VenTo Bicitour 2018 | un progetto di territorio

 | Venezia Torino

Forse 1.000 biciclette si sono date il cambio per tracciare il percorso che unisce Torino a Venezia percorrendo gli argini del Po.

Abbiamo pedalato in compagnia alcuni giorni. Abbiamo percorso strade, argini, sterrati e vie. Superato ponti e costeggiato campi di grano rossi di papaveri. Abbiamo incontrato gente stupenda che ci ha offerto freschi ristori lungo il percorso e nelle piazze di paesi a noi sconosciuti.

Abbiamo pedalato in silenzio, sotto un sole violento appena smorzato da una brezza alle spalle. La mia bici ha lavorato bene. Per l’occasione una ‘Presto’ a pedalata assistita che non ha tradito le aspettative. Motore molto fluido, mai invadente. E anche a motore spento, sugli sterrati degli argini, un mezzo eccellente.

Nella mappa sono tracciati i percorsi che abbiamo potuto fare in bici nell’ultimo week-end di maggio (da Torino a Pavia) e nel primo di giugno (da Modena a Venezia).

25/05: Torino – Chivasso – Fontanetto Po – Trino | 70 km
26/05: Trino – Morano sul Po – Grangia di Pobietto – Casale Monferrato –
Valmacca – Valenza | 55 km
27/05: Valenza – Alluvioni Cambiò – Cervesina – Pavia |75 km

01/06: Mantova – Governolo – Revere – Felonica – Stellata di Bondeno – Ferrara | 105 km
02/06: Ferrara – Polesella – Villanova Marchesana – Adria | 60 km
03/06: Adria – Rosolina – Chioggia – Pellestrina – Lido di Venezia | 55 km

VenTo è un ‘progetto di territorio’
Come ben descritto sul sito ventobicitour.it VENTO è il progetto di una dorsale cicloturistica che corre lungo il Po.
Con i suoi 679 km è la più lunga in Italia. Ma VENTO non è soltanto una infrastruttura ciclabile. VENTO è prima di tutto un progetto di territorio perché il cicloturismo non nasce per caso. Non basta una bici in un posto turistico. Il cicloturismo è un progetto che coinvolge un territorio ampio con l’obiettivo di rigenerarlo attivando recuperi, occupazione, identità, dignità, socialità e urbanità. Una ciclabile disegnata senza un progetto di territorio è un legame muto, funzionale a spostare qualcosa da un punto a un altro senza una visione. VENTO una visione ce l’ha ed è quella di ricucire la bellezza dei territori che attraversa rianimandone la vitalità: luoghi che hanno favole da raccontare se incontrano la meraviglia e l’incanto di occhi, gambe e pedali di chi ci passa attraverso senza scavalcarli veloce.

Raccontiamo VenTobicitour 2018 con questi scatti:

Sladda è pericolosa: richiamo globale di IKEA

IKEA richiama per precauzione tutte le biciclette Sladda vendute in tutto il mondo. Secondo una dichiarazione della compagnia, “IKEA è stata informata e consigliata da un fornitore di componenti ben consolidato per richiamare la bicicletta SLADDA, a causa di problemi di sicurezza con la cinghia di trasmissione”.

IKEA invita i clienti a smettere di usare la bicicletta. Hanno ricevuto undici segnalazioni di cinture a scatto, con due lievi ferite. La bicicletta Sladda ha ricevuto un “Red dot award” per il suo design ed è stata venduta in 26 mercati da quando le vendite sono iniziate ad agosto 2016. Sono state vendute in tutto il mondo 6.000 unità.

“Siamo ancora orgogliosi della bellezza di Sladda e delle intenzioni di creare una soluzione di trasporto urbano sostenibile”, afferma la società. “Sappiamo anche che molti dei nostri clienti amano la loro bicicletta Sladda, ma per noi la sicurezza viene sempre prima di tutto.

Nessuna riparazione o sostituzione
Sorprendentemente, il difetto non può essere riparato poiché IKEA esorta i motociclisti Sladda a restituire la bicicletta a un negozio IKEA per un rimborso completo. Non è chiaro se i reparti di assistenza tecnica di IKEA non siano sufficientemente attrezzati o che il problema tecnico sia più che la sostituzione della cinghia.

Saranno inoltre rimborsati gli accessori appositamente progettati per adattarsi a Sladda. La prova di acquisto o una ricevuta non è richiesta. IKEA si scusa per qualsiasi inconveniente e desidera ringraziare tutti i clienti per la loro comprensione.

Ipotesi UE: assicurazione obbligatoria su ebike

Nessuno vuole che ci sia una assicurazione obbligatoria per responsabilità civile sulle bici. E neppure sulle bici a pedalata assistita ad esse perfettamente assimilabili per prestazioni e ruolo sociale. Ciò nonostante la Commissione Europea ha pubblicato oggi la sua proposta di modifica della direttiva sull’assicurazione dei veicoli a motore (MID), il che significherebbe che gli utenti di bici a pedalata assistita, senza assicurazione di responsabilità civile, sarebbero in sella illegalmente.

“Se la proposta di oggi diventa una legge, sarà richiesta un’assicurazione sulla responsabilità civile che scoraggerebbe milioni di cittadini europei a utilizzare ebikes, minando gli sforzi e gli investimenti di diversi Stati membri e dell’Unione Europea per promuovere la mobilità sostenibile” – afferma Adam Bodor della European Cyclist Federation (ECF).

Tutto nasce da una esigenza di chiarimento della CE: si tratta di evitare la confusione circa ‘quali veicoli’ e per ‘quale area geografica’ (strada, terreno privato, ecc.) sia necessaria l’adozione della direttiva. Sfortunatamente la proposta della Commissione pubblicata oggi include anche le biciclette a pedalata assistita ‘leggere’.

Infatti, in una introduzione esplicativa della proposta, la Commissione europea sostiene che le biciclette a pedalata assistita dovrebbero già disporre attualmente di un’assicurazione completa per i veicoli a motore (non si parla di assicurazione per il trasporto, o per una bicicletta, né l’assicurazione personale o per la casa, ma si parla esattamente di assicurazione completa dei veicoli a motore). Con questo testo la Commissione europea penalizza e quasi criminalizza milioni di utenti di biciclette a pedalata assistita, quasi tutti dotati di una qualche altra assicurazione, e di fatto vieterebbe l’uso di bici a pedalata assistita senza l’assicurazione solitamente riservata ai veicoli a motore.

Una ebike ha un motore assistito da batteria da 250 watt (circa la potenza di un buon ciclista) che si spegne a 25 km / h. Si attiva solo quando il ciclista pedala e viene visto come una bicicletta in altri atti legislativi dell’UE (come l’omologazione – dove sono esclusi, la direttiva sulla patente di guida e nella maggior parte delle norme stradali degli Stati membri). La ebike viene promossa da molti stati membri dell’Unione Europea e da molte città come un’alternativa ideale rispetto all’uso dei veicoli a motore. E’ una bici che consente di superare alcune delle barriere come: il ciclismo nelle zone collinari, i limiti ovvi per i ciclisti più anziani e il ciclismo nella stagione calda.

L’ECF, così come i partner dell’industria delle biciclette e delle ebike, hanno esercitato pressioni sulla Commissione affinché stabilisse una linea netta tra un veicolo a motore e una bicicletta assistita, per seguire altre normative europee e nazionali e non obbligare gli utenti di ebike a sottoscrivere un’altra assicurazione per responsabilità civile.

Se non vi sarà alcun cambiamento da parte del Parlamento europeo e del Consiglio, il campo di applicazione della direttiva sull’Assicurazione per Responsabilità Civile sarà per tutti i mezzi così classificati:
“Veicolo”: qualsiasi veicolo a motore, che si muove a terra e azionato da forza meccanica, ma non funzionante su rotaie. 

Tutti i ciclisti, le associazioni di ciclisti e di produttori e tutte le persone di buonsenso sono probabilmente concordi nel ritenere che una norma di questo genere sia grave. E che andrebbe a ledere una popolazione già ampia ora, e in grande crescita! Bloccando un mercato che sembra invece fondamentale per l’evoluzione verso scelte di mobilità sostenibile già assai costose in termini economici e in termini di ‘impegno’.

Oggi ci sono circa 4 milioni di utilizzatori di bici a pedalata assistita in Germania
Circa il 45% delle vendite di biciclette in Belgio sono a pedalata assistita.
Un quarto di tutti i ciclisti olandesi ora usa una ebike.

Le Nazioni Unite dichiarano il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”

La promozione mondiale del ciclismo è entrata in una nuova fase, ora che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 3 giugno “Giornata mondiale della bicicletta”. La risoluzione, discussa il 12 aprile 2018 in occasione della 72a sessione regolare dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è stata adottata da un consenso di 193 Stati membri.

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Il concetto di servizio completo di Swapbike

Sviluppato da tre studenti dell’Università tecnica di Delft, Paesi Bassi, e sostenuto finanziariamente dalla società di investimento Ponooc di Pon Holding, il concept Swapbike ha avuto un avvio positivo in Olanda. La Swapbike ha recentemente deciso di diventare internazionale e ha iniziato il suo servizio in Germania.

Swapbike

Il concetto di Swapbike si basa su un canone mensile di 15 euro (12 euro per gli studenti) per il quale il cliente riceve una normale bicicletta a sette marce comprendente tutti i servizi e le riparazioni. La bici è dotata di due lucchetti, illuminazione anteriore e posteriore e un’assicurazione furto. Una volta che la bicicletta ha qualche difetto, compresa una foratura, un meccanico di biciclette arriverà a casa e riparerà la bici o la sostituirà con un’altra. Continua a leggere Il concetto di servizio completo di Swapbike