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BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

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International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

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Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

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Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.

BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

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International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

Registrati qui

Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

Scopri i percorsi >

Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.

BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

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International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

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Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

Scopri i percorsi >

Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.

BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

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International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

Registrati qui

Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

Scopri i percorsi >

Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.

BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

Registrati qui

International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

Registrati qui

Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

Scopri i percorsi >

Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.

BikeUP 2026 a Parma: la mobilità elettrica e il cicloturismo raddoppiano l’appuntamento

Dal 12 al 20 settembre 2026, Parma diventa l’hub di riferimento per gli amanti delle due ruote, del viaggio open air e dei nuovi modi di muoversi in città. La nuova edizione di BikeUP alza la posta in gioco e si rinnova profondamente: nove giorni ricchi di iniziative che si divideranno su due scenari differenti per abbracciare ogni sfaccettatura del mondo bike.

Un’unica visione tra viaggio, sostenibilità e vita quotidiana

L’edizione 2026 mostra come la bicicletta colleghi tempo libero, vacanze e mobilità di tutti i giorni. Dalle avventure in e-bike e camper agli spostamenti urbani in cargo bike, fino alle soluzioni inclusive firmate Remoove per persone con disabilità, l’evento punta su praticità, sostenibilità e riscoperta del territorio.

La sinergia con il Salone del Camper: una scelta strategica

La vera novità logistica di quest’anno è l’ingresso strutturato di BikeUP nel Padiglione 2 delle Fiere di Parma, in concomitanza con il Salone del Camper.

Un’alleanza naturale che nasce da un’abitudine sempre più diffusa: chi viaggia in camper ama portare con sé una bici a pedalata assistita per esplorare in libertà le mete raggiunte. Questo spazio condiviso farà da ponte tra produttori, fornitori di servizi e un pubblico già orientato al turismo all’aria aperta.

In questa sede, oltre agli stand espositivi, il pubblico troverà corsi dedicati a meccanica e biomeccanica, speech sul turismo lento, test di auto elettriche targati Tesla e l’importante presenza di Remoove, realtà focalizzata su soluzioni di mobilità inclusiva e mezzi adattati per persone con disabilità.

Come è organizzato l’evento: sedi e date

1. BikeUP Travel Days (Focus Cicloturismo e Viaggi)

  • Quando: Dal 12 al 20 settembre 2026
  • Dove: Fiere di Parma (Padiglione 2, interno al Salone del Camper)
  • Cosa fare: Prove su strada di e-bike, raduni e talk su viaggi e territori, workshop tecnici, test drive Tesla e consulenze per il trasporto inclusivo curati da Remoove.
  • Accesso: Incluso nel biglietto del Salone del Camper.

2. BikeUP Festival (L’evento diffuso in città)

  • Quando: Sabato 19 e domenica 20 settembre 2026
  • Dove: Parco della Cittadella (Parma)
  • Cosa fare: Un vero e proprio parco giochi all’aperto per gli appassionati di ciclismo urbano e famiglie. In programma prove di e-bike e cargo bike su tracciati dedicati, escursioni guidate, attività pratiche e percorsi in MTB per i più piccoli coordinati da tecnici della Federazione. L’evento si inserisce nel quadro della Settimana Europea della Mobilità e dell’Alé Parma Sport Festival.
  • Accesso: Gratuito.

La novità dell’anno: i “BikeUP Cargo Days” con Biga

Nel fine settimana del 19-20 settembre, la cornice del Parco della Cittadella farà da battesimo ai BikeUP Cargo Days, progetto sviluppato fianco a fianco con l’azienda milanese Biga.

Biga è una realtà specializzata in mezzi da carico pensati sia per le esigenze delle famiglie (trasporto bimbi) sia per le necessità del lavoro urbano (logistica dell’ultimo miglio). Durante le due giornate, cittadini e professionisti potranno testare sul campo questi veicoli speciali, toccando con mano la rivoluzione della mobilità merci e persone che sta prendendo piede in tutta Europa.

L’evento in sintesi

ManifestazionePeriodoSedeProposta e AttivitàModalità d’ingresso
BikeUP Travel Days12 – 20 Settembre 2026Fiere di Parma (Pad. 2)Esposizione outdoor, cicloturismo, mobilità inclusiva (Remoove), test e-bike e TeslaCompreso nell’ingresso al Salone del Camper
BikeUP Festival & Cargo Days19 – 20 Settembre 2026Parco della Cittadella (Parma)Villaggio green, prove cargo bike (con Biga), percorsi per ragazzi e famiglieGratuito

Alta Valtellina Bike Marathon: com’è andata la grande sfida sullo Stelvio

Si è chiusa con un grande successo la 16ª edizione dell’Alta Valtellina Bike Marathon, la celebre gara organizzata da FollowYourPassion (MG Sport). Sabato 25 luglio, oltre 700 appassionati di mountain bike si sono ritrovati a Rasin (Valdidentro) per pedalare tra i sentieri del Parco Nazionale dello Stelvio, superando i 2.300 metri di quota sotto un bellissimo sole estivo.

Tre i percorsi di gara, tutti con partenza e arrivo a Rasin:

  • Marathon (100 km – 3.300 m di dislivello)
  • Endurance (76 km – 2.400 m di dislivello)
  • Classic (44 km – 1.500 m di dislivello)

Com’è andata la gara: i vincitori e i podi

Marathon 100 km

Nel percorso regina, il marchigiano Alessio Agostinelli (Lee Cougan Basso Factory Racing) firma l’impresa al suo esordio, allungando sul Passo Alpisella e chiudendo in solitaria in 4h32’36”. Tra le donne s’impone Greta Recchia (Team Granfondo Almas Bike Experience) in 5h20’19” dopo un primo duello con Debora Piana.

  • Podio Uomini: 1. Alessio Agostinelli (4h32’36”) | 2. Lorenzo Allodi (4h34’06”) | 3. Anton Sintsov (4h35’44”)
  • Podio Donne: 1. Greta Recchia (5h20’19”) | 2. Debora Piana (5h25’27”) | 3. Maria Cristina Nisi (5h45’14”)

Endurance 76 km

Sui 76 km trionfa il bresciano Roberto Baccanelli (Team Todesco) in 3h21’52”. In campo femminile domina la valtellinese Giulia Cola (U.S. Bormiese), che vince nettamente davanti al suo pubblico in 4h30’11”.

  • Podio Uomini: 1. Roberto Baccanelli (3h21’52”) | 2. Michele Pozzi (3h24’51”) | 3. Ivan Del Fatti (3h37’00”)
  • Podio Donne: 1. Giulia Cola (4h30’11”) | 2. Federica Sesenna (4h39’17”) | 3. Alessandra Cafiso (4h42’13”)

Classic 44 km

Sul tracciato corto si confermano i campioni dell’anno scorso: bis per il giovane valtellinese Michele Falciani (2h03’36”) e per Manuela Pedrana (2h28’52”).

  • Podio Uomini: 1. Michele Falciani (2h03’36”) | 2. Antonio Vittori (2h06’34”) | 3. Davide Bondi (2h06’54”)
  • Podio Donne: 1. Manuela Pedrana (2h28’52”) | 2. Tinetta Thanei (2h45’02”) | 3. Vittoria Girardi (2h45’05”)

Qualificazione mondiale e festa al Bike Village

  • Pass per i Mondiali: La gara faceva parte del circuito MYTHOS® Marathon World Series e ha messo in palio i pass di qualificazione per i Campionati del Mondo MTB Marathon Master (in programma a San Martino di Castrozza il 12-13 settembre).
  • Festa e servizi: Il punto di ritrovo è stato il Bike Village di Rasin, con lavaggio bici, docce, assistenza meccanica e il classico Pizzocchero Party per tutti a partire dalle 12:00.
  • Premi e squadre: Oltre ai premi per i singoli corridori, sono stati premiati i club più veloci (“Top Team”) e quelli più numerosi arrivati da più lontano (“Special Team”).
  • Turismo: L’evento è stato un successo anche per la promozione del territorio (Valdidentro, Bormio, Livigno e Valdisotto) con tanti pacchetti soggiorno curati da Bormio Booking.

Il Calendario 2026 di MG Sport (FollowYourPassion)

La gara in Valtellina è stata uno degli appuntamenti principali del ricco programma 2026 targato MG Sport:

  • 7 febbraio: Bergamo Urban Night Trail
  • 8 febbraio: Bergamo21
  • 18 aprile: MilanoTRI / Milano10K
  • 19 aprile: Roma Appia Run
  • 1 maggio: ChiaTRI
  • 3 maggio: Olbia21
  • 19 giugno: Milano Linate Runway Run
  • 28 giugno: LovereTRI

Prossimi appuntamenti in programma

  • 3-4 ottobre: PeschieraTRI
  • 4 ottobre: Monza Half Marathon
  • 22 novembre: Milano Half Marathon

Ducati Cycling: le nuove “due ruote” high-performance debuttano il 3 settembre all’International Bike Festival

Il prossimo 3 settembre 2026, l’International Bike Festival di Misano Adriatico ospiterà uno dei debutti più attesi dell’anno: la presentazione ufficiale della nuova gamma di biciclette ad altissime prestazioni firmata Ducati Cycling.

Sviluppata in sinergia con il Gruppo Zecchetto, colosso con oltre trent’anni di esperienza nel settore del carbonio e dei materiali compositi, la nuova linea segna l’ingresso ufficiale di Ducati nel segmento high-performance attraverso tre piattaforme specifiche dedicate a strada, gravel ed E-MTB.

L’anteprima mondiale al World Ducati Week

La community dei “ducatisti” ha già potuto respirare l’aria di questa rivoluzione durante il World Ducati Week al Misano World Circuit. In un fine settimana fortemente simbolico — coinciso con la partenza del Tour de France a Barcellona — il booth Ducati Cycling ha mostrato in anteprima assoluta le linee delle nuove biciclette.

L’unione tra i due mondi è stata celebrata anche in pista: Vincenzo Nibali ha scambiato, per un giorno, i pedali con i cavalli della Ducati Panigale V4 S, completando dieci giri di pista e confermando l’incredibile affinità dinamica tra le due discipline: «Ci sono molti punti di contatto con la guida della bicicletta, come il modo di affrontare le curve, spostare il peso e disegnare le traiettorie», ha dichiarato lo “Squalo dello Stretto”.

Un team di sviluppo da leggenda: 5 tester d’eccezione

Per garantire che il comportamento dinamico delle biciclette rispecchiasse la leggendaria precisione di guida delle moto di Borgo Panigale, Ducati e il CEO del Gruppo Zecchetto, Philippe Zecchetto, hanno coinvolto nello sviluppo e nella validazione delle geometrie cinque campioni assoluti del ciclismo:

  • Vincenzo Nibali: uno dei pochissimi corridori della storia ad aver conquistato la “Tripletta” (Giro, Tour e Vuelta) e due Classiche Monumento.
  • Elia Viviani: campione olimpico a Rio 2016, oro mondiale a Santiago 2025 e velocista tra i più versatili della sua generazione, coinvolto direttamente anche come consulente di Progetto.
  • Alessandro Petacchi: dominatore delle volate con oltre 180 successi in carriera.
  • Gianni Bugno: due volte Campione del Mondo su strada e vincitore del Giro d’Italia 1990.
  • Lorenzo Suding: pluricampione italiano di Downhill, incaricato di perfezionare la risposta dinamica della piattaforma E-MTB nei contesti off-road più estremi.

I cinque campioni, insieme a Claudio Domenicali (CEO di Ducati Motor Holding), hanno tenuto a battesimo il progetto incontrando i fan e i primi curiosi a Misano.

Quando e dove scoprire la nuova gamma Ducati Cycling

I tre modelli (strada, gravel ed E-MTB) condividono la medesima filosofia progettuale: integrazione totale delle soluzioni tecniche, ricerca estrema sui materiali e un’ossessione per il controllo e la qualità di guida.

I dettagli tecnici, i prezzi, il design e la disponibilità sul mercato verranno svelati solo il 3 settembre 2026 all’apertura dell’International Bike Festival. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tecnologia e della velocità, pronti a scoprire come il “rosso” Ducati sia pronto a conquistare anche i sentieri e i passi alpini.

Ciclologistica e Cargobike: BOSCH eBike Systems promuove la rivoluzione dell’ultimo miglio all’ International Bike Festival

La mobilità urbana e la logistica delle merci stanno vivendo una transizione senza precedenti. In questo scenario, BOSCH eBike Systems si conferma capofila dell’innovazione promuovendo la giornata di alta specializzazione “Ciclologistica e cargobike – modelli di sviluppo per l’ultimo miglio e la mobilità urbana”.

L’evento, realizzato da TRT-Academy in collaborazione con EIT Urban Mobility (organismo dell’Unione Europea), si terrà il 5 settembre al Misano World Circuit, nel contesto dell’International Bike Festival. Grazie alle borse di studio messe a disposizione proprio da BOSCH ed EIT-Urban Mobility, la partecipazione al corso è completamente gratuita previa iscrizione.

Risolvere la sfida dell’ultimo miglio con la tecnologia

La logistica dell’ultimo miglio rappresenta la fase più complessa e inquinante della distribuzione urbana. Il percorso formativo mira a fornire soluzioni concrete per conciliare l’efficienza delle consegne con le restrizioni al traffico (come le ZTL) e gli obiettivi ambientali delle città. Il corso si rivolge a un’ampia platea di stakeholder: corrieri, operatori logistici, commercianti (retail e GDO), pubbliche amministrazioni, investitori e pianificatori urbani.

Il Programma della Giornata

La giornata del 5 settembre sarà strutturata in due momenti speculari:

  • Mattina (10:00 – 13:00) | Sessione tecnica per operatori registrati:
    • Ore 10:00 – Ciclologistica e tecnologie: un focus su mercato, mezzi, modelli operativi e benefici per il trasporto merci.
    • Ore 11:00 – Pubblica Amministrazione e opportunità: analisi di progetti europei, pianificazione di micro-hub urbani e gestione delle ZTL.
  • Pomeriggio (dalle 15:00) | Sessione aperta a tutti i visitatori dell’IBF:
    • Ore 15:00 – Cargobike e servizi: casi applicativi nell’HoReCa, nei servizi di pubblica utilità, nel cicloturismo e negli spostamenti familiari.
    • Ore 16:00 – Cargobike test: prove pratiche su pista delle cargobike a cura di rivenditori, produttori e corrieri.

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International Bike Festival 2026

A Misano Adriatico torna il salone internazionale della bici e della mobilità urbana

L’attesa è quasi finita per la community delle due ruote. Dal 4 al 6 settembre 2026, il Misano World Circuit tornerà a trasformarsi nella capitale europea del ciclismo ospitando l’International Bike Festival (IBF). Organizzato da Movestro (società del gruppo IEG – Italian Exhibition Group), l’evento si è imposto fin dalla sua prima edizione nel 2018 come la piattaforma di riferimento assoluta in Europa per la bike industry e la urban mobility.

Tre giorni all’insegna dell’innovazione, dello sport e della passione, in un contesto unico che non solo unisce l’esposizione dei grandi marchi alle prove su pista, ma spazia dalle competizioni per ogni livello alle esibizioni freestyle, fino a tavole rotonde sul futuro delle due ruote e aree gioco pensate per i ciclisti di domani

Data: 4, 5 e 6 settembre 2026.

Luogo: Misano World Circuit “Marco Simoncelli”, Misano Adriatico (RN).

Ingresso: Gratuito, previa registrazione sul sito ufficiale (Free Ticket).

Espositori e Brand: Oltre 600 brand del settore (dato registrato nell’ultima edizione, elenco 2026 in costante aggiornamento). I visitatori potranno interfacciarsi direttamente con i produttori e scoprire in anteprima i nuovi modelli.

Partecipanti / Visitatori: Un successo di pubblico in costante crescita che ha registrato oltre 63.000 visitatori nell’ultima edizione.

Registrati qui

Alé Crew: il kit che trasforma il gruppo in squadra, unendo stile e performance per la community

Ispirata all’energia delle social ride e testata da campioni come Viviani, Bugno e Colbrelli, la nuova linea promette aerodinamica, leggerezza e un design unico ricco di contrasti.


C’è qualcosa di magico e indescrivibile nel pedalare in gruppo. Chiunque ami il ciclismo conosce bene quella sensazione di energia condivisa, quel ritmo sincrono che trasforma una serie di singoli ciclisti in un unico, potente organismo in movimento sulla strada. È proprio da questo profondo spirito di appartenenza, dal piacere puro di condividere chilometri, fatica e sorrisi, che nasce Crew, la nuovissima capsule collection presentata da Alé.

Pensata per accompagnare le uscite della community a partire da questa estate e fino al 2027, la linea Crew non è semplicemente un kit tecnico, ma un vero e proprio manifesto visivo firmato dal celebre marchio veronese, che da oltre trent’anni unisce la cura sartoriale del Made in Italy a un profondo know-how tecnologico nell’abbigliamento ciclistico d’alta gamma. Il nuovo kit unisce identità, performance e stile, traducendo in tessuto l’equilibrio perfetto tra la forza che nasce dalle gambe e l’ispirazione che prende forma dalla mente.

Un design denso di significati: Magnolia e Leopardo
Dal punto di vista estetico, Alé ha voluto superare i canoni tradizionali, raccontando una bellezza inedita nata dal contrasto di mondi opposti che trovano la loro perfetta sintesi in sella. Il kit si caratterizza infatti per l’accostamento di due elementi fortemente simbolici:

  • Il fiore astratto di magnolia, che incarna la forza interiore, la resilienza e la spiritualità.
  • Il manto del leopardo, emblema assoluto di istinto puro, velocità fulminea e determinazione atletica.

Il risultato è una combinazione dal forte impatto visivo, che esprime perfettamente le due anime del ciclista: la concentrazione e la calma interiore necessarie per affrontare la salita, e la grinta felina da sprigionare in pianura o durante una volata.

A testimonianza del valore di questa capsule, negli ultimi mesi il kit Crew è stato indossato e tenuto a battesimo durante le social ride del brand da una schiera di ambassador d’eccezione che hanno fatto la storia del ciclismo italiano: Alessandro Petacchi, Elia Viviani, Fabrizio Ravanelli, Sonny Colbrelli, Gianni Bugno e Anna Trevisi.

La Maglia Crew
Se l’estetica cattura l’attenzione, è la scheda tecnica a conquistare chi in bici cerca la massima performance. La maglia Crew appartiene alla prestigiosa linea PR.E (Pro Racing Experience) di Alé, la collezione che eredita direttamente le soluzioni tecniche sviluppate dal brand per i team professionistici.

Con un peso piuma di soli 110 grammi, la maglia sfrutta la tecnologia costruttiva Body Mapping, che posiziona in modo strategico tessuti differenti a seconda della zona del corpo, garantendo così una termoregolazione ideale. Sul corpo principale spicca il tessuto Rap Dry Carbon, arricchito con fibra di carbonio per offrire naturali proprietà antistatiche e antibatteriche. A questo si abbina il tessuto Micro Aero, che garantisce una rapida asciugatura.

L’aerodinamica è invece affidata alle maniche, realizzate nell’innovativo tessuto JET STRIPE. Si tratta di un materiale bielastico caratterizzato da una struttura tridimensionale a canaline, studiata specificamente per far scivolare i flussi d’aria e ridurre al minimo la resistenza aerodinamica.

Il Pantaloncino Crew
A completare il kit troviamo il pantaloncino Crew, che entra a far parte della famiglia top di gamma R-EV1 (Race-EVOLUTION). Questo capo rappresenta la massima espressione dell’innovazione uscita dai laboratori di ricerca Alé, concepito per sostenere i muscoli anche durante le lunghe distanze.

Il tessuto utilizzato offre una compressione muscolare bilanciata, pensata per ridurre il senso di affaticamento e ottimizzare il comfort dei ciclisti più esigenti. Oltre all’asciugatura istantanea, il pantaloncino vanta un’elevata schermatura dai raggi ultravioletti grazie alla protezione UPF 50+. Alé non ha dimenticato la sicurezza: il capo è arricchito da dettagli riflettenti posizionati in punti strategici, essenziali per migliorare drasticamente la visibilità del ciclista quando si affrontano gallerie o durante i rientri al crepuscolo dopo le lunghe pedalate estive.


Con la capsule Crew, Alé è riuscita a trasformare un completo tecnico di altissima gamma in un simbolo tangibile di unione. Un kit nato per chiunque veda il ciclismo non solo come una questione di tempi e distanze, ma come una strada da condividere, ricca di emozioni e passioni comuni.

Intervista a Bruno Raselli

Bruno Raselli insieme a Giancarlo Brocci

Bruno Raselli è il motore della NOVA Eroica Switzerland.

Dalle leggende del freeride alla polvere della NOVA Eroica Switzerland

Come la Valposchiavo e la Valtellina stanno ridisegnando il cicloturismo alpino.

Nella foto Bruno Raselli e Giancarlo Brocci | Crediti Valposchiavo Turismo

Per Bruno Raselli, l’arrivo della NOVA Eroica in Valposchiavo non è un fulmine a ciel sereno, ma il naturale compimento di una visione nata trent’anni fa.

“Questa valle ha le due ruote nel suo DNA”, ci racconta Raselli con l’orgoglio di chi ha fatto la storia dell’accoglienza ciclistica locale come presidente dello storico consorzio transfrontaliero Alta Rezia Bike, che univa 44 hotel tra Bormio, la Valposchiavo e l’Engadina. “Negli anni ’90, grazie all’intuizione di figure come Gigi Negri, abbiamo gettato le basi. Poi nei primi anni duemila siamo stati i pionieri assoluti del Freeride in quota, ospitando leggende mondiali del calibro di Hans Rey. Per lungo tempo questa è stata una terra promessa esclusivamente votata alla Mountain Bike. Oggi, sulla scia di questo nuovo trend globale che sta catturando tantissimi giovani, abbiamo capito che il mondo Gravel cercava una sua casa stabile sulle Alpi. Portare la Nova Eroica quassù è stata la nostra risposta a questo nuovo modo di intendere il viaggio e il territorio”.

Bruno, da dove è nata l’idea di portare l’Eroica tra queste montagne? Sei andato a “studiare” da vicino nel Chianti?

“In realtà, il colpo di fulmine operativo è scattato un anno fa. Sono stato alla NOVA Eroica in Istria per vedere da vicino come funzionava la loro prima edizione. Avevo già pedalato all’Eroica classica in Toscana, da solo, per passione. Ma l’Istria mi serviva per capire la macchina organizzativa di un evento moderno legato al gravel. Subito dopo abbiamo mandato giù a Buonconvento due nostre ragazze del team per respirare l’atmosfera e studiare ogni dettaglio. Quando sono tornate, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Siamo pronti”. Da lì è partita ufficialmente la nostra avventura organizzativa.”

Domani si parte. Hai già capito che tipo di ciclisti stanno arrivando per questa prima edizione?

“Con mia grande e bellissima sorpresa, c’è un numero altissimo di iscritti che ha scelto la sfida più dura: il percorso lungo da 125 chilometri e ben 3.460 metri di dislivello positivo. Sinceramente all’inizio pensavo: “Chissà se la gente se la sentirà…”. E invece i numeri ci stanno dando ragione: i veri gravelisti cercano l’epica della fatica alpina.

L’altra risposta incredibile è l’internazionalità: appena abbiamo aperto le iscrizioni, pronti-via, avevamo già dieci nazioni rappresentate sulla linea di partenza. Nelle ultime settimane, poi, si è mossa tantissimo la gente del posto: molti locali si sono iscritti al percorso corto, magari non hanno ancora le gambe per le grandi scalate, ma vogliono esserci. È una festa di tutta la comunità”.

Il nome ufficiale dell’evento è un manifesto geografico: “NOVA Eroica Switzerland | Valposchiavo – Valtellina”. Quanto conta questo legame transfrontaliero?

“Conta tantissimo, è la vera forza del progetto. Le montagne uniscono, non dividono. Un intero terzo del tracciato lungo si sviluppa oltre il confine, in territorio italiano, lungo i terrazzamenti della Valtellina. Non è solo una scelta logistica, è la dimostrazione di come due territori vicini possano fare squadra per offrire un’esperienza ciclistica che non ha eguali in Europa. Chi pedala domani non vedrà confini, vedrà solo un paesaggio monumentale condiviso”.

L’Eroica evoca le colline toscane, i vigneti e gli strappi del Chianti. Che tipo di Gravel troveranno invece i ciclisti quassù?

“Troveranno l’anima Alpina, senza filtri. Qui i dislivelli sono severi, molto più duri rispetto a quelli di Montalcino o Gaiole. In Toscana ci sono quei famosi “strappetti” ripidi ma brevi; qui ci sono chilometri e chilometri di salita vera, costante, d’alta quota. È un modo completamente diverso di interpretare il gravel.

Mi sono occupato personalmente del disegno dei tracciati, li ho pedalati e ripedalati decine di volte, cambiando ogni volta un dettaglio per renderli perfetti. Con il percorso lungo saliremo sul versante italiano delle montagne e, arrivati in cima, si spalancherà la vista su tutta la Valtellina. Sarà un’emozione pazzesca. Domani sera ascolteremo i commenti dei corridori, ma c’è una cosa a cui tengo particolarmente: questi tracciati non spariranno domenica sera. Li manuteremo tutto l’anno per consentire a qualunque appassionato di venire qui a ripeterli in autonomia nei mesi successivi.”

Oltre a essere il motore di questo evento, tu nasci come albergatore e imprenditore agricolo. La tua famiglia gestisce una delle realtà Bio più importanti della Svizzera…

“Sì, io nasco albergatore, anche se oggi l’hotel è passato nelle mani sapienti di mio figlio. Ma mio fratello porta avanti un’altra grande passione legata alla terra: abbiamo le più importanti coltivazioni di erbe officinali di tutta la Svizzera. Sono campi bellissimi, profumati, coltivati rigorosamente secondo i criteri del biologico. Posso farti uno spoiler? I ciclisti domani, durante la pedalata, ci passeranno esattamente in mezzo. Sarà un’esperienza sensoriale unica.”

La Valposchiavo è celebre nel mondo per la sua filosofia “100% Bio”. Questa NOVA Eroica è il manifesto definitivo del vostro turismo sostenibile?

“Assolutamente sì. La bicicletta – che sia gravel, muscolare o e-bike – è lo strumento perfetto per esplorare la nostra valle senza violarla. Il cicloturista è per definizione un viaggiatore rispettoso, che cerca la qualità della vita, il buon cibo pulito e la natura intatta. La NOVA Eroica sposa al millesimo la nostra filosofia di vita: dimostra che si possono portare centinaia di persone in quota creando indotto economico per alberghi, ristoranti e produttori locali, lasciando zero impatto sull’ambiente. Questo è il turismo che vogliamo.”

Bruno, domani si accendono i riflettori. Ma guardando oltre la linea del traguardo, qual è il tuo sogno per il giorno dopo?

“Il mio sogno è che domani sia solo la prima pietra di una nuova era per l’asse Valposchiavo-Valtellina. Voglio che questa traccia diventi un punto di riferimento permanente sul mappamondo del gravel internazionale. Sogno una valle dove i ragazzi del posto continuino a salire in sella, dove gli hotel siano pieni di viaggiatori con la bici e dove la cooperazione tra Svizzera e Italia diventi un modello da copiare. Domani mattina, quando vedrò la partenza della prima griglia, so già che mi emozionerò: dietro quel via ci sono trent’anni di lavoro, di sogni e di amore per questa terra”.

Jova Giro

“La bicicletta in Italia è una grande tradizione, proprio come la musica e il cibo. C’è bisogno di stare insieme.” – Lorenzo Cherubini

Il Jova Giro è il progetto di cicloturismo che accompagna il Jova Summer Party 2026, concepito per trasformare lo spostamento tra i grandi eventi musicali in un racconto del territorio italiano.

Il termine nasce dalla crasi tra il nome d’arte dell’artista e la struttura del giro d’italia, a sottolineare la natura itinerante e sportiva dell’impresa. Il viaggio si svolgerà tra il 9 agosto e il 9 settembre 2026, coprendo una distanza complessiva di circa duemila chilometri.

2000 Km la distanza totale che percorrerà Jovanotti in bici nel tour estivo

Il Percorso

Il percorso prevede come punto di origine e di arrivo la città di Roma. La partenza simbolica avverrà al Circo Massimo, per poi attraversare diverse regioni, con una particolare attenzione alle aree del sud Italia, valorizzando centri minori e strade secondarie spesso escluse dalle grandi rotte turistiche.

Le tappe sono intervallate dai fine settimana dedicati ai concerti, con percorrenze medie giornaliere variabili in base all’orografia del terreno. La chiusura ufficiale del progetto coinciderà con i due grandi eventi conclusivi previsti il 12 e il 13 settembre 2026 nuovamente al Circo Massimo. Pochi giorni prima dei suoi 60 anni. Essendo nato il 27 settembre del 1966!

Lorenzo e la bici

La scelta di Lorenzo Cherubini di utilizzare la bicicletta come mezzo di trasporto principale risiede in una filosofia di vita legata al ritmo umano. L’artista ha spesso dichiarato che la bicicletta riesce a mettere ordine ai suoi movimenti, permettendo alla testa di seguire una musica interiore costante. Una delle citazioni più celebri che sintetizza questo approccio è l’invito ad andare piano per andare lontano, un concetto che ribalta la frenesia dei tour tradizionali a favore di una visione del mondo simile a un film lento.

Sebbene non esistano brani interamente dedicati alla meccanica della bicicletta nel repertorio di Jovanotti, la cultura del viaggio su due ruote permea diverse sue produzioni. Il brano la mia ragazza magica è stato più volte utilizzato come colonna sonora dei suoi docu-trip, mentre il progetto non voglio cambiare pianeta rappresenta il manifesto visivo e sonoro delle sue traversate in solitaria.

Per quanto riguarda il coinvolgimento del pubblico, il jova giro non è strutturato come una pedalata collettiva aperta a tutti per ragioni di sicurezza e logistica, tuttavia l’artista promuove la partecipazione virtuale attraverso il racconto quotidiano, invitando gli appassionati a riscoprire i propri territori in autonomia.

La bici di Lorenzo

La bicicletta di Lorenzo Cherubini per le lunghe percorrenze è un esempio di ingegneria applicata al gravel estremo e al bikepacking, progettata per gestire carichi e terreni eterogenei. Si tratta di un telaio in acciaio realizzato su misura da specialisti italiani, scelto per la sua capacità di assorbire le vibrazioni e per la facilità di riparazione in caso di rotture strutturali durante il viaggio. La geometria è orientata al comfort sulla lunga distanza, con un interasse generoso che garantisce stabilità anche a pieno carico.

Lorenzo è alto sui 193 cm… un dato biometrico non trascurabile per chi si occupa di biomeccanica applicata alla bicicletta. Una statura simile richiede infatti una particolare attenzione nel setup della bici, specialmente per quanto riguarda la lunghezza delle pedivelle e l’altezza del tubo di sterzo. Per un ciclista alto quasi due metri, il telaio deve garantire una rigidità torsionale elevata per evitare flessioni indesiderate durante la pedalata, soprattutto quando la bicicletta è equipaggiata con borse da bikepacking che ne aumentano il baricentro e le inerzie.

Il gruppo trasmissione è una configurazione specifica per l’avventura, spesso caratterizzata da una guarnitura singola anteriore associata a una cassetta posteriore con un range di rapporti molto ampio. Questa scelta tecnica permette di affrontare pendenze elevate senza la complessità del deragliatore anteriore, riducendo i rischi di guasti meccanici.

Una staffetta aperta a tutti

La vera innovazione del Jovagiro è il suo spirito collettivo. Non sarà una corsa solitaria: Jovanotti ha invitato ufficialmente chiunque a unirsi alla carovana. “Ciclisti improvvisati, ex professionisti, atleti, cantanti: chiunque vorrà unirsi a questa carovana è il benvenuto”, ha dichiarato Lorenzo.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il modo in cui viviamo i grandi eventi. L’invito per tutti i fan è quello di lasciare l’auto a casa e raggiungere i cancelli dei concerti in bicicletta, creando una comunità in movimento che condivide fatica e gioia.

Dopo il successo del concerto bike-only ai Laghi di Fusine, l’obiettivo è trasformare il pubblico in una comunità attiva e dinamica.

Tappe tour

DataLocalitàSede Evento
7 agostoOlbiaArena Sound Park
12 agostoMontesilvanoMusic Arena
17 agostoBarlettaMusic Arena
22 agostoCatanzaroCalabria Music Arena
29 agostoPalermoIppodromo La Favorita
30 agostoPalermoIppodromo La Favorita
5 settembreNapoliIppodromo di Agnano
12 settembreRomaCirco Massimo
13 settembreRomaCirco Massimo

Pedalare per il territorio

Per Jovanotti, la bicicletta è gioia pura e un’occasione per ripensare la mobilità in Italia. Il “Jovagiro” nasce per dimostrare che un grande evento può essere faticoso, sostenibile e, proprio per questo, indimenticabile. Pedalare insieme permette di scoprire la bellezza nascosta delle province, ma richiede infrastrutture adeguate. Lorenzo sottolinea quindi l’urgenza di investire nelle ciclovie, considerandole asset strategici fondamentali per un turismo moderno e di qualità.

Nova Eroica: il lato dolce della salita

La Nova Eroica Prosecco Hills è un evento che ha saputo trovare l’equilibrio tra la sfida sportiva e il piacere del viaggio. Non serve una bici d’epoca e non serve vestirsi con maglie di lana pesanti: qui il ciclismo è moderno, versatile e aperto a tutti, ma conserva lo spirito di condivisione che ha reso celebre il marchio Eroica nel mondo.

Siamo nel cuore delle colline del Conegliano Valdobbiadene, un territorio fatto di pendii scoscesi e borghi medievali dove la bicicletta non è solo un mezzo di trasporto, ma lo strumento ideale per entrare dentro il paesaggio senza filtri.

Scopri i percorsi >

Dallo sterrato…

L’esperienza comincia alla Tenuta Borgoluce, a Susegana, che diventa il centro nevralgico dell’evento. L’atmosfera è quella di un grande festival all’aria aperta: si ritira il pacco gara, si controlla la pressione delle gomme e si parte. Una volta in sella, il percorso ti porta immediatamente fuori dalle strade trafficate.

Si pedala su un fondo misto che alterna asfalto rugoso a strade bianche compatte, che si snodano come nastri chiari tra i filari ordinati dei vigneti. Il paesaggio è un continuo saliscendi: le salite sono brevi ma spesso intense, capaci di scaldare le gambe, mentre le discese offrono panorami che si aprono improvvisi verso i castelli della zona o verso la piana del Piave.

…al brindisi finale

La fatica è una parte essenziale della giornata, ma è una fatica che non pesa. Viene interrotta dai ristori, che qui sono delle vere soste gastronomiche a base di formaggi locali, insaccati e prodotti del territorio. È l’antipasto di quello che succede all’arrivo: una volta posata la bici, ci si ritrova tutti insieme con le scarpe impolverate e il viso segnato dal sole per godersi un calice di Prosecco ghiacciato. È quel momento esatto, con il bicchiere in mano e la vista sulle colline appena attraversate, a dare un senso a ogni chilometro percorso.

Percorsi e distanze

L’organizzazione ha pensato a quattro diverse opzioni per permettere a chiunque, dal ciclista della domenica all’agonista esperto, di trovare la propria dimensione:

  • Via dei Castelli (55 km – 910 m D+): Un itinerario pensato per chi vuole pedalare senza fretta. Ci si impiegano circa 3 ore e lo sforzo richiesto è adatto a chi va più tranquillo, lasciando spazio per foto e soste.
  • Via delle Vigne Eroiche (94 km – 1.450 m D+): È il percorso più equilibrato. Qui si incontrano i tratti cronometrati per chi vuole testare la propria condizione. Il dislivello inizia a farsi sentire e servono circa 5-6 ore di sella.
  • Via dei Laghi (119 km – 2.100 m D+): Un tracciato impegnativo che richiede un buon allenamento di base. Le salite aumentano e il tempo di percorrenza sale a 7-8 ore.
  • Epic Route (228 km – 4.100 m D+): Una vera maratona che sconfina dalle colline verso le montagne. È una prova di resistenza pura per chi vuole stare in bici dall’alba al tramonto.

A differenza dell’Eroica classica di Gaiole, la versione “Nova” è dedicata alle bici moderne.

  • Bicicletta: La regina è la Gravel, perfetta per gestire i passaggi dallo sterrato all’asfalto. Vanno bene anche le bici da corsa, ma è caldamente consigliato montare pneumatici più larghi (almeno 28mm o 30mm) per evitare forature e avere più comfort sui tratti bianchi.
  • Abbigliamento: Si usa il normale kit tecnico da ciclismo moderno (pantaloncini con fondello di qualità, maglia traspirante, occhiali da sole). Il casco è obbligatorio per tutti.
  • Prezzi: L’iscrizione ha un costo che varia dai 75€ ai 95€ circa, a seconda di quanto tempo prima ci si registra. La quota comprende il dorsale, il pacco gara con prodotti locali, l’assicurazione e l’accesso ai ristori lungo tutto il tragitto.

I tratti cronometrati per chi vuole sempre mettersi alla prova.

Lungo il percorso non si corre sempre: i tratti cronometrati sono quattro sezioni specifiche in cui puoi spingere davvero e mettere alla prova gambe e fiato. Il resto è esperienza, qui invece si accende la sfida.

1° settore 3,74 km con +150 m di dislivello: breve ma subito intenso. Una salita secca per entrare in gara e trovare il ritmo.

2° settore 2 km e +140 m: ancora più compatto, esplosivo. Qui conta la capacità di spingere forte fin da subito.

3° settore 4,9 km con +210 m: il più lungo e impegnativo. Una salita vera, da gestire con testa oltre che con le gambe.

4° settore 3 km con +50 m: finale più scorrevole, meno duro ma perfetto per dare tutto quello che resta.

Valchiavenna 2025: oltre 100.000 passaggi e il boom dello Spluga “Road Free”

L’analisi dei dati di fine stagione conferma la validità della strategia territoriale: la separazione dei flussi e la collaborazione transfrontaliera con la Svizzera pagano. Il bilancio del Consorzio Turistico tra infrastrutture di fondovalle, il passaggio del Tour de Suisse e la crescita verticale del settore Gravel.

La Valchiavenna archivia il 2025 con numeri che certificano il definitivo passaggio del cicloturismo da attività stagionale complementare ad asset economico strutturale. Secondo il report diffuso il 18 dicembre da Valchiavenna Turismo, il territorio ha superato la soglia psicologica e tecnica dei 100.000 ciclisti complessivi. Un risultato che premia la pianificazione a lungo termine su infrastrutture e sicurezza, ma soprattutto la capacità di diversificare l’offerta tra commuting turistico di fondovalle, grandi salite su strada e il segmento gravel in forte espansione.

La Ciclabile Valchiavenna: l’infrastruttura come sistema

Il dato più solido arriva dalla Ciclabile Valchiavenna. Il tracciato, che si snoda da Colico fino alla frontiera svizzera con la Val Bregaglia, ha registrato 90.000 passaggi ciclistici, segnando un incremento dell’8% rispetto al 2024. L’infrastruttura, oggetto di investimenti costanti da parte di Comunità Montana e Comuni per il miglioramento del fondo e della segnaletica, assolve a una doppia funzione. Da un lato supporta il flusso turistico lento, dall’altro gestisce una mobilità locale e pedonale rilevante, come dimostrano gli oltre 175.000 transiti a piedi. Tecnicamente, la ciclabile si conferma un asse viario fondamentale per connettere la rete della Bassa Valtellina con i percorsi elvetici, offrendo pendenze contenute e servizi meccanici distribuiti lungo l’asse.

Passo Spluga: l’efficacia della chiusura al traffico

Se la ciclabile cresce in modo organico, i dati relativi al ciclismo su strada (road) sul Passo dello Spluga mostrano un incremento verticale del 53%, per un totale di 20.000 passaggi. Il driver principale di questa crescita è il format Enjoy Stelvio Valtellina. L’iniziativa, che prevede la chiusura temporanea delle salite al traffico motorizzato, ha convogliato sullo Spluga 7.500 ciclisti, con una crescita record del 963% su base annua.

Il fattore determinante per questo exploit tecnico è stata la cooperazione transfrontaliera. Per la prima volta, la chiusura al traffico è stata coordinata con le autorità svizzere, permettendo l’ascesa in sicurezza da entrambi i versanti. Filippo Pighetti, direttore del Consorzio Turistico, ha sottolineato la complessità logistica dell’operazione: «Non è semplice vietare il transito alle auto sulle strade, ancora di più se ad essere coinvolte sono arterie che uniscono due Paesi, ma il risultato è stato stupefacente». Al contrario, la storica manifestazione “Spluga da Capogiro” ha mantenuto i livelli del 2024, penalizzata tuttavia da condizioni meteo avverse che, come noto, influiscono drasticamente sulla sicurezza in discesa e sulle temperature in quota.

Il segmento Gravel e il ritorno delle competizioni

Il 2025 ha confermato anche la vocazione della valle per il gravel, disciplina che richiede un mix di asfalto e sterrato compatto. La Valchiavenna Gravel Escape ha raddoppiato i suoi numeri, portando al via oltre 550 partenti sui tre percorsi previsti e 50 giovanissimi nelle kids ride. L’evento, organizzato dal Consorzio con U.S. Chiavennese, ha già calendarizzato la terza edizione per il 9 e 10 maggio 2026 (iscrizioni aperte dal 19 dicembre). Sul fronte agonistico, si segnala l’esordio della Cronoscalata Alpe Motta, tappa conclusiva delle Valtellina Race Series, che ha riportato il cronometro sulle rampe verso Madesimo.

L’impatto mediatico del professionismo: Tour de Suisse

A fare da cassa di risonanza internazionale è stato il Tour de Suisse. La tappa Heiden-Piuro ha rappresentato un test tecnico e logistico di alto livello per il territorio. L’arrivo della corsa World Tour ha generato una copertura televisiva di 428 milioni di spettatori potenziali e 2,8 milioni di contatti media, con un focus specifico sui mercati di riferimento per l’incoming turistico locale: Svizzera, Francia e Germania.

In sintesi, il 2025 della Valchiavenna dimostra che la qualità dell’infrastruttura (fondo stradale, sicurezza, servizi) e la gestione intelligente dei flussi (eventi road-free) sono le uniche leve efficaci per intercettare il ciclista contemporaneo, sempre più esigente e attento ai dettagli tecnici.

Per info aggiornate e per conoscere gli eventi per ciclisti in programma: https://www.valchiavennabike.it/


SCHEDA TECNICA | Il “Gigante” di confine: Passo dello Spluga (Versante Sud)

Un tratto ardito del Passo dell Spluga

L’ascesa al Passo dello Spluga dal versante italiano è una delle salite alpine più lunghe e discontinue, caratterizzata da una notevole varietà paesaggistica e tecnica. Non presenta pendenze estreme costanti come il Mortirolo, ma la lunghezza e il dislivello complessivo richiedono una gestione attenta delle energie, specialmente nella prima metà.

Dati Generali

  • Partenza: Chiavenna (rotatoria consorziale)
  • Quota di partenza: 333 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 30,2 km
  • Dislivello positivo (D+): 1.782 m
  • Pendenza media: 5,9%
  • Pendenza massima: 12% (tratti brevi tra Campodolcino e Pianazzo)

Analisi dei Segmenti

  1. L’avvicinamento (km 0 – 12): Da Chiavenna a Campodolcino la strada (SS36) sale con pendenze regolari attorno al 6-7%. È il tratto più trafficato in condizioni normali. Richiede attenzione per la presenza di numerose gallerie paravalanghe (luci anteriori e posteriori obbligatorie e vitali).
  2. Il cuore tecnico (km 12 – 18): Superato Campodolcino, inizia la fase più iconica e impegnativa. La strada si inerpica verso Pianazzo con una serie di 10 tornanti ravvicinati e gallerie elicoidali scavate nella roccia. Qui le pendenze toccano spesso la doppia cifra (10-12%). È il tratto dove si fa la differenza cronometrica.
  3. Il falsopiano di Montespluga (km 24 – 27): Dopo aver superato la zona di Teggiate, si apre l’altopiano del lago di Montespluga. Si tratta di circa 3 km di pianura e leggero falsopiano. Un segmento fondamentale per alimentarsi e scaricare la muscolatura, ma insidioso in caso di vento contrario, frequente a questa quota (1.900 m).
  4. Il finale (km 27 – 30,2): Lasciato l’abitato di Montespluga, la strada riprende a salire decisa per gli ultimi tornanti che portano alla dogana. Le pendenze tornano costanti sull’8% fino allo scollinamento a quota 2.115 m.
Foto: Elisa Franchi, Valtellina Outdoor

SCHEDA TECNICA | Il Versante Nord: da Splügen al Passo

L’ascesa dal cantone dei Grigioni (Rheinwald) è nettamente più breve rispetto alla controparte italiana, ma presenta una densità di dislivello superiore. Non concede tregua: manca totalmente di tratti in falsopiano come quello di Montespluga. È una salita da passista-scalatore, dove la regolarità del ritmo è l’unica strategia pagante.

Dati Generali

  • Partenza: Splügen (Svizzera)
  • Quota di partenza: 1.457 m s.l.m.
  • Arrivo: Passo dello Spluga (confine di Stato)
  • Quota di arrivo: 2.115 m s.l.m.
  • Lunghezza totale: 9 km
  • Dislivello positivo (D+): 658 m
  • Pendenza media: 7,3%
  • Pendenza massima: 10-11% (sui tornanti)

Analisi del Percorso

  1. L’attacco (km 0 – 2): Uscendo dal villaggio di Splügen, dopo aver attraversato il ponte sul Reno Posteriore, la strada entra subito nel bosco di conifere. Le pendenze si assestano immediatamente tra il 7% e l’8%. L’asfalto, come da standard elvetico, è generalmente impeccabile, offrendo una scorrevolezza superiore rispetto al versante sud.
  2. La sequenza dei tornanti (km 3 – 7): È il tratto distintivo di questo versante. Usciti dalla vegetazione, si affronta una serie di tornanti sovrapposti disegnati con precisione geometrica sul fianco della montagna. Visivamente impattante, tecnicamente questo segmento permette di mantenere una cadenza costante. Non ci sono “strappi” improvvisi, ma la pendenza non scende mai sotto il 7%.
  3. Il valico (km 7 – 9): Superata la serie di tornanti, si incontra la dogana svizzera (che precede di qualche centinaio di metri il passo geografico). La strada spiana leggermente solo negli ultimi 500 metri prima di raggiungere la sommità e ricongiungersi con la discesa verso l’Italia.

Nota tattica per il cicloturista La brevità di questo versante (9 km contro i 30 km di quello italiano) non deve trarre in inganno. L’assenza di tratti di recupero porta a un accumulo di acido lattico veloce se si sbaglia l’approccio iniziale. Nelle giornate ventose, il versante svizzero è spesso più esposto alle correnti settentrionali rispetto alla parte bassa della Valchiavenna.