Furto bici per un valore di 100.000 Euro alla Cicli Castellaccio

La Cicli Castellaccio gestita dal titolare Claudio e dai suoi familiari ha 15 anni di attività. Negozio specialistico per bici da corsa e MTB delle migliori marche, tra cui alcune in esclusiva: Time ( rivenditore Top Ten) – Pinarello – Cervelo – BMC – Focus.

Un bel negozio, vicino al Parco delle Sabine nel Nord di Roma. A pochi chilometri dalla Riserva Naturale della Marcigliana

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Il ladri hanno forato la serranda in ferro con una fiamma ossidrica. Hanno mandato in corto circuito il sistema elettrico. E poi hanno rubato poche bici, solo dieci. Ma scelte con cura: le più belle. E’ un colpo da 100 mila euro. Il furto è avvenuto alle prime ore del 15 maggio. Con un intervento durato una decina di minuti.

Il sistema d’allarme di Cicli Castellaccio, una volte entrato in azione, ha mandato l’allerta alle forze dell’ordine.

Il titolare Claudio a RomaToday: “Non abbiamo sospetti anche perché mai nessuna minaccia ci è stata fatta. Ora dobbiamo trovare nuovi stimoli per ripartire. Facciamo tanti sacrifici e poi, in un attimo, ci portano via tutto. Quelle biciclette le avevamo comprate da poco”.

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Il bike sharing esce dai confini della città.

A Como la polizia Locale trova quattro bici “rubate”. Si tratta di bici del bike sharing. Alcune venivano da Milano, altre da Varese.

Le bici erano a Como in giro per la città: quelle milanesi erano in via Juvara, in via Albertolli, in via Mentana. La bici di Varese era in viale Fratelli Rosselli. Tutte erano chiuse con il sistema di blocco e non riportavano segni di particolari danneggiamenti.

Si tratta di un uso improprio del bike sharing? O di furto di bici? E come hanno fatto a portare le bici a Como?

In prima approssimazione non ci sembra si tratti di furto. Ma di uso improprio di bike sharing.

Le bici in free-floating vengono forse viste come un bene di dominio pubblico. Le trovo, ne pago l’uso, le porto dove voglio e le lascio. Non ci stupisce che qualcuno se le sia portate fino a Como. Magari scroccando anche un treno locale.

Non è chiaro il ruolo della Polizia Locale: dovrebbe essere un onere della stessa Ofo (la società che gestisce le bici) quello di prelevare le bici e riportarle nelle città di origine.

Il nostro paese ha un senso civico bassissimo: rimane un diffuso malcostume per cui un bene che è dato in uso alla collettività debba essere così mal gestito. Contemporaneamente chiederemmo la stessa solerzia di intervento per i veri furti che riguardano le biciclette dei privati.

 

La Commissione europea rende l’importazione di ebike dalla Cina soggetta a registrazione

Oggi, con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, la Commissione europea sta sottoponendo a registrazione le importazioni di biciclette elettriche originarie della Repubblica Popolare Cinese. La Commissione europea non ha ancora imposto misure antidumping provvisorie. Ma è probabile sempre più probabile che arrivino. Il documento UE pubblicato oggi sembra essere d’accordo con tutte le accuse fatte dall’industria europea.

Con la pubblicazione odierna, l’UE sta rendendo soggette a registrazione le biciclette elettriche originarie della Repubblica Popolare Cinese (RPC) che “rientrano nei codici NC 8711 60 10 e ex 8711 60 90 (codice TARIC 8711 60 90 10).”

Motivi della registrazione
Il documento UE indica i motivi della registrazione “La Commissione dispone di prove sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame dalla RPC sono oggetto di dumping. Gli elementi di prova del dumping si basano su un confronto tra il valore normale così determinato e il prezzo all’esportazione (franco fabbrica) del prodotto in esame quando venduto per l’esportazione nell’Unione. Nel complesso, data l’entità dei presunti margini di dumping compresi tra il 193% e il 430%, questa prova fornisce un sostegno sufficiente in questa fase in cui i produttori esportatori praticano il dumping. ”

Il documento UE stabilisce inoltre che “La denuncia ha fornito prove sufficienti del presunto pregiudizio che mostrava un netto calo della quota di mercato dell’industria dell’Unione dal 42,5% nel 2014 al 28,6% nel periodo utilizzato per la denuncia, e livelli di redditività in calo dal 3,4% del fatturato nel 2014 al 2,1% nel periodo utilizzato per il reclamo e calcoli di underselling dal 153% al 206%. La Commissione ha quindi concluso che il primo criterio di registrazione era soddisfatto per quanto riguarda la parte relativa alla pratica del dumping. ”

Sovvenzioni fornite dal governo cinese
L’UE sostiene inoltre le accuse fatte dall’EBMA sulle sovvenzioni fornite dal governo cinese alle società esportatrici di biciclette elettriche. Il documento afferma che “Le prove disponibili in questa fase mostrano che le esportazioni del prodotto in esame beneficiano di sovvenzioni. Inoltre, la Commissione dispone di prove sufficienti del fatto che le pratiche di sovvenzione dei produttori esportatori causano un pregiudizio grave all’industria dell’Unione. In questa fase dell’inchiesta non è ancora possibile stimare l’importo delle sovvenzioni. L’ammontare dell’eventuale futura passività è fissato al livello di eliminazione del pregiudizio stimato sulla base della denuncia anti-sovvenzioni, ossia il 189% sul valore all’importazione CIF del prodotto in esame. “

Il documento UE termina con “La registrazione scade nove mesi dopo la data di entrata in vigore del presente regolamento. Tutte le parti interessate sono invitate a comunicare le loro osservazioni per iscritto, a fornire elementi di prova o a chiedere di essere ascoltati entro 21 giorni dalla data di pubblicazione del presente regolamento. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Di seguito il link a: Regolamento di implementazione della Commissione Europea

Le Nazioni Unite dichiarano il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”

La promozione mondiale del ciclismo è entrata in una nuova fase, ora che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”. La risoluzione, discussa il 12 aprile 2018 in occasione della 72a sessione regolare dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stata adottata da un consenso di 193 Stati membri.

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Boom di vendita di eBike in Francia +90% nel 2017 | +21% in Europa

Nel 2017, il mercato totale delle biciclette francesi ha registrato una leggera crescita mentre le vendite di eBike sono quasi raddoppiate.

Secondo l’osservatorio della bicicletta francese, le vendite di biciclette regolari e di biciclette elettriche sono aumentate a 2.782.000 unità con un prezzo medio di 459 € (+ 9%). Le vendite di biciclette elettriche sono aumentate del 90% a circa 255.000 unità.

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