Giro d’Italia, Chris Froome è leggenda. Crolla Yates.

Ad 80 km dal traguardo Chris Froome, dove la strada è sterrata e più irta, dove la neve veste i muri di bianco, Chris Froome ha lasciato tutti. Ed è andato a fare l’impresa prendendo una straordinaria Maglia Rosa.

Dove va da solo sul Colle delle Finestre, su fino a 2.178 metri di quota? Poi giù, forte, ma senza esagerare su una discesa insidiosa di 700 metri di dislivello. E su di nuovo verso Sestriere, da solo, altri 600 di salita e poi 1.000 di discesa fino a Oulx. Per chiudere con un’altra salita di 850 metri fino a Bardonecchia – Jafferau. Dove arriva sempre da solo.

“Non penso di aver mai attaccato a 80 km dal traguardo nella mia carriera, ho corso da solo e sono arrivato fino alla fine. La squadra ha fatto un lavoro fantastico per mettermi in condizione di farlo” dice Froome “Per prima cosa dovevamo sbarazzarci di Simon Yates e poi andare via da Tom Dumoulin. Per passare dal quarto al primo posto non potevo aspettare l’ultima salita. Il Colle delle Finestre era il posto perfetto per attaccare. Le strade sterrate mi ricordano l’Africa. C’è un’altra giornata difficile domani ma le gambe staranno sempre meglio man mano che la gara continua”. In conferenza stampa: “Ho avuto momenti difficili al Giro ed ho dovuto provare qualcosa di pazzo. Abbiamo preso questa decisione tattica ieri sera anche insieme ai nutrizionisti perché c’è bisogno di una buona strategia nei rifornimenti e su come i ragazzi eseguiranno gli ordini. Ci sono stati molti attacchi nella prima parte della gara. La mia squadra ha mantenuto un ritmo forte sulle Finestre per mettermi nella condizione migliore per attaccare. È fantastico correre così. Questo significa corsa in bicicletta. Se avessi aspettato solo l’ultima salita non avrei dato tre minuti e preso la Maglia Rosa. Conoscevo le Finestre molto bene da quando mi sono allenato qui l’anno scorso. Sapevo come gestirmi. Era un rischio calcolato. Avevo deciso che se fossi stato in un gruppo non numeroso e se gli altri capitani non avessero avuto gregari avrei attaccato perché i contendenti alla Generale avrebbero dovuto sostenere il mio stesso tipo di sforzo. Controllavo costantemente i distacchi dalle moto e via radio. Quello che non sapevo era se Tom Dumoulin avesse ancora delle buone gambe ma ho avuto la sensazione che tutti fossero al limite. Oggi è stato ciclismo puro e selvaggio. Chapeau ai tifosi italiani perché trasmettono una passione unica”.

Questo Giro era partito male per lui. Quelle due cadute nelle prime tappe. E ora non aveva più nulla da perdere. Non sarebbe bastato attendere l’ultima salita di 7,5 km per scattare, bisognava fare qualcosa di più. Bisognava partire da lontano per mettere in crisi tutti. Bisognava far saltare il banco.

E il banco è saltato. Le gambe di Yates hanno mollato subito. Ma forse anche la testa. Aveva già dovuto inseguire Froome sullo Zoncolan e aveva fatto fatica. Oggi ha desistito subito. Ma noi lo ringraziamo per i 13 giorni straordinari che ci ha regalato, da grande campione. Con tre successivi di tappa. Oggi paga un distacco abissale di 38′ 52” di ritardo. E io credo che questa tappa straordinaria di Froome la dobbiamo proprio a lui. A Yates. Che ha preso e gestito la maglia nel migliore dei modi. Con coraggio. Andando via anche da solo. Facendo sprint per raccogliere abbuoni. E obbligando gli avversari all’impresa.

Aru ha messo il piede a terra su queste strade che ama e che conosce. Ha chiuso il giro sulla prima salita della tappa. Un peccato per il grande campione.
Domenico Pozzovivo ha pagato il ritmo indiavolato. Ci aveva entusiasmato. Era il suo Giro.

Froome è riuscito a rimontare anche Dumoulin, che era secondo in classifica, conquistando così la leadership. Ora ha 40” di vantaggio sull’olandese e 4’17” su Pinot. Probabilmente poteva essere lui, Dumoulin in maglia rosa. E’ l’unico che ha controllato in qualche modo l’avversario. Nella salita finale aveva le stesse gambe di Froome: i rilievi cronometrici indicano lo stesso tempo.

Tra 15 ore saranno di nuovo in bici. Con una tappa lunga e maledettamente faticosa. Da Susa a Cervinia. Con tre Gran Premi della Montagna. Dove ogni cambio di pendenza potrà essere una ferita per nelle gambe di chi corre.  Dumoulin è a 40 secondi da Froome. E forse ne ha ancora. Vedremo chi tenterà la sortita. Il team Sky è fortissimo e non sarà per nulla facile togliere questa maglia al grande campione britannico.

RISULTATO FINALE
1 – Chris Froome (Team Sky) – 185 km in 5h12’26”, media 35,527 km/h
2 – Richard Carapaz (Movistar Team) a 3’00”
3 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) a 3’07”
4 – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) a 3’12”
5 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 3’23”

CLASSIFICA GENERALE
1 – Chris Froome (Team Sky)
2 – Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 40″
3 – Thibaut Pinot (Groupama – FDJ) a 4’17”
4 – Miguel Angel Lopez (Astana Pro Team) a 4’57”
5 – Richard Carapaz (Movistar Team) a 5’44”

 

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