bike friendly.

La volontà degli organizzatori è quella di spingere persino alla progettazione di servizi, prodotti e soluzioni che possano “essere adottati da chi ha la responsabilità di governo, ai vari livelli territoriali, per creare e migliorare la fruibilità delle destinazioni turistiche da parte dei diversi gruppi di cicloturisti” come si legge nel sito di FactorYmpresa;
Inoltre sono stati accolti anche i progetti provenienti dagli operatori della filiera turistica con lo scopo di “migliorare e innovare l’offerta di beni e servizi che interessano il cicloturista in una o più fasi del viaggio”.

Cosa prevede il concorso

Il concorso offre premi in denaro dal valore di 30.000 euro per ogni startup vincitrice e servizi di tutoraggio nella realizzazione dei progetti.  L’obiettivo è quello di implementare l’offerta turistica e rendere l’Italia più competitiva e appetibile per il mercato estero e per offrire alternative al classico fast tourism.
Le startup vincitrici sono state scelte tra le migliori 20 selezionate da Invitalia. Si sono sfidate a colpi di progetti innovativi sul tema del cicloturismo. L’obiettivo è quello di portare soluzioni innovative per chi ama viaggiare in bicicletta, ma anche per tutti coloro che vorrebbero delle alternative alla classica mobilità ma che fino ad oggi sono stati frenati dalla mancanza di strutture adatte ad accogliere una simile domanda.


Nel corso dell’ Accellerathon del 22 e 23 ottobre in 36 ore di full immersion, i team dei 20 startupper in sfida hanno lavorato con i mentori e i tutor di Invitalia per verificare punti di forza e di debolezza del modello di business proposto. Hanno definito come rafforzare il progetto individuando il fabbisogno di servizi specialistici e hanno preparato un pitch di 3 minuti con cui hanno presentato il loro progetto. La giuria selezionata da MiBACT e Invitalia alla fine dei due giorni ha proclamato le 10 startup vincitrici.

Le 10 idee vincitrici sul cicloturismo

mOOve

Ha ideato una pista ciclabile componibile con diversi moduli prefabbricati. Come se fossero dei mattoncini, in plastica e gomma riciclata, riposizionabili, i moduli non necessitano di scavi o lavori stradali. Il sistema può essere posato su qualunque superficie esistente, preservandola. Si tratta di moduli ecosostenibili. La loro particolarità è che riducono sensibilmente i tempi di installazione e i costi di produzione e manutenzione. Sono personalizzabili e configurabili, dotati di sensori, illuminazione a LED integrata e adattiva, connettività e segnaletica orizzontale attiva. Le piste ciclabili realizzate con Moove hanno prima di tutto l’obiettivo di salvaguardare la sicurezza dei ciclisti che troppo spesso si trovano ad affrontare tracciati di strada non praticabili o pericolosi.

Remoove

Un nome un programma. Una startup che vuole rimuovere le barriere architettoniche che impediscono l’inclusività. Progetta e propone esperienze turistiche e di mobilità innovative attraverso la creazione di nuovi percorsi di inclusività. Affianca aziende leader nella produzione di mezzi innovativi e sostenibili, quali biciclette, triciclette e cargo-bike. Con i modelli già realizzati anche anziani e portatori di handicap possono godere delle esperienze che solo il cicloturismo regala. 

WHIP

È una piattaforma mobile e web che propone al cicloturista i migliori percorsi in base a caratteristiche di difficoltà oggettiva. Sono considerati come fattori la tipologia bici e i punti di interesse nel percorso come alberghi, agriturismi, ristoranti, negozi specializzati, organizzazioni di tour e officine. È possibile creare da zero percorsi per specifiche tipologie di bici, semplicemente aggiungendo punti di interesse, zone di passaggio obbligate e punti di arrivo. Gli algoritmi, utilizzando il network italiano ed europeo delle ciclovie, generano il miglior percorso per ogni utente, in base a difficoltà cercata, superficie e altimetria.

BikeSquare Tirreno

È un’app che propone tour autoguidati “like a local” e noleggio e-bike lungo la pista ciclabile tirrenica. Grazie alla collaborazione con enti locali e alla creazione di una community internazionale, mira a promuovere i territori che ricadono sull’Asse della Ciclovia Tirrenica (Tra Liguria e Toscana nel Ponente Ligure, a Capalbio e Maremma, in Lunigiana e nel Chianti), in modo da offrire un servizio omogeneo ai turisti che vogliano percorrere tutta la Ciclovia.

Pedalitaly

Progetta, realizza e commercializza format ciclistici virtuali. Grazie a una potente piattaforma di Cycling Virtual Reality, ciclisti da tutto il mondo potranno pedalare virtualmente sulle strade più belle d’Italia. Saranno guidati alla scoperta della cultura e delle tradizioni, del luogo in cui stanno pedalando. Il tutto sarà poi collegato un vero e proprio marketplace dei migliori prodotti ciclo-turistici reali in Italia progettati e realizzati da operatori accuratamente selezionati da Pedalitaly. Un’idea che viene incontro in particolare alle necessità attuali. Considerata l’impossibilità di viaggiare a causa dell’epidemia in corso.

Bikeness

È un’app che permette di esplorare nuovi percorsi e creare il proprio itinerario personalizzato in base alle proprie esigenze. Grazie alla community è possibile condividere le proprie esperienze e scoprire nuovi luoghi seguendo i percorsi tracciati dagli altri utenti. Offre ai territori la possibilità di valorizzare l’offerta turistica e commerciale, e ai cicloturisti la possibilità di scoprire le località turistiche Italiane “bike friendly”, aiutandoli a scegliere la destinazione di viaggio e le strutture ricettive.

Stop&Charge Shelter

Il progetto prevede la realizzazione di stazioni di ricarica per e-bike. Grazie alla produzione di energia derivante esclusivamente da fonte solare, la rete di stazioni previste da Stop&Charge Shelter permetterà di risolvere il problema della “range anxiety”. Con la presenza nelle città e nei percorsi cicloturistici, sarà possibile pianificare viaggi in bicicletta anche con percorrenze importanti senza aver paura di “rimanere a piedi”. I percorsi infatti potranno essere suddivisi in varie tappe per ricaricare la bicicletta.

EcoBike Station

EcoBike Station è una smart station. Grazie a un’app, o grazie allo schermo che sarà possibile trovare sul luogo stesso, l’utente potrà accedere a tutte le funzionalità messe a disposizione dalla stazione. Procurarsi prodotti e attrezzature per viaggiare come dispositivi smart, accessori per le biciclette, abbigliamento tecnico e servizi di noleggio e riparazione. La stazione funge da info point, charging station, quick shop e personal locker.

Smart Cycling

Il progetto riguarda l’ideazione e la creazione di un sistema di “bike sharing turistico”. La gestione dei noleggi e i relativi pagamenti, avverranno tramite app. Lo sviluppo della piattaforma ha come scopo quello di implementare la mobilità green guidando l’utente a una scoperta consapevole del territorio italiano. L’utilizzo è possibile grazie ad un lucchetto smart, alimentato da un piccolo pannello fotovoltaico, che permette di sbloccare la bicicletta dalla stazione di sosta.

Witoor Go

Witoor Go vuole rendere smart, accessibile e sicura la partecipazione ad eventi sportivi e iniziative turistico-attive. L’idea è quella di offrire una piattaforma di servizi sia digitali che fisici. Witoor Go crea una connessione semplice e veloce tra chi offre un prodotto o un servizio rivolto al cicloturista, e l’utente finale. La piattaforma segue il cicloturista in tutte le fasi della sua esperienza su due ruote: prima attraverso la ricerca di eventi e percorsi e fornendo informazioni logistiche. Witoor Go segue il turista durante il percorso con live tracking e dopo con la condivisione dell’esperienza, un archivio di raccolta dei percorsi e dati statistici.

Wintergeister entra nel mercato delle biciclette

Wintergeister entra nel mercato delle biciclette

Protagonista nella manutenzione di attrezzature per sport invernali e allestimenti per negozi, Wintergeister si affaccia ora sul mercato delle biciclette. Propone soluzioni innovative per la pulizia, l’asciugatura, lo stoccaggio e la gestione.
Dal mondo dello sci a quello del ciclismo, c’è solo un passo. L’azienda austriaca ha appena lanciato i suoi “Bike Services” in tutto il mondo. E avrebbe presentato il nuovo progetto all’Eurobike 2020 con uno stand interamente dedicato: Come abbiamo visto, però, il festival è stato annullato a causa dell’epidemia.

Soluzioni economiche ed ecologiche

La gamma dei prodotti offerti si articola in quattro aree distinte: pulizia, asciugatura, stoccaggio e gestione.
In un comunicato stampa, Wintersteiger segnala di aver sviluppato due impianti di pulizia, di cui uno completamente automatico. L’impianto utilizza la tecnologia delle spazzole morbide e la bassa pressione per non alterare i fragili telai e componenti. Una soluzione economica ed ecologica perchè bastano due soli minuti e un litro d’acqua per ogni bicicletta.

Negli ultimi due decenni, gli automi hanno gradualmente sostituito la manutenzione degli sci manuali che ora sono completamente affilati e lavati da macchine” ha affermato Daniel Steininger, direttore sportivo di Wintersteiger in una nota.
“Allo stesso tempo, siamo all’inizio di una nuova era per quanto riguarda la manutenzione delle biciclette. Il cliente porta la sua bicicletta sporca e da riparare al negozio e la ritira lavata dopo la riparazione.” Un’offerta aggiuntiva da parte dei negozi che potrebbe divenire la normalità nel futuro.

Software di essiccazione, stoccaggio e noleggio

Wintersteiger ha inoltre lavorato a tutta una serie di soluzioni per l’asciugatura professionale e igienica di indumenti e scarpe sportive da portare sui luoghi di lavoro. Ha pensato persino alla progettazione e all’arredamento dei locali. Si tratta di un sistema di sospensione chiamato Easystore che permette il deposito delle biciclette. Può essere montato a parete o a soffitto e permette un’ottimizzazione dello spazio. Il software di noleggio biciclette Easyrent e il modulo software Easywork consentono la gestione del noleggio, della manutenzione, della riparazione e del montaggio delle biciclette.

Bonus mobilità: malfunzionamenti del portale esercenti

Bonus mobilità: malfunzionamenti del portale esercenti

Dal 19 ottobre è possibile, per gli esercenti bici, e-bike e di mezzi di trasporto green, registrarsi alla piattaforma online per poter ricevere le richieste degli idonei al Bonus Mobilità.
La pratica è stata attivata a sole due settimane di distanza dal tanto agognato 3 novembre.
Una data fatidica per tutti coloro che intendono ricevere un rimborso per una bici già acquistata e per chi, invece, ha intenzione di richiedere un bonus da spendere entro dicembre.

La registrazione da parte dei negozianti sulla piattaforma del buono mobilità – si sottolinea in un Comunicato del Ministero dell’Ambiente – è necessaria per partecipare al programma che eroga agevolazioni fino al 60% del valore del mezzo acquistato con un buono che comunque non può superare i 500 euro.”

Chi può registrarsi

Secondo il comunicato del Ministero dell’Ambiente possono far richiesta gli esercenti di biciclette classiche o a pedalata assistita, di handbike nuove o usate; i venditori di veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, come hoverboard, monopattini elettrici e segway.

Come funziona il portale del Ministero dell’Ambiente

Dal 3 novembre, quando la piattaforma sarà aperta agli acquirenti, chi avrà già comprato il mezzo (entro il 2 novembre) potrà chiedere il rimborso presentando la fattura o lo scontrino parlante. Chi, invece, non avrà ancora fatto l’acquisto potrà chiedere la generazione del buono da utilizzare per ottenere lo sconto presso l’esercente prescelto tra coloro che si sono iscritti su www.buonomobilita.it.

Il primo giorno

Già nelle prime 24 ore dall’attivazione del portale le registrazioni degli esercenti erano arrivate a 500.
“È un’ottima risposta – dichiara il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – significa che si sente la necessità di mobilità sostenibile, soprattutto in questo periodo delicato dal punto di vista sanitario. Usare la bicicletta o un veicolo elettrico o ancora i servizi di mobilità condivisa comportano meno inquinamento nelle nostre città e una maggiore tutela della nostra salute”.

L’inghippo

Possono registrarsi solo coloro che svolgono l’attività con il codice ATECO previsto nella lista che viene allegata dal Ministero dell’Ambiente.
Ma due settimane sono poche per risolvere eventuali problemi o imprevisti. E appena se ne presenta uno non c’è la preparazione necessaria per risolverlo. È il caso di un artigiano che produce biciclette a pedalata assistita.
L’imprenditore aveva segnalato problemi nella registrazione della propria attività sul portale online perché il suo codice Ateco non è previsto nella lista fornita dal Ministero.

Eppure il suo Codice ATECO è il 30.91.12. Esattamente quello per la “fabbricazione di cicli muniti di motore ausiliario”. Un imprevisto che andava evitato.
Ma non è un caso solitario. Dalla lista dei codici ATECO idonei sono esclusi i 45-XX-XX. Codici che raggruppano gli esercenti di cicli e motocicli e i negozi di mobilità elettrica. Dunque esattamente i diretti interessati dal bonus mobilità.
Se non mi registro perdo l’opportunità di accedere a tutti coloro che comprano bici con il bonus mobilità” lamenta un esercente che non riesce ad accedere al portale.

È escluso, dunque, dalla possibilità di registrarsi al portale chi possiede un negozio che vende moto e scooter elettrici, ma ai quali, nel tempo, ha affiancato biciclette con pedalata assistita e monopattini.
Sono però risultati idonei i titolari di commercio all’ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l’agricoltura. Non mancano all’appello i codici del commercio all’ingrosso di prodotti chimici per l’industria, i commercianti di carburante e di mobili per la casa.
Per adesso chi ha segnalato il problema è riuscito a risolverlo. Resta però l’inefficienza di fondo. Verrà corretta la lista di codici autorizzati ad accedere al portale?

Le restrizioni sugli spostamenti per contenere il coronavirus fermano l’Eurobike 2020

Le restrizioni sugli spostamenti per contenere il coronavirus fermano l’Eurobike 2020

L’Eurobike 2020, nella sua speciale edizione, previsto dal 24 al 26 novembre è stata annullato a causa delle nuove norme per contrastare il Coronavirus.
Il riesame della situazione di crisi dovuta all’epidemia ha costretto il Salone Congressi di Friedrichshafen a prendere questa sofferta decisione. Gli organizzatori stanno ora sviluppando un formato live in loco per il prossimo anno. La volontà è quella di andare incontro alle future esigenze del settore. Data e dettagli saranno annunciati a tempo debito.

Le dichiarazioni di Klaus Wellmann

All’inizio di maggio, gli organizzatori avevano già deciso di spostare Eurobike 2020 da settembre a novembre.
“Il nostro concetto di igiene e sicurezza, e il numero positivo di registrazioni per l’Eurobike Special Edition ci avevano dato motivo di essere ottimisti fino a poco tempo fa. Purtroppo, gli ultimi sviluppi richiedono ora un ripensamento. È diventato estremamente improbabile che la situazione degli spostamenti migliori entro la fine di novembre. Anche il temporaneo divieto di alloggio rappresenta un ulteriore ostacolo. Di conseguenza ora è nostro dovere agire in modo responsabile. È in questo contesto e con il cuore pesante che abbiamo deciso di posticipare l’incontro dell’industria della bicicletta all’Eurobike di Friedrichshafen del prossimo anno ” annuncia Klaus Wellmann, CEO di Messe Friedrichshafen.

Uno sguardo al futuro

A causa del numero crescente di infezioni, le restrizioni sugli spostamenti che inizialmente riguardavano solo i paesi al di fuori dell’Europa sono state recentemente estese a un numero crescente di paesi europei e alle stesse regioni all’interno della Germania. Inoltre, molte aziende hanno annunciato divieti più severi sugli spostamenti interni. Il successo dell’Interboot Festival di settembre aveva dato una forte spinta e grande entusiasmo riguardo alle tematiche da trattare all’Eurobike.
“Ma ora, in definitiva, non c’è altra alternativa che annullare l’evento per quest’anno” spiega il capo di Eurobike, Stefan Reisinger. “Dopo che numerosi partecipanti hanno recentemente dichiarato la loro intenzione di non partecipare, l’Eurobike Special Edition 2020 non può più adempiere al suo compito di riunire domanda e offerta ” continua l’organizzatore, prima di guardare al futuro: “La nostra priorità ora è impostare la rotta per l’evento 2021, in modo da trovare il modo migliore per riunire il settore della bicicletta a Friedrichshafen e portarlo avanti. Annunceremo i dettagli a tempo debito. “

Inutile dire che Messe Friedrichshafen rimborserà ai partecipanti Eurobike eventuali quote e biglietti per gli espositori.

Per tutte le altre informazioni, visitare il sito di Eurobike.

In Gazzetta Ufficiale il decreto con i fondi da investire in piste ciclabili e per la sicurezza in aree urbane

In Gazzetta Ufficiale il decreto con i fondi da investire in piste ciclabili e per la sicurezza in aree urbane

In linea con il decreto “rilancio” del bonus mobilità, è uscito sul n. 251 della Gazzetta Ufficiale del 10 ottobre 2020 il Decreto del 12 agosto 2020 riguardo i fondi destinati alle piste ciclabili.

Il decreto prevede lo stanziamento di risorse per una serie di interventi infrastrutturali “per la progettazione e la realizzazione di ciclopiste turistiche e ciclostazioni, nonché per la progettazione e la realizzazione di interventi concernenti la sicurezza della ciclabilità cittadina”.

Un’ ulteriore spinta alla mobilità green

Le motivazioni sono chiare e in linea con quelle del decreto “rilancio” che prevede lo stanziamento di fondi per il bonus mobilità:

  1. Innanzitutto “la valenza strategica della promozione dello sviluppo della mobilità ciclistica, quale modalità di spostamento ecosostenibile”;
  2. La necessità di promuovere, inoltre, in area urbana e metropolitana, la mobilità ciclistica come mezzo di trasporto congruente con le misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Uno “strumento idoneo, dunque, a limitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici e a ridurre l’impiego dei mezzi privati”;

Un decreto per pedalare in sicurezza

Si è tenuto conto, finalmente, della “necessità di assicurare alla mobilità ciclistica adeguati livelli di sicurezza” mediante l’ampliamento della rete ciclabile e delle corsie ciclistiche presenti in aree urbane e metropolitane.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto fornire, così, una risposta alle esigenze di mobilità in modo tale da garantire sia una limitazione all’utilizzo delle auto, sia un contenimento delle difficoltà dei trasporti pubblici ad accogliere elevati numeri di passeggeri. Tutto questo in un’ottica di mitigazione dei rischi legati a un sovraffollamento dei mezzi pubblici e per un maggiore controllo del rischio epidemiologico.

Le cifre stanziate

Il decreto reca l’assegnazione di 137.244.458 euro totali da spartire nel biennio 2020/21:
Nel primo anno è stato previsto di stanziare 51.444.458 euro, mentre per il 2021 saranno messi a disposizione dei comuni e delle città che ne faranno richiesta 85.800.000 euro.

Chi sono i destinatari

Le risorse sono destinate alle città metropolitane, ai comuni capoluogo di città metropolitane, ai comuni capoluogo di regione o di provincia e ai comuni con popolazione superiore ai 50.000 abitanti.

Un secondo criterio di idoneità per ottenere i fondi stanziati dal Ministero riguarda quei comuni che hanno già adottato i Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile (PUMS) e i Piani urbani della Mobilità Ciclistica denominati «biciplan».
Tali piani prevedono infatti una serie di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, quali l’ampliamento della rete ciclabile e la realizzazione di corsie ciclabili.

Si è tenuto conto anche delle città con atenei universitari. Si parla infatti di investire nell’immediata realizzazione di piste ciclabili di collegamento tra le università e le principali stazioni ferroviarie.

Tutto questo al fine di far fronte all’incremento della mobilità ciclistica a seguito delle misure adottate per limitare gli effetti dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Criteri di ripartizione dei fondi

a)  30% a favore delle città metropolitane;

b) 40% a favore dei comuni capoluogo delle città metropolitane;
 
c) 27% a favore dei comuni con popolazione residente superiore a 50.000 abitanti;

d) 3% a favore dei comuni capoluogo di regione o di provincia con popolazione residente inferiore a 50.000 abitanti.

Nella definizione delle risorse si è inoltre considerato il principio di riequilibrio territoriale in favore delle Regioni del Mezzogiorno.
Si assicura, perciò, che il 34% delle risorse verrà destinato al “finanziamento della progettazione e della realizzazione di interventi localizzati  all’interno dei territori di città metropolitane o comuni presenti nelle regioni del Sud Italia”.

Tempistica ed attuazione degli interventi

  • Gli enti locali beneficiari delle risorse devono provvedere alla realizzazione degli interventi entro 22 mesi dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta.
  • Entro due mesi dalla realizzazione degli interventi, e comunque, non oltre i ventiquattro mesi dalla pubblicazione del decreto, gli enti beneficiari dei finanziamenti devono provvedere a inviare alla Direzione generale per i Sistemi di Trasporto ad impianti fissi ed il trasporto pubblico locale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la rendicontazione relativa all’intervento finanziato.
  • Il mancato adempimento da parte dell’ente locale degli obblighi di rendicontazione, determina la revoca del finanziamento.
  •  Le disponibilità derivanti dalla realizzazione di ciclostazioni e di interventi concernenti la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina, sono destinate al finanziamento di ulteriori interventi con le stesse finalità volute dal decreto.
Eurobike Festival: Un’area separata per il trend delle cargo bike

Eurobike Festival: Un’area separata per il trend delle cargo bike

All’Eurobike Special Edition (24-26 novembre 2020), il tema di tendenza delle cargo bike ha il suo spazio espositivo separato: sono stati selezionati i primi argomenti e punti all’ordine del giorno.

Le cargo bike sono di tendenza – e il motivo non sembra essere solo il lockdown dovuto al Coronavirus.
Secondo un sondaggio del progetto europeo CityChangerCargoBike, nel 2019 il tasso di crescita in Europa tra i 38 produttori di cargo bike è stato di circa il 60%. Per il 2020 è previsto un ulteriore aumento del 53%.
La crescente domanda sta portando sul mercato della bici nuovi attori con nuove idee e temi proposti. Anche i produttori ormai affermati lavorano al costante perfezionamento dei loro prodotti.
Per offrire una panoramica dei nuovi sviluppi, è stato riservato uno spazio espositivo separato per tutto ciò che riguarda le bici da carico nell’edizione speciale Eurobike nello Zeppelin Cat Hall A1.

Nuove tecnologie per una guida più dinamica e sportiva

“È un piacere vedere che la domanda di cargo bike è in continuo aumento” afferma Dirk Heidrich, direttore dell’Eurobike Show, indicando gli oltre 25 espositori nell’area Cargo per il 2020. Tra loro specialisti internazionali come Urban Arrow, Johansson con il mio Esel, Douze, Citkar, Muli e Winther.
Le cargo bike in mostra, a due o tre ruote, mostrano una tecnologia migliorata, raffinata e sviluppata. Tutto questo per consentire una guida più sportiva e dinamica. Le cargo bike longtail con portapacchi estesi sono in aumento, perché consentono di trasportare un carico maggiore ma sono anche compatte quando devono essere parcheggiate. D’altra parte, c’è ancora poca richiesta per i modelli a quattro ruote, ma nascondono grandi potenzialità e potrebbero svolgere un ruolo importante in futuro.

Arne Behrensen, che dedica la sua piattaforma cargobike.jetzt a questo argomento di tendenza e sta lavorando insieme al team del festival allo sviluppo di un programma per l’area speciale, aggiunge: “È molto importante per un mercato in crescita come il segmento delle cargo bike, avere un luogo di incontro dove le persone possano scambiare idee, visualizzare prodotti e discutere le sfide da affrontare. Eurobike offre una piattaforma perfetta per tutto questo.”

I temi affrontati

Quattro grandi temi sono all’ordine del giorno alla fine di novembre a Friedrichshafen nel programma di accompagnamento di presentazioni e dibattiti organizzati dalla Eurobike Academy sul tema delle cargo bike.

  • Il primo di questi è uno sguardo più da vicino alla crescita e alle tendenze del mercato con il progetto CityChangerCargoBike. Dopo la tale indagine, i piani del progetto finanziato dall’UE includono anche una prima panoramica paneuropea del mercato online.
  • Il secondo punto all’ordine del giorno è la sicurezza. Poiché trasportano carichi pesanti, il telaio e le parti delle bici da carico devono sopportare maggiori sollecitazioni. I produttori di componenti stanno approfondendo l’argomento e stanno introducendo sul mercato linee di carico speciali come motori, freni e pneumatici.
  • Sono in corso lavori su uno standard di sicurezza europeo per le bici da carico. Lo sharing è un argomento interessante non solo per i fornitori privati ​​e commerciali, ma anche per i partner municipali. Nuovi concetti e finanziamenti stanno fornendo ripetutamente nuovi stimoli, non solo nelle regioni urbane ma anche nelle zone rurali. Anche vicino al Lago di Costanza stanno avvenendo una serie di sviluppi per rendere l’Area Cargo di interesse per aziende regionali e comuni.
  • Ultimo all’ordine del giorno è il trasporto passeggeri, che è ora soggetto a nuove normative e definizioni chiare nella nuova versione del regolamento tedesco sul traffico stradale (StVO). Di conseguenza, anche gli adulti possono essere trasportati in bicicletta, purché dotati di un sedile adeguato. Questo porta a nuove opportunità e tipologie di bici soprattutto per il trasporto passeggeri. Anche il velocar, un piccolo veicolo a pedali simile a un’auto per due persone, può godere di una futura rinascita.

L’esperienza pratica e i test ride sono molto importanti per tutti questi nuovi prodotti. Questo è il motivo per cui l’edizione Eurobike 2020 sarà caratterizzata da un’ampia area di prova.
“Continuiamo a sperimentare un grande interesse nel testare la crescente varietà di cargo bike”, sottolinea Behrense.

L’edizione speciale di Eurobike 2020 si svolge dal vivo a Friedrichshafen dal 24 al 26 novembre ed è aperta solo ai visitatori professionali. I biglietti sono disponibili esclusivamente online. Per tutte le altre informazioni, visitare: www.eurobike.com.