Sam Bennett si impone nel diluvio

Sam Bennett (Bora-Hansgrohe) si è imposto in volata sul circuito automobilistico di Imola Enzo e Dino Ferrari in una tappa contraddistinta dalla forte pioggia. Con Viviani fuori dai giochi, il corridore irlandese ha anticipato la volata partendo lungo ai 400 metri per riprendere gli attacanti Matej Mohoric (Bahrain-Merida) e Carlos Betancur (Movistar Team), imponendosi di forza. È la seconda vittoria in questo Giro per Bennet dopo quella della Tappa 7 a Praia a Mare.

“Ho corso davanti nel tratto finale in salita perché volevo essere sicuro di prendere la discesa tra i primi ed evitare inconvenienti.” Dice Sam Bennett. “I ragazzi hanno lavorato duramente tutto il giorno, la priorità numero uno era arrivare allo sprint. Gli ho detto che avrei fatto da solo se necessario ma doveva esserci volata. Sono partito presto perché c’era un gap da chiudere (Matej Mohoric e Betancur davanti). Non credevo che il traguardo fosse ancora così lontano, fortunatamente avevo più gambe degli altri. Al momento punto solo alle vittorie di tappa. Non potrei perdonarmi di usare energie per gli sprint intermedi e poi perdere la volata finale ma qualora si presentesse l’occasione proverò a lottare per la Maglia Ciclamino”.

“Quando il gruppo si è spezzato stavamo correndo davanti per fare attenzione.” dice la Maglia Rosa Simon Yates . “Ho sentito via radio che c’era un gap ma non sapevo chi fosse rimasto indietro e quale fosse il distacco. Ho sentito che c’era Pozzovivo ma poi subito è rientrato nel gruppo di testa. Il finale è stato più difficile di quanto ci aspettassimo. A nessuno piace correre sotto la pioggia ma ho fiducia nei componenti della mia bici, specialmente nelle gomme”.

 

Yates, Rosa, vince per la seconda volta.

Il britannico Yates dimostra di essere in uno straordinario stato di forma. Vince e allunga su tutti i rivali. Solo Dumoulin appare in crescita e cede solo 2 secondi. Aru e Froome soffrono lo strappo finale perdendo rispettivamente 21 e 40 secondi.

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​L’attacco giunge a 1400 metri dall’arrivo nel centro di Osimo. Simon Yates (Mitchelton-Scott) vince la sua seconda tappa in Maglia Rosa. Tom Dumoulin ottiene un importante secondo posto mentre Davide Formolo (Bora-Hansgrohe) ha chiuso al terzo posto.
Yates ha esteso il suo vantaggio nella Generale a 47 secondi su Dumoulin e 1’04” su Thibaut Pinot mentre Chris Froome (Team Sky) è uscito dalla top-10 dopo aver perso altri 40 secondi dalla Maglia Rosa.

“Ho attaccato per guadagnare secondi sui rivali nella Generale.” Dice Yates “Il piano all’inizio non era di puntare alla vittoria di tappa. Ci sono corridori più veloci su questo tipo di finale, come Tim Wellens ed Enrico Battaglin e le loro squadre hanno tirato. Negli ultimi chilometri Jack Haig ha fatto un lavoro fantastico e mi ha portato al punto in cui avrei dovuto attaccare se ci fossimo trovati in questa situazione. Non ero sicuro di chi mi stesse inseguendo ma quando ho sentito alla radio che si trattava di Tom Dumoulin, speravo cedesse qualcosa. Per i prossimi giorni ho più paura della cronometro che dello Zoncolan. Spero che non capitino episodi sfortunati come ieri con Esteban Chaves. Basta un momento negativo e la gara è finita”.​

Matej Mohoric ci crede due volte e vince Guado Tadino

Matej Mohoric ha colto la sua prima vittoria al Giro d’Italia. Ex Campione del Mondo Juniores e Under 23 ha la stoffa per tentare la fuga già al mattino. Per poi scattare di nuovo nel finale ed imporsi sul traguardo di Gualdo Tadino. Matej Mohoric è il quarto sloveno vincitore al Giro dopo Luka Mezgec, Primoz Roglic e Jan Polanc.

Simon Yates aumenta il suo vantaggio nella Generale grazie all’abbuono ottenuto vincendo lo sprint intermedio davanti a Thibaut Pinot.

Il suo compagno di squadra Esteban Chaves, che era secondo, perde terreno importante (25 minuti).

Matej Mohoric ai microfoni della stampa: “L’obiettivo di oggi era andare in fuga. L’ho fatto all’inizio con altri 12 corridori ma sfortunatamente, a causa di quello che è successo a Chaves, il gruppo ci ha ripreso. Sono rimasto vicino a Domenico Pozzovivo, poi gli ho chiesto se potevo seguire lo scatto di Villella, mi sentivo molto bene. Mi ha dato l’ok e ho colto questa opportunità. Non ero convinto di vincere lo sprint con Nico Denz, ecco perché ho provato a staccarlo un paio di volte. Forse nel finale ho tirato un po’ più di lui. È stata una frazione difficile, anche lo sprint è diverso in queste condizioni rispetto a quando si hanno gambe fresche. Sono partito lento ed ho progressivamente aumentato la mia velocità fino al massimo. Siamo venuti al Giro per provare a vincere le tappe con qualche fuga di Giovanni Visconti o con me e le volate con Niccolò Bonifazio, ma il nostro obiettivo principale rimane quello di aiutare Pozzovivo per la Classifica Generale”.

Per Simon Yate “È stata una tappa dura, sopratutto l’inizio, una frazione veramente aggressiva come non ne vedevo da un po’. Di solito questo succeda nelle tappe brevi ma oggi abbiamo affrontato una frazione veramente lunga, sempre ad alta velocità, non ci siamo mai fermati. Inizialmente speravo che Esteban Chaves potesse recuperare, ma andavamo forte, sono molto dispiaciuto per lui perché so che ha lavorato molto duramente per questo Giro. Per quanto riguarda le tattiche, avrei preferito che fosse ancora lì, avremmo potuto giocarci più carte. Non ho paura della terza settimana ma della cronometro. So che perderò un po’ di tempo. Ecco perché oggi ho voluto guadagnare tre secondi in uno sprint intermedio. Se riuscissi a guadagnare ancora qua e là sarei felice. Sono fiducioso, sto bene e ho una grande squadra che mi supporta, ma so che non sarà facile. I miei rivali sono molto forti. Sono sicuro di me come sempre, sto capendo cosa sto cercando di ottenere”.

Gran Sasso d’Italia è di Yates. Un sigillo.

Il Gran Sasso fa selezione. Una salita dura, fino a 2.130 metri. Una salita fredda e ventosa con alti muri di neve. Una salita che ha piegato le ginocchia alla bellissima fuga di Fausto Masnada dopo 222 km.

Vince Simon Philip Yates, ora sempre più in Maglia Rosa. Il quarto britannico ad indossarla. E non gli basta: ora veste anche la Maglia Azzurra. Froome giunge stravolto e ora in posizione generale undicesimo a 2′ 27”. Anche Fabio Aru in difficoltà a 2′ 36” in classifica generale. Nel finale ci hanno provato Pozzovivo, Thibault Pinault, Chavez e tiene duro anche Richard Carapaz. Ma lo strappo del leader non lascia spazio a nessuno.
Simon Philip Yates ammette che è stata molto dura, ma ha il sorriso e lo sguardo di chi si sente bene. Non si nasconde e ribadisce che è venuto per vincere questo Giro d’Italia. “Oggi non sono rimasto sorpreso dalla mia prestazione. Ho già sentito sull’Etna che avevo delle gambe molto buone ma oggi è stata una tappa molto difficile e molto lunga, quindi non ero sicuro al 100% di far bene nel finale. Ho visto Pozzovivo incredibilmente forte, Thibaut Pinot era di nuovo lì e pedalava bene, Tom Dumoulin è ancora vicino. Non abbiamo guadagnato molto tempo su di lui: 38 secondi di vantaggio non sono sufficienti prima della cronometro. Altri rivali hanno perso tempo: Chris Froome, forse a causa delle cadute, non è in forma ma non so sinceramente perché. Sono rimasto sorpreso nel vedere staccato Fabio Aru ma è una gara lunga, entrambi possono recuperare”.

Il suo compagno di squadra Chavez ha passato la maglia azzurra a Yates, ma lo sguardo sprizza gioia. Giunge terzo alla tappa. Anche Neymar oggi è suo fan!

Impresa al Giro. Carapaz porta l’Ecuador a storica vittoria

Richard Carapaz (Movistar Team) ha conquistato una storica vittoria a Montevergine di Mercogliano, diventando il primo ecuadoregno a conseguire un successo al Giro d’Italia. Già in Maglia Bianca, il debuttante ha attaccato il gruppo dei favoriti 2 km prima della cima della salita.

Richard Carapaz (Movistar Team) | Ecuador

Simon Yates ha conservato la Maglia Rosa tenendo la gara sotto controllo.

Simon Yates

Richard Carapaz entusiasta: “A causa della pioggia eravamo un po’ nervosi a inizio salita. È stata selettiva tra i favoriti e ha reso il finale un po’ complicato, ma per me è stata una buona situazione. Una volta ottenuto un vantaggio di dieci secondi, li ho mantenuti. È una sorpresa per tutti. Avevo delle gambe molto buone e ho seguito il consiglio della squadra che mi ha chiesto di provarci. Sono riuscito a cogliere il momento giusto. Sky controllava e AG2R aveva accelerato.
Significa molto per me. È il frutto di anni di duro lavoro da quando ero bambino. Vincere contro tanti favoriti mi rende estremamente felice. È un risultato per il mio intero paese. Sono un po’ triste che non ci sia ciclismo in Ecuador… È un vero peccato, non abbiamo alcun supporto. Spero che questa vittoria possa aprire le porte ad altri ragazzi con molto talento che verranno dopo di me. Molte cose mi sono venute in mente quando ho tagliato il traguardo, è la prima volta che un ciclista ecuadoregno vince a questo livello. Sono anche il primo che partecipa al Giro. Questa vittoria rimarrà nel mio cuore. È incredibile. Roma è ancora lontana e ci possono essere davvero altre sorprese. Proverò a tenere la Maglia Bianca il più a lungo possibile. Sarebbe un bellissimo successo”.

La Maglia Rosa Simon Yates: “È stata una tappa più difficile di quanto mi aspettassi a causa della pioggia, ma senza drammi. Abbiamo corso con buon ritmo ed in sicurezza. Ho provato a guadagnare un abbuono ma sono rimasto chiuso. È stata una salita molto veloce, difficile fare la differenza. Mi aspetto più selezione domani. Oggi ho avuto davvero delle belle sensazioni. Quando Froome è caduto, ho sentito che se ne parlava ma non mi ero reso conto che fosse lui. Quando l’ho visto sembrava OK”.