Il bike sharing esce dai confini della città.

A Como la polizia Locale trova quattro bici “rubate”. Si tratta di bici del bike sharing. Alcune venivano da Milano, altre da Varese.

Le bici erano a Como in giro per la città: quelle milanesi erano in via Juvara, in via Albertolli, in via Mentana. La bici di Varese era in viale Fratelli Rosselli. Tutte erano chiuse con il sistema di blocco e non riportavano segni di particolari danneggiamenti.

Si tratta di un uso improprio del bike sharing? O di furto di bici? E come hanno fatto a portare le bici a Como?

In prima approssimazione non ci sembra si tratti di furto. Ma di uso improprio di bike sharing.

Le bici in free-floating vengono forse viste come un bene di dominio pubblico. Le trovo, ne pago l’uso, le porto dove voglio e le lascio. Non ci stupisce che qualcuno se le sia portate fino a Como. Magari scroccando anche un treno locale.

Non è chiaro il ruolo della Polizia Locale: dovrebbe essere un onere della stessa Ofo (la società che gestisce le bici) quello di prelevare le bici e riportarle nelle città di origine.

Il nostro paese ha un senso civico bassissimo: rimane un diffuso malcostume per cui un bene che è dato in uso alla collettività debba essere così mal gestito. Contemporaneamente chiederemmo la stessa solerzia di intervento per i veri furti che riguardano le biciclette dei privati.

 

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