Gran Sasso d’Italia è di Yates. Un sigillo.

Il Gran Sasso fa selezione. Una salita dura, fino a 2.130 metri. Una salita fredda e ventosa con alti muri di neve. Una salita che ha piegato le ginocchia alla bellissima fuga di Fausto Masnada dopo 222 km.

Vince Simon Philip Yates, ora sempre più in Maglia Rosa. Il quarto britannico ad indossarla. E non gli basta: ora veste anche la Maglia Azzurra. Froome giunge stravolto e ora in posizione generale undicesimo a 2′ 27”. Anche Fabio Aru in difficoltà a 2′ 36” in classifica generale. Nel finale ci hanno provato Pozzovivo, Thibault Pinault, Chavez e tiene duro anche Richard Carapaz. Ma lo strappo del leader non lascia spazio a nessuno.
Simon Philip Yates ammette che è stata molto dura, ma ha il sorriso e lo sguardo di chi si sente bene. Non si nasconde e ribadisce che è venuto per vincere questo Giro d’Italia. “Oggi non sono rimasto sorpreso dalla mia prestazione. Ho già sentito sull’Etna che avevo delle gambe molto buone ma oggi è stata una tappa molto difficile e molto lunga, quindi non ero sicuro al 100% di far bene nel finale. Ho visto Pozzovivo incredibilmente forte, Thibaut Pinot era di nuovo lì e pedalava bene, Tom Dumoulin è ancora vicino. Non abbiamo guadagnato molto tempo su di lui: 38 secondi di vantaggio non sono sufficienti prima della cronometro. Altri rivali hanno perso tempo: Chris Froome, forse a causa delle cadute, non è in forma ma non so sinceramente perché. Sono rimasto sorpreso nel vedere staccato Fabio Aru ma è una gara lunga, entrambi possono recuperare”.

Il suo compagno di squadra Chavez ha passato la maglia azzurra a Yates, ma lo sguardo sprizza gioia. Giunge terzo alla tappa. Anche Neymar oggi è suo fan!

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